La sala gessi di Saluzzo d’estate non chiuderà
20 giugno 2017
Cuneo
Saluzzo - Durante l’incontro svoltosi nel palazzo comunale lunedì pomeriggio, Barbara Orusa (responsabile della locale sezione del Tribunale del malato), ha consegnato al direttore generale dell’Asl Cn1 Francesco Magni le 3.292 firme raccolte contro la “precarietà dei servizi dell’Ospedale civile”. 2.126 di queste firme sono state raccolte dal Tribunale, mentre le altre sono giunte dai punti di raccolta attivati nei vari comuni del saluzzese e nelle valli ai piedi del Monviso. Barbara Orusa ha ringraziato i sindaci del Saluzzese per la collaborazione e ha chiesto all’Asl una maggiore informazione, anche e soprattutto sui risultati ottenuti dalla sanità in ambito locale, esprimendo preoccupazioni sul futuro dell’Ospedale di Saluzzo (“Abbiamo subito troppi torti in passato”). La buona notizia è che la mobilitazione della gente è servita e la Sala gessi, con l’annessa struttura di ortopedia dell’ospedale di Saluzzo, non chiuderà durante il periodo estivo. Magni lo ha ufficializzato durante la Conferenza dei sindaci, che in questa occasione si è svolto a porte aperte. Dopo una prima parte dedicata al bilancio consuntivo delle attività dalla Asl Cn1 nel 2016, Magni si è soffermato sulla situazione dell’Ortopedia saluzzese, che nelle scorse settimane ha creato non poche preoccupazioni fra la gente. La soluzione trovata per l’estate prevede l’utilizzo di un paio di medici “gettonisti” che, grazie alla collaborazione con l’Asl Cn2 (di Alba e Bra) e con l’Ospedale di Mondovì garantiranno un’operatività del servizio per quattro giorni alla settimana. Di lunedì e mercoledì il servizio sarà garantito dalle 8 alle 18, mentre nei pomeriggi del martedì e del giovedì verrà garantita l’attività ambulatoriale per le prime visite. Magni ha sottolineato che “siamo di fronte ad un problema di carenza di organico, non legato quindi a tagli o risparmi”. Un medico toscano arriverà a coprire il posto lasciato libero da un medico dell’equipe di Saluzzo-Savigliano che si è licenziato. Il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni dipinge la soluzione trovata così: “non risolve al cento per centro la problematica, ma il contesto è difficile anche a livello nazionale. Le nostre richieste sono comunque state accolte nei limiti del possibile, con un’operatività su quattro giorni alla settimana”.