Morto Chiaffredo Giraudo, l’uomo che ha costruito la strada del Colle dell’Agnello
10 giugno 2017
Cuneo
Sampeyre - Cordoglio in valle Varaita per la scomparsa di Chiaffredo Giraudo, classe 1927, proprietario dell’Hotel Monte Nebin. Un uomo dinamico e attivo, che aveva una memoria invidiabile, fino a quando negli ultimi tempi il suo fisico forte ha ceduto. Ricordava ridendo di gusto le birichinate: “Facevo la quinta Elementare e stavano costruendo la centrale elettrica. Abbiamo recuperato della miccia, nei cantieri, dove sparavano le mine e abbiamo preso della polvere da sparo, l’abbiamo chiusa in un pacchetto, dato fuoco alla miccia e buttata nel torrente: che botto! L’acqua si è alzata di sei o sette metri!. Invece “Tuniot ‘l sacrista” lo chiudevamo nel campanile a chiave, quando andava a suonare le campane. Un’altra volta a scuola c’era la supplente e io ho dato fuoco ad una miccia, in classe: la maestra mi ha fatto accompagnare a casa!”.Ricordava l’eccidio partigiano di Valmala: “La sera del 5 marzo 1945 ero alla “Corona Grossa” di Melle e c’erano tanti fascisti della Monterosa, erano una settantina. Cercavano muli per andare al Santuario di Valmala. Di notte sono andati via, il giorno dopo abbiamo saputo dell’eccidio partigiano”.Chiaffredo Giraudo ha trascorso la vita con la moglie Maria Fina, classe 1926 (si conoscevano da quando erano bambini). L’Hotel Monte Nebin l’avevano aperto nel 1972: «In quegli anni, iniziavano ad arrivare tanti turisti. L’Hotel ha 67 camere. Io però ho continuato a commerciare nel legname, fino a quando è stato possibile».Con orgoglio raccontava le vicende della strada del Colle dell’Agnello: “L’ho fatta io! Quando ho smesso di commerciare nei legnami, mi sono messo nell’edilizia. L’ingegner Paolo Albonico, persona davvero per bene che non si è mai messo un soldo in tasca, era alla guida del Bim mentre il segretario era Giuseppe Bastonero. Aprire quella strada è costata 40 milioni di lire, ricordo i problemi dovuti al lavoro in alta quota”. E la slavina sul Giro d’Italia: “Quando è passato, nel maggio 1995, eravamo saliti con due mezzi per togliere la neve caduta qualche ora prima. Un uomo è finito sotto una slavina e sono stato io, con la pala, a togliere, piano piano, la neve caduta. Quell’uomo per fortuna si è salvato. Poco dopo è scesa una seconda slavina, che ha investito quattro o cinque auto”.Le gioie della vita: “La famiglia nostra è unita e ci dà tante soddisfazioni. Con mia moglie siamo insieme da oltre 60 anni … Con i figli (Dino, Carla, Tiziana, Guido e Mauro) va bene, invece faccio fatica a capire i nostri 29 giovani nipoti e pronipoti, a volte. Maria la sposerei di nuovo!”.I funerali di Chiaffredo Giraudo saranno lunedì 12 giugno alle 15.30, nella parrocchiale del paese.