Madonna delle Grazie – I suoi occhi avevano visto cose terribili, che ancora si commuoveva a raccontare. Lo aveva fatto di recente in un’intervista a La Guida, nell’ambito delle puntate dedicate ai ricordi del secolo scorso. Mario Maffi si è spento, nella riservatezza in cui era vissuto. Era nato nel 1933 da una famiglia già “importante”, residente a Villa Bassignano, in località Torre Acceglio, a Madonna delle Grazie. Il nonno materno, colonnello Ernesto Bassignano (cugino di Antonio Bassignano, sindaco di Cuneo dal 1920 al ’25), fu ufficiale di carriera durante la Grande Guerra. Raid aerei, partigiani nascosti nella borgata, incursioni tedesche in casa e ricerca spasmodica di notizie da Radio Londra: Mario Maffi visse la guerra con gli occhi di bambino, ma anche figlio di un ufficiale del 2° Alpini in forza all’Istituto geografico militare, che il conflitto tenne a lungo lontano da casa. Geometra, fu per 40 anni progettista di servomezzi alla Fiat. Dopo la pensione si dedicò alla sua passione: la ricerca storica e le memorie della sua famiglia. Ne sono scaturiti tre libri: “L’onore di Bassignano” dedicato alla vita di nonno Ernesto, “1957. Un alpino alla scoperta delle foibe”, autobiografico e "Il generale dalla parte dei soldati", diario di Carlo Ercole Maffi, comandate del 33° e 34° Livorno e della Brigata Re. Ufficiale di complemento di stanza a Merano, esperto di mine, speleologo e fotografo, Mario fu chiamato dal Ministero della Difesa per una missione segreta, che lo rese testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: migliaia di italiani eliminati dai partigiani di Tito nella primavera del ’45 in Istria, uccisi e gettati nelle voragini del terreno carsico. Un trauma che, solo 50 anni dopo, allo scadere del segreto militare, poté finalmente raccontare. Queste erano state le sue parole: “Abituato a calarmi nelle grotte delle Alpi Marittime per scoprire i segreti della terra, incappai nei nefandi segreti della Storia. Ho scelto di scrivere un libro, perché tutti dovrebbero conoscere le brutture di cui è capace l’uomo”. Nel ’57, con gli amici Carlo Giletta e Guido Peano, fondò il gruppo speleologico Alpi Marittime del Cai di Cuneo, di cui la moglie Rosa Bongioanni, per tutti Mema, fu la prima donna della sezione. Negli ultimi decenni è stato attivo sostenitore del Memoriale della Cuneense, operando attivamente sia con l’associazione Tracce di Memoria, che con l’Ana. Oltre alla moglie, lascia i figli Anna Ida e Riccardo, con le rispettive famiglie.
