L’ex guardia medica, un cambiamento che preoccupa
23 febbraio 2017
Cuneo
Cuneo - Cambia il servizio di continuità assistenziale, l'ex guardia medica e i medici scrivono per segnalare un possibile cambiamento futuro per quanto riguarda il funzionamento della centrale operativa. La lettera è stata scritta da alcuni medici del servizio di continuità assistenziale, che svolgono turni presso la centrale operativa, preoccupati delle conseguenze che questo cambiamento potrebbe avere sulla qualità del servizio reso alla popolazione. Questa stessa lettera è stata in precedenza mandata in visione a tutti i colleghi del servizio di continuità assistenziale Asl CN1 e ha raccolto il consenso della maggior parte di essi. "Con la presente vi invio in allegato una lettera con la quale si vuole informare le persone di un possibile cambiamento futuro per quanto riguarda il funzionamento della centrale operativa del servizio continuità assistenziale. La lettera è stata scritta da alcuni medici del servizio di continuità assistenziale, che svolgono turni presso la centrale operativa, preoccupati delle conseguenze negative che questo cambiamento potrebbe avere sulla qualità del servizio reso alla popolazione. Questa stessa lettera è stata in precedenza mandata in visione a tutti i colleghi del servizio di continuità assistenziale ASL CN1 e ha raccolto il consenso della maggior parte di essi. Negli ultimi mesi è in atto una riprogrammazione del Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica), in particolare della Centrale Operativa alla quale afferiscono le chiamate dell’utenza dell’ASL CN1. Ad oggi i cittadini di tutto il territorio provinciale (esclusa la zona Alba - Bra) hanno la possibilità, contattando il numero 848817817, di ricevere immediatamente l’assistenza telefonica dei medici di turno in servizio nella centrale operativa che, in base ai dati emersi dal colloquio, possono eseguire le seguenti procedure: gestire la chiamata come consulto telefonico, indirizzare il paziente verso l’ambulatorio, attivare la visita domiciliare o allertare il 118 in caso di emergenza. In base alle disposizioni comunitarie (U.E.), che riprogrammano tutta la gestione dei numeri unici di emergenza e non, per il Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) verrà attivato, per tutto il territorio regionale, il numero unico 116117 che subentrerà al precedente sopra indicato. Secondo quanto si prospetta, al cittadino che chiama, non risponderà più un medico, ma personale amministrativo (laico), totalmente privo di formazione clinica. In base a tale riorganizzazione noi medici ci chiediamo, questi laici - come potranno svolgere una funzione di filtro che permetta di distinguere le emergenze e le urgenze da trasferire immediatamente al 118 da quelle di competenza della guardia medica? - Come potranno gestire telefonicamente i casi che non richiedono la valutazione del medico di sede territoriale (tutti i numerosi quadri clinici a gestione diretta dei medici di centrale)? - Come potranno coordinare la gestione dei pazienti in comune con i medici del territorio (utile confronto e collaborazione, tra colleghi, fra pari)? Inevitabilmente si presenterà il rischio di non riconoscere prontamente le emergenze con conseguente ritardo negli interventi. Le sedi territoriali risulteranno oberate da consulti telefonici oltre alle già numerose visite ambulatoriali e domiciliari, con inevitabile disagio per l'utenza a causa del procrastinarsi dei tempi delle prestazioni e la possibilità che questa si rechi direttamente nei Pronto Soccorso già saturi. Non da ultimo il rischio di abuso di professione medica. Questa riorganizzazione è stata imposta dalla Regione, quale Ente amministrativo preposto all’emanazione di direttive in materia sanitaria, senza alcun consulto dei rappresentanti di categoria o di chi quotidianamente svolge e conosce il servizio. Inoltre alle nostre domande di chiarimenti ai vertici della Sanità regionale, non sono state fornite risposte. Precisiamo che le ASL, anche se orientate a mantenere l’organizzazione attuale (come ad esempio la nostra), non possono far altro che sottostare ed adeguarsi alle direttive regionali. Per di più, cogliamo l’occasione per dare merito ai vertici dell’ASL CN1 di aver elaborato negli anni l’attuale sistema logistico della Continuità Assistenziale che ha ottenuto riscontri positivi dall’utenza, dal personale in servizio e dalle statistiche di efficienza riportate annualmente. In conclusione è triste per noi professionisti, che quotidianamente spendiamo energie ed impegno per rendere l’Assistenza Territoriale il più efficiente possibile, assistere impotenti all’involuzione forzata del Servizio con conseguenze negative per l’utenza.Grazie a tutti voi, che siete i possibili pazienti, per l’attenzione che avete prestato ai nostri timori.I medici del Servizio di Continuità Assistenziale - ASL CN1