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sanità

Medici neo specializzati per ridurre le liste d’attesa

14 gennaio 2017

Cuneo

Torino - L’impiego di medici neo specializzati per ridurre le liste d’attesa per le visite mediche. È il progetto sperimentale proposto dalla Regione per il 2017, ipotizzato dall’assessore alla sanità Antonio Saitta e discusso con l’Università e con il direttore della scuola di medicina, Ezio Ghigo. Questo “Piano straordinario contro le liste d’attesa” dovrebbe partire insieme al nuovo cup unico, il centralino per le prenotazioni telefoniche e on line, valido in tutto il Piemonte e per tutte le strutture pubbliche e convenzionate. Quest’anno dovrebbe anche aumentare l’organico del personale sanitario (medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici), non solo per sostituire chi va in pensione. L’utilizzo degli specialisti è uno dei punti cardine del piano che consentirebbe di abbattere le liste d’attesa con una forza lavoro giovane impiegata sia per prestazioni ambulatoriali sia per esami diagnostici. I giovani laureati di medicina dovrebbero essere pagati a gettone (il cui importo è ancora da definire).“È un buon obiettivo abbattere le liste d’attesa e così inserire gli specialisti in un lavoro congruo con le loro competenze immediatamente dopo la specializzazione - afferma il presidente dell’Ordine dei medici di Torino, Guido Giustetto -. Ma per una procedura, che è a tutti gli effetti sperimentale, è auspicabile che assessorato e Università condividano il progetto con l’Ordine dei medici e con le organizzazioni sindacali molto prima di metterlo in atto, in modo da garantire l'assenza di conflitti critici con i regolari percorsi di assunzione e sblocco del turn-over da lungo tempo promessi e l’aderenza agli aspetti deontologici. Impiegare un pagamento a gettone non convince, perché rischia di creare un’altra sottospecie di precariato. I medici devono essere assunti secondo le regole normali previste dagli accordi collettivi o dalle convenzioni. È necessario tutelare questi medici per non creare una sorta di precariato istituzionalizzato anche sul territorio”.