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I Migranti di Guido Villa a Palazzo Samone, venerdì 20 l’inaugurazione

13 gennaio 2017

Cuneo

Cuneo - Il secondo capitolo di GrandArte 2016/2017 - Identità perdute”  è ancora a Cuneo. Venerdì 20 gennaio alle ore 18, in Palazzo Samone, in via Amedeo Rossi 4, s’inaugura la mostra “Migranti, da una poesia di Derek Walcott” dell’artista piemontese Guido Villa. Si tratta del secondo appuntamento della rassegna GrandArte dopo l’apertura della mostra “Le spine della complessità”, che ha già registrato la visita di oltre mille visitatori nelle prime tre settimane, un interesse e un apprezzamento a livello non solo locale e piemontese, ma nazionale e internazionale. La mostra in San Francesco con le opere degli artisti Valerio Berruti, Nicola Bolla, Ugo Giletta e Fabio Viale è visitabile fino al 17 aprile dal martedì alla domenica dalle 15,30 alle 18,30. La mostra di Guido Villa è davvero centrale rispetto al tema dell’arte per il sociale che è l’intento di GrandArte. E tratta del fenomeno delle migrazioni con una serie di quadri che colpiscono per il loro straordinario potere evocativo. I suoi migranti oltre a ripercorrere l’itinerario delle parole di Walcott, sono una stigmatizzazione sociale dell’allontanamento, dello sradicamento, dell’anonimato, sono la storia delle città e dell’oggi che viviamo. Dai suoi bozzetti e dai suoi disegni, realizzati con una tecnica mista con matite, inchiostri, acrilici su cartoncino, emerge il dolore del corpo, la grandezza dell’anima, il grido taciuto, quale espressione innaturale del dolore fisico. Villa, davvero un artista sociale, vercellese di nascita ma che vive e lavora tra il Monferrato e il Salento, dopo la formazione accademica a Brera, ha intrapreso una lunga carriera di artista figurativo che lo ha portato a esporre in Italia e all’estero. Molto attento ai fatti sociali e alle problematiche contemporanee, è stato da subito interessato alle questioni delle migrazioni. Ha lavorato come scenografo per il teatro d’opera e si è misurato con opere di vaste dimensioni. Le sue illustrazioni dedicate al grande poeta americano Walt Whitman sono state esposte al Palazzo dell’Onu a New York e in giro per prestigiose università americane. “La sua attenzione verso il mondo degli ultimi e verso le problematiche sociali - spiega il curatore della mostra Roberto Baravalle - si intreccia e si incastona dentro un percorso di artista colto che lo ha portato a realizzare, nel tempo, veri gioielli... Negli anni, Villa si è trovato a riflettere sul tema della violenza, della pena di morte, dell’11 Settembre, della Resistenza. Ha vissuto a lungo, trascorrendo assieme alla moglie Paola parecchi mesi all’anno in Africa, in Kenya, a Isiolo, nella cui chiesa cattedrale cattolica ha realizzato, nel corso di diversi anni, un colossale affresco dedicato, potremmo dire non a caso, all’ Esodo biblico che diventa anche paradigma di tutti gli esodi a seguire. Un’esperienza africana non vissuta da turista, né, tanto meno, da “cacciatore bianco” ma piuttosto nel pieno di un’Africa difficile, aspra, esposta a tutte le sue contraddizioni”. “Dopo aver lavorato a lungo sul ritratto - continua Baravalle -, dedicandosi soprattutto a poeti e scrittori, sovente da lui incontrati nel suo lavoro di grafico nella casa editrice Garzanti, a Milano, ha avuto la ventura di conoscere il premio Nobel caraibico, di lingua inglese, Derek Walcott che ha posato per lui e che ha autorizzato e approvato le illustrazioni ad una sua lunga poesia dedicata al tema delle migrazioni. Eccoci qua, dunque: se GrandArte è, anche, una rassegna “sociale” è logico e naturale che un artista sociale, di qualità, come Villa si trovi quasi idealmente ad inaugurarla”.La mostra resterà aperta dal 20 gennaio al 12 febbraio, il giovedì e venerdì dalle 17 alle 19,30 il sabato e domenica dalle 15,30 alle 19,30.