Lavoro nero, chiuse sei attività commerciali gestite da cinesi
05 gennaio 2017
Cuneo
Cuneo - Nei giorni scorsi si è conclusa una vasta attività ispettiva dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cuneo (guidato dal maresciallo Dario Scarcia) che a dicembre hanno passato al setaccio le attività commerciali gestite da cittadini cinesi in provincia di Cuneo, circa cinquanta, per contrastare il lavoro nero. Tante le attività controllate: ristoranti, bar, centri massaggi, negozi d’abbigliamento e giocattoli, parrucchieri, magazzini no food. Sono stati rintracciati alcuni lavoratori in nero e altre irregolarità. In specifico, 14 lavoratori in nero, tutti di nazionalità cinese, sono stati scoperti al lavoro in sei attività commerciali di proprietà o gestite da loro connazionali: due centri massaggi in centro Cuneo (nella foto, uno degli interventi), due ristoranti sempre nel capoluogo, un negozio no food nel centro storico di Alba e un ristorante-pizzeria a Borgo San Dalmazzo. Per i titolari è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, perché la percentuale dei lavoratori in nero scoperti era superiore al 20% del totale dei dipendenti. Le sei attività sono state chiuse e potranno riaprire solo dopo aver pagato le maxi-sanzioni previste e dopo aver dimostrato di avere assunto e regolarizzato la posizione lavorativa, contributiva e assicurativa di tutti i dipendenti scoperti. Due commercianti cinesi (il titolare di un bar di recente apertura nel centro storico di Alba e il proprietario di un negozio no food a Manta) sono stati invece denunciati per il reato di installazione abusiva di impianto di videosorveglianza nei loro esercizi. In totale, ammontano complessivamente a 53.000 euro le multe elevate dai Carabinieri nei confronti dei titolari delle attività cinesi non in regola.