Alluvione, sì allo stato di calamità con 51 milioni
16 dicembre 2016
Cuneo
Cuneo - Il sì tanto atteso è arrivato questa mattina: il governo, con la riunione del consiglio dei ministri, ha confermato il riconoscimento dello stato di calamità per l’alluvione del 24 e 25 novembre e ha stanziato 51 milioni di euro per far fronte ai danni di quelle eccezionali precipitazioni che hanno gonfiato i fiumi e portato danni su ampie parti del territorio cuneese. La conferma è giunta in tarda mattinata dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Enrico Costa, che nei giorni scorsi aveva effettuato sopralluoghi in Comuni colpiti dall’alluvione e che commenta: “Si tratta di una prima risposta importante, che permetterà di intervenire anzitutto sulle situazioni più complesse. I danni sono stati ingenti e sarà fondamentale un rapporto quotidiano con le amministrazioni. Ho potuto verificare di persona le difficoltà in cui versano molti Comuni ed è mia intenzione proseguire ulteriormente gli incontri con sindaci, amministratori, associazioni e cittadini. Abbiamo la responsabilità di accompagnare le nostre comunità in questa fase difficile”. “La notizia anticipata nei giorni scorsi ha avuto la sua ufficializzazione - commenta l’assessore regionale Francesco Balocco -. Un risultato importante, ottenuto grazie al presidente Chiamparino che lo aveva chiesto con forza e all’interessamento dei parlamentari del territorio. Certo i fondi non saranno sufficienti a coprire i danni che i nostri uffici hanno stimato in 317 milioni per gli interventi di somma urgenza e di urgenza, e in 496 quelli necessari per il ripristino delle infrastrutture pubbliche danneggiate, ma copriranno almeno in parte gli interventi prioritari”. Gli uffici regionali, viene sottolineato da parte dell’ente, stanno completando il computo dei danni all’agricoltura e ai privati. La richiesta era stata firmata da Chiamparino e dall’assessore regionale alla Protezione civile Alberto Valmaggia, che afferma: “Abbiamo accolto la notizia con molta soddisfazione. I danni sono stati ingenti. Con gli uffici ne avevamo raccolto l’entità dai Comuni e dalle Province e ora, sempre in collaborazione con gli stessi enti, ci metteremo al lavoro con impegno per intervenire in modo sollecito e coordinato”.“La decisione del governo, nel consiglio dei ministri di oggi, di riconoscere al Piemonte lo stato di calamità naturale a seguito dell'alluvione di fine novembre è particolarmente importante e dà ai territori l'ossigeno per ripartire dopo i gravi danni subiti - è il commento di Lido Riba, presidente Uncem Piemonte -. Con i 51 milioni di euro messi a disposizione si potrà agire almeno per gli interventi urgenti. È ancora una volta da rilevare il grande lavoro che Comuni e Unioni montane hanno svolto e stanno svolgendo per rigenerare i territori, ridando alle comunità servizi e opportunità che l’evento calamitoso aveva compromesso. Un grande impegno dei sindaci e degli amministratori locali, d’intesa con la Protezione civile, ha permesso di uscire in tempi rapidi dall’emergenza. Ora passiamo alla ricostruzione che dovrà essere fatta bene e in fretta, individuando ulteriori risorse. Le Unioni montane di Comuni, in questa direzione, continueranno a fare la loro parte grazie in particolare al fondo per la tutela dell’assetto idrogeologico e delle fonti idriche, tra i pochissimi sistemi di pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali esistenti in Italia. Formalizzeremo alla Regione e alle Ato la richiesta di implementare il fondo, modello di sussidiarietà e di coesione”.