Un appello per la castagna cuneese
17 settembre 2016
Cuneo
Un appello al Governo regionale e, soprattutto l’assessore regionale alla montagna il cuneese Alberto Valmaggia, perché ci sia attenzione particolare alla castagna cuneese dopo il problema, risolto, del cinipide. La Cia di Cuneo chiede alla Regione che siano accolte le osservazioni del Gal, il Gruppo di Azione Locale delle Valli Gesso, Vermenagna e Pesio, consentendo agli operatori, a partire dai giovani castanicoltori, di coltivare la chance di una possibile rinascita del comparto. “Conosciamo ed apprezziamo l’attenzione all’argomento e l’impegno del prof. Valmaggia a sostegno della gente di montagna, per cui restiamo fiduciosi che vorrà garantire le soluzioni più adatte al rilancio della castanicoltura cuneese - scrive il direttore della Cia di Cuneo, Igor Varrone -. Ancora una volta, recentemente, nelle sue osservazioni al Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 della Regione Piemonte, ha definito la strategia di sviluppo efficace per il territorio di competenza. Il documento dà ampia importanza ad uno dei comparti più importanti dell’economia delle tre valli, quello della castanicoltura che è stata la protagonista indiscussa dei ritmi di vita nelle nostre montagne. La Cia di Cuneo ritiene che la castagna delle valli cuneesi, che sta conoscendo la fine dell’emergenza cinipide, meriti una particolare attenzione da parte dell’Ente Regione a cominciare dall’adozione di specifiche misure nell’attuale PSR. La Cia è fermamente convinta che la nostra castanicoltura possa nuovamente aspirare ad un futuro promettente e prospero, a condizione che si mettano in campo volontà tese ad una rinascita e ad una riqualificazione del prodotto, in tutte le sue declinazioni d’utilizzo".Un'opportunità da non farsi scappare, dicono alla Cia, perché ci sono molti giovani che credono nella castagna e manifestano interesse per la castanicoltura, il che rappresenta la più importante garanzia per il futuro del comparto, anche perché in questo momentola castanicoltura cuneese, può godere di un vantaggio competitivo rispetto ad altre regioni che stanno conoscendo il dryocosmus kuriphilus con le micidiali galle che affossano la produzione.