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7 luglio 2026

economia

Piano banda ultralarga per il Piemonte

19 maggio 2016

Cuneo

Cuneo - Sono stati presentati gli interventi di collegamento alla rete informatica, con il piano banda ultralarga per il Piemonte: è prevista una spesa complessiva di 500 milioni di euro, di cui 284 di provenienza pubblica, per collegare in modo più efficace il territorio. Si tratta di un progetto molto ambizioso, reso possibile grazie all’intesa quadro firmata dalle Regioni con lo Stato, che ha l’obiettivo di coprire, entro il 2020, l’85% del territorio italiano e tutti gli edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare) e le zone di maggior interesse economico, demografico e turistico con 100 megabit per secondo di velocità massima nella trasmissione dei dati e l’intero territorio del nostro Paese con almeno 30 megabit al secondo. In Piemonte la previsione è di spendere 500 milioni di euro, dei quali 284 di provenienza pubblica. Nei prossimi mesi si deve passare alla fase attuativa degli interventi, con l’accordo concreto tra ministero dello Sviluppo economico, Regione, Infratel (società che dipende dallo stesso dicastero) e Comuni.  La presentazione è stata curata da vicepresidente della giunta piemontese Aldo Reschigna, assessore alla montagna Alberto Valmaggia, dirigenti regionali, vicepresidente Anci Piemonte Michele Pianetta, presidente regionale Uncem Lido Riba, presidente della Provincia Federico Borgna. Ad ascoltarli numerosi amministratori locali, soprattutto delle terre alte che, attraverso i piccoli enti da loro guidati, non riuscirebbero, senza i finanziamenti pubblici, a far arrivare gli investimenti del privato per le connessioni alla rete informatica. “Siamo di fronte a una straordinaria sfida - ha detto Reschigna - che consentirà al Piemonte di fare un balzo in avanti sul fronte dell’innovazione. La Regione rende disponibili tutte le competenze giuridiche e tecniche necessarie a portare avanti il Piano”.Per l’assessore Valmaggia “si tratta di un importante percorso che dobbiamo fare insieme agli enti locali, in particolare alle Unioni montane, cercando di operare tenendo conto delle esigenze manifestate dagli amministratori del territorio e dalle imprese. La banda larga significa crescita e nuove opportunità per chi vive e lavora in montagna. Solo attivando il piano le nostre aree potranno diventare competitive”.