Di corruzione si può morire
18 febbraio 2016
Cuneo
Quei 60 miliardi di euro che si mangia in Italia la corruzione sono già un dato di alcuni anni fa, denunciato dalla Corte dei Conti italiana. Purtroppo però sono fresche - anzi freschissime, visti i soldi nascosti nel freezer - le notizie arrivate dalla “sanità malata” della Regione Lombardia, con il suo lungo corteo di arresti e indagati. Tutto questo mentre si sperava che il fenomeno della corruzione arretrasse, grazie anche alla creazione dell’Autorità nazionale anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone. E qualche flebile speranza la autorizza una delle ultime classifiche mondiali, rese pubbliche a gennaio da “Transparency International”: l’Italia occupa il 61° posto nella scala dei più “puliti”, con un miglioramento di 8 posizioni rispetto al 2014. Resta quindi un ampio margine di miglioramento per risalire quei 60 gradini in punta ai quali stanno i Paesi scandinavi. In un’Europa dove un europeo su quattro pensa che sia accettabile lo scambio di favori tra privati e pubblica amministrazione e un europeo su sei (16%) si dichiara favorevole a un pagamento sottobanco di natura monetaria. Opinioni non proprio incoraggianti.