La scuola è finita e l’estate è esplosa: tempo di riposo, divertimento e relax per bimbi e ragazzi, che trascorrono spesso partedelle vacanze con adulti diversi dai genitori.
Nonni e baby sitter hanno solitamente già costruito un rapporto con il bambino, ma nel periodo estivo compaiono altri educatori: animatori dell’estate ragazzi, allenatori dei campi sportivi, insegnanti di lingua straniera per le settimane intensive. Questi incontri possono essere risorse o criticità, a seconda di alcune variabili che è utile soppesare con attenzione per rendere arricchente e non critica la relazione con le figure sostitutive.
Più il bambino è piccolo, maggiore sarà la cura richiesta nella scelta delle persone a cui affidarlo: è importante che chi se ne occuperà sia responsabile e adatto e ad interagire con un bimbo in crescita. Se l’educatore prescelto è una nuova presenza nella vita del bambino, è utile che ci sia un avvicinamento graduale, con un minimo di inserimento, per aiutare il bambino a familiarizzare con l’adulto e potersi affidare.
È anche fondamentale che i genitori mantengano un contatto periodico con queste figure, anche se si occupano del bambino in contesi collettivi. La fiducia verso l’adulto non deve mai essere imposta dai genitori o richiesta a priori dallo sconosciuto. Pinocchio e Cappuccetto Rosso sono una gran lezione: sono il gatto, la volpe e il lupo che dicono “di me ti puoi fidare”.
Gli adulti affidabili invece si mettono in gioco perché il bambino possa sperimentare la fiducia lasciandosi conoscere giorno dopo giorno.
Questo educatore che si lascia conoscere gradualmente e mettere alla prova nella fiducia trasmette un messaggio importante: che le relazioni si costruiscono gradualmente e che il proprio sentire è una bussola interiore da ascoltare. È un bell’allenamento verso l’alfabetizzazione emotiva, che si traduce con la capacità di riconoscere i propri vissuti distinguendoli uno dall’altro e nominandoli. Tanti studi confermano come la capacità di identificare un’emozione è la prima forma di sollievo per riuscire a gestirla, senza esserne travolti.
Per l’adolescente invece è preziosa la possibilità di fare nuove esperienze ed entrare in contatto con modelli relazionali e familiari alternativi da quello conosciuto, a patto che l’allenatore o l’educatore abbiano maturità umana ed equilibrio. Anche le esperienze spirituali e comunitarie, che prevedono la convivenza prolungata non solo con i coetanei, ma con adulti, dovrebbero essere subordinate ad un monitoraggio della qualità umana degli educatori. Non semprevivo è possibile, ma è opportuno che una riflessione prima e dopo l’esperienza venga fatta. L’aspetto più pericoloso è andare in automatico, ritenendo meritevole di fiducia chiunque abbia un ruolo in un’associazione oppure chiunque organizzi delle esperienze per i giovani. Una delle tutele principali per gli adolescenti è impostare in famiglia un dialogo profondo che fornisca loro gli strumenti per riconoscere eventuali situazioni di disagio, malessere, prevaricazione o abuso e saper chiedere aiuto. Parlare è tenere aperta la porta interiore e ridurre o azzerare il rischio della perpetrazione di eventuali modalità disfunzionali. Senza allarmismi e senza proporre controproducenti campane di vetro, l’invito è a non creare il sillogismo: si propone come educatore, allenatore, insegnante quindi è un buon sostituto genitoriale per il periodo estivo. La salvaguardia sono le domande: come ti sei trovato? Tutto è andato bene? Che clima ha instaurato?
Chiedere aiuta i genitori a capire e i figli a dire.
editoriale
La scuola è finita e l’estate è esplosa: tempo di riposo, divertimento e relax per bimbi e ragazzi, che trascorrono spesso partedelle vacanze con adulti diversi dai genitori.
Nonni e baby sitter hanno solitamente già costruito un rapporto con il bambino, ma nel periodo estivo compaiono altri educatori: animatori dell’estate ragazzi, allenatori dei campi sportivi, insegnanti di lingua straniera per le settimane intensive. Questi incontri possono essere risorse o criticità, a seconda di alcune variabili che è utile soppesare con attenzione per rendere arricchente e non critica la relazione con le figure sostitutive.
Più il bambino è piccolo, maggiore sarà la cura richiesta nella scelta delle persone a cui affidarlo: è importante che chi se ne occuperà sia responsabile e adatto e ad interagire con un bimbo in crescita. Se l’educatore prescelto è una nuova presenza nella vita del bambino, è utile che ci sia un avvicinamento graduale, con un minimo di inserimento, per aiutare il bambino a familiarizzare con l’adulto e potersi affidare.
È anche fondamentale che i genitori mantengano un contatto periodico con queste figure, anche se si occupano del bambino in contesi collettivi. La fiducia verso l’adulto non deve mai essere imposta dai genitori o richiesta a priori dallo sconosciuto. Pinocchio e Cappuccetto Rosso sono una gran lezione: sono il gatto, la volpe e il lupo che dicono “di me ti puoi fidare”.
Gli adulti affidabili invece si mettono in gioco perché il bambino possa sperimentare la fiducia lasciandosi conoscere giorno dopo giorno.
Questo educatore che si lascia conoscere gradualmente e mettere alla prova nella fiducia trasmette un messaggio importante: che le relazioni si costruiscono gradualmente e che il proprio sentire è una bussola interiore da ascoltare. È un bell’allenamento verso l’alfabetizzazione emotiva, che si traduce con la capacità di riconoscere i propri vissuti distinguendoli uno dall’altro e nominandoli. Tanti studi confermano come la capacità di identificare un’emozione è la prima forma di sollievo per riuscire a gestirla, senza esserne travolti.
Per l’adolescente invece è preziosa la possibilità di fare nuove esperienze ed entrare in contatto con modelli relazionali e familiari alternativi da quello conosciuto, a patto che l’allenatore o l’educatore abbiano maturità umana ed equilibrio. Anche le esperienze spirituali e comunitarie, che prevedono la convivenza prolungata non solo con i coetanei, ma con adulti, dovrebbero essere subordinate ad un monitoraggio della qualità umana degli educatori. Non semprevivo è possibile, ma è opportuno che una riflessione prima e dopo l’esperienza venga fatta. L’aspetto più pericoloso è andare in automatico, ritenendo meritevole di fiducia chiunque abbia un ruolo in un’associazione oppure chiunque organizzi delle esperienze per i giovani. Una delle tutele principali per gli adolescenti è impostare in famiglia un dialogo profondo che fornisca loro gli strumenti per riconoscere eventuali situazioni di disagio, malessere, prevaricazione o abuso e saper chiedere aiuto. Parlare è tenere aperta la porta interiore e ridurre o azzerare il rischio della perpetrazione di eventuali modalità disfunzionali. Senza allarmismi e senza proporre controproducenti campane di vetro, l’invito è a non creare il sillogismo: si propone come educatore, allenatore, insegnante quindi è un buon sostituto genitoriale per il periodo estivo. La salvaguardia sono le domande: come ti sei trovato? Tutto è andato bene? Che clima ha instaurato?
Chiedere aiuta i genitori a capire e i figli a dire.
Tempo di vacanze: nonni, baby sitter e altri educatori estivi
21 giugno 2026
Cuneo
La scuola è finita e l’estate è esplosa: tempo di riposo, divertimento e relax per bimbi e ragazzi, che trascorrono spesso partedelle vacanze con adulti diversi dai genitori.
Nonni e baby sitter hanno solitamente già costruito un rapporto con il bambino, ma nel periodo estivo compaiono altri educatori: animatori dell’estate ragazzi, allenatori dei campi sportivi, insegnanti di lingua straniera per le settimane intensive. Questi incontri possono essere risorse o criticità, a seconda di alcune variabili che è utile soppesare con attenzione per rendere arricchente e non critica la relazione con le figure sostitutive.
Più il bambino è piccolo, maggiore sarà la cura richiesta nella scelta delle persone a cui affidarlo: è importante che chi se ne occuperà sia responsabile e adatto e ad interagire con un bimbo in crescita. Se l’educatore prescelto è una nuova presenza nella vita del bambino, è utile che ci sia un avvicinamento graduale, con un minimo di inserimento, per aiutare il bambino a familiarizzare con l’adulto e potersi affidare.
È anche fondamentale che i genitori mantengano un contatto periodico con queste figure, anche se si occupano del bambino in contesi collettivi. La fiducia verso l’adulto non deve mai essere imposta dai genitori o richiesta a priori dallo sconosciuto. Pinocchio e Cappuccetto Rosso sono una gran lezione: sono il gatto, la volpe e il lupo che dicono “di me ti puoi fidare”.
Gli adulti affidabili invece si mettono in gioco perché il bambino possa sperimentare la fiducia lasciandosi conoscere giorno dopo giorno.
Questo educatore che si lascia conoscere gradualmente e mettere alla prova nella fiducia trasmette un messaggio importante: che le relazioni si costruiscono gradualmente e che il proprio sentire è una bussola interiore da ascoltare. È un bell’allenamento verso l’alfabetizzazione emotiva, che si traduce con la capacità di riconoscere i propri vissuti distinguendoli uno dall’altro e nominandoli. Tanti studi confermano come la capacità di identificare un’emozione è la prima forma di sollievo per riuscire a gestirla, senza esserne travolti.
Per l’adolescente invece è preziosa la possibilità di fare nuove esperienze ed entrare in contatto con modelli relazionali e familiari alternativi da quello conosciuto, a patto che l’allenatore o l’educatore abbiano maturità umana ed equilibrio. Anche le esperienze spirituali e comunitarie, che prevedono la convivenza prolungata non solo con i coetanei, ma con adulti, dovrebbero essere subordinate ad un monitoraggio della qualità umana degli educatori. Non semprevivo è possibile, ma è opportuno che una riflessione prima e dopo l’esperienza venga fatta. L’aspetto più pericoloso è andare in automatico, ritenendo meritevole di fiducia chiunque abbia un ruolo in un’associazione oppure chiunque organizzi delle esperienze per i giovani. Una delle tutele principali per gli adolescenti è impostare in famiglia un dialogo profondo che fornisca loro gli strumenti per riconoscere eventuali situazioni di disagio, malessere, prevaricazione o abuso e saper chiedere aiuto. Parlare è tenere aperta la porta interiore e ridurre o azzerare il rischio della perpetrazione di eventuali modalità disfunzionali. Senza allarmismi e senza proporre controproducenti campane di vetro, l’invito è a non creare il sillogismo: si propone come educatore, allenatore, insegnante quindi è un buon sostituto genitoriale per il periodo estivo. La salvaguardia sono le domande: come ti sei trovato? Tutto è andato bene? Che clima ha instaurato?
Chiedere aiuta i genitori a capire e i figli a dire.