editoriale

La creatività, via per aprire la nostra vita su orizzonti nuovi

10 maggio 2026

Cuneo

colori e pennelli “La creatività è da sempre una cosa spirituale, un cortocircuito nell’epoca del materialismo, una cosa che non è una cosa”. È  la definizione chiara e provocante, che sottolinea la potenza trasformatrice di ciò che, in un’epoca materialista, può apparire inutile come la creatività che sta alla base della creazione artistica. In realtà il prodotto dell’ingegno umano ha a che fare con la dimensione del mistero: “l’arte è qualche cosa che può farci capire di più del ‘nostro transito terrestre’” scrive il musicista Vasco Brondi nel suo recente saggio Una cosa spirituale. Non fare niente e altre forme d’arte. Se l’affogare negli oggetti e l’inseguire l’ultima novità, atteggiamenti tipici del materialismo, diventano un  modo pret a porter per addomesticare la disperazione, la creazione artistica al contrario può rappresentare una alternativa decisamente più efficace e con risultati di più lunga durata. La creatività diventa la strada per riconoscere il dolore che ci abita ed affrontarlo in modo originale trasformandolo. Ciò che ci spaventa e ci preoccupa non viene evitato, e quindi reso ancora più pericoloso, ma viene attraversato, abitato e plasmato, utilizzando in modo positivo l’energia che porta con sé. È questo meccanismo che sottende la visione e la creazione di opere d’arte, visiva, musicale, narrativa, scultorea, che ci aiuta a comprendere il ruolo attribuito con sempre maggior evidenza all’arte come cura. Un paio di mesi fa, il MIC (il Ministero della Cultura) e il Ministero della Salute hanno siglato un protocollo d’intesa per valorizzare questa connessione arte/cultura e benessere. La creatività è inoltre uno slancio di apertura per ampliare gli orizzonti e contrastare abitudini, pregiudizi e rigidità mentali: permette di portare i nostri orizzonti al di là dell’immediato fruibile e spedibile e di superare quella menomazione esistenziale che è il puro ancoraggio a ciò che produce profitto. Creare diventa anche un modo per restituire qualcosa al mondo, per donare gratuitamente senza pensare a un risultato utile, per offrire emozioni a chi guarda il frutto della creatività. L’opera d’arte  assomiglia ad una cattedrale nel deserto che può servire per dare una testimonianza che lascia un segno, per creare meraviglia e per favorire l’evoluzione personale. Brondi sottolinea che l’arte è qualcosa di spirituale perché ci porta a contatto con il mistero, con l’abisso delle cose, con l’insondabile e con l’indescrivibile. È un modo per vivere, per generare, per esprimere l’invisibile e per raggiungere gli altri. Creare può tradurre l’intraducibile:  tutto ciò che non riusciresti ad esprimere lo puoi manifestare attraverso il gesto artistico. Nessuno riuscirebbe a descrivere lo stupore di un campo fiorito come lo sanno fare i pittori impressionisti, nessuno potrebbe trasmettere il potere ammaliante del verde degli occhi di una giovane donna come nella fotografia della ragazza afghana di Mc Curry e nessuno può rievocare i suoni e l’atmosfera delle varie stagioni come ha fatto Vivaldi. E l’elenco sarebbe lunghissimo. Ad ognuno completarlo con i suoi artisti preferiti e le loro opere più evocative. La creatività apre una strada che fa emergere lo sconosciuto dentro di noi, che lentamente esce alla luce e diventa visibile e condivisibile, conclude Brondi.
Arte Creatività Cura

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