Keili Major, artista di origine estone, vive a Garessio da alcuni anni dove tiene lezioni private di pittura e accetta commissioni personalizzate dal suo atelier in regione Sparvaira.
L’artista ha da poco ultimato “Tanaro I”, la prima opera del ciclo pittorico “Anno Tanaro”, progetto artistico che la terrà occupata per i prossimi dodici mesi, da giugno 2026 a maggio 2027.
Come nasce la sua passione per la pittura?
La mia passione è iniziata nell’infanzia, più o meno tra gli otto e i dodici anni, quando mi sono scoperta a disegnare con le matite. Mi piaceva davvero farlo e ho continuato sperimentando con gli acrilici, da cui poi sono passata ai colori a olio. Dopo le superiori, per un certo periodo ho smesso, finché non mi sono trasferita in Australia nel 2015, dove ho riscoperto l’arte e ho cominciato a prendere lezioni di pittura dal maestro Bill Mackay. Con lui ho studiato fino alla fine del 2021, quando ho lasciato l’Australia.
Come nasce l’idea del progetto “Anno Tanaro”?
L’idea di questo progetto mi è venuta l’inverno scorso, dopo la grande nevicata che abbiamo avuto.
In quell’occasione sono andata a fare una passeggiata per vedere com’era la natura dopo quella bella nevicata. Ho camminato lungo il fiume, sulla strada, e c’era questo bel punto davanti a me. Mi ha subito colpito quella vista d’insieme sul fiume. Non mi ero mai presa davvero un momento per scendere lì e fare una foto, e quando l’ho fatto mi sono detta: devo dipingere questo luogo. Perché era bellissimo, per l’ombra che quella montagna creava sul fiume, e lo faceva sembrare così blu profondo. Allo stesso tempo il cielo era di un azzurro gelido bellissimo e c’era la neve sugli alberi e sul lato del fiume.
Era una giornata davvero bella, di sole, eppure così fredda e ho semplicemente capito che dovevo dipingere quel luogo. Mi è rimasto dentro il mio primo dipinto del Tanaro e mi ha fatto pensare: e se facessi più dipinti di questo soggetto? Perché la zona è così meravigliosa e con le stagioni ci sono così tanti cambiamenti che coinvolgono la luce, gli alberi, il livello dell’acqua e perfino il colore del fiume, che valeva la pena raccontarli tutti.
Come ha influito il paesaggio piemontese e, in particolare, il fiume Tanaro sulla sua estetica?
Il paesaggio piemontese in sé è semplicemente meraviglioso, con le montagne e la foresta così grandi. Vivere accanto al fiume è un’ispirazione infinita, con la luce, il livello dell’acqua, le albe e i tramonti. È un’area molto bella per me.
In Estonia la montagna, o meglio, la collina più alta che abbiamo supera di poco i 300 metri. Qui invece le montagne sono così imponenti che ogni giorno mi stupisco: dalla mia finestra, quando le vedo, sono così grata. Sono così belle, verdi d’estate e bianche d’inverno: il luogo rimane lo stesso, eppure le montagne sembrano così diverse. E la foresta, com’è verde e ricca d’estate mentre è tranquilla e calma d’inverno con la brina. Il fiume è sempre il posto dove vado, d’inverno quando intorno c’è il ghiaccio, o d’estate quando fa troppo caldo e ci si può quindi rilassare sulle sue sponde.
Certi giorni l’acqua è limpidissima, mentre diventa blu profondo durante l’inverno.
L’opera che ha concluso sarà visibile al pubblico? Dove verrà esposta? Verrà affiancata in futuro dalle successive opere del ciclo pittorico?
Sì, la mia prima opera, il dipinto da cui è partito tutto: “Tanaro”, ovvero un dipinto precedente di 95×95 cm, è già esposta presso La Fabbrica del Cotone, il ristorante situato nel vecchio cotonificio di Garessio. Invece, le prime tre opere del nuovo ciclo saranno esposte nella mia prima personale «Piccolo Sole», che sarà visitabile presso l’ufficio turistico di Garessio dal 20 al 23 agosto. I dodici dipinti del ciclo pittorico hanno senso soprattutto insieme: l’idea sarà quella di esporre infatti l’intero ciclo riunito quando sarà concluso, ovvero a maggio 2027. Il luogo è ancora da definire, ma io non vedo l’ora di vederli tutti insieme. Sul mio sito www.keilimajorartist.com, la pagina dedicata a questo progetto, “Anno Tanaro”, è sempre aggiornata.
paesi
Keili Major, artista di origine estone, vive a Garessio da alcuni anni dove tiene lezioni private di pittura e accetta commissioni personalizzate dal suo atelier in regione Sparvaira.
L’artista ha da poco ultimato “Tanaro I”, la prima opera del ciclo pittorico “Anno Tanaro”, progetto artistico che la terrà occupata per i prossimi dodici mesi, da giugno 2026 a maggio 2027.
Come nasce la sua passione per la pittura?
La mia passione è iniziata nell’infanzia, più o meno tra gli otto e i dodici anni, quando mi sono scoperta a disegnare con le matite. Mi piaceva davvero farlo e ho continuato sperimentando con gli acrilici, da cui poi sono passata ai colori a olio. Dopo le superiori, per un certo periodo ho smesso, finché non mi sono trasferita in Australia nel 2015, dove ho riscoperto l’arte e ho cominciato a prendere lezioni di pittura dal maestro Bill Mackay. Con lui ho studiato fino alla fine del 2021, quando ho lasciato l’Australia.
Come nasce l’idea del progetto “Anno Tanaro”?
L’idea di questo progetto mi è venuta l’inverno scorso, dopo la grande nevicata che abbiamo avuto.
In quell’occasione sono andata a fare una passeggiata per vedere com’era la natura dopo quella bella nevicata. Ho camminato lungo il fiume, sulla strada, e c’era questo bel punto davanti a me. Mi ha subito colpito quella vista d’insieme sul fiume. Non mi ero mai presa davvero un momento per scendere lì e fare una foto, e quando l’ho fatto mi sono detta: devo dipingere questo luogo. Perché era bellissimo, per l’ombra che quella montagna creava sul fiume, e lo faceva sembrare così blu profondo. Allo stesso tempo il cielo era di un azzurro gelido bellissimo e c’era la neve sugli alberi e sul lato del fiume.
Era una giornata davvero bella, di sole, eppure così fredda e ho semplicemente capito che dovevo dipingere quel luogo. Mi è rimasto dentro il mio primo dipinto del Tanaro e mi ha fatto pensare: e se facessi più dipinti di questo soggetto? Perché la zona è così meravigliosa e con le stagioni ci sono così tanti cambiamenti che coinvolgono la luce, gli alberi, il livello dell’acqua e perfino il colore del fiume, che valeva la pena raccontarli tutti.
Come ha influito il paesaggio piemontese e, in particolare, il fiume Tanaro sulla sua estetica?
Il paesaggio piemontese in sé è semplicemente meraviglioso, con le montagne e la foresta così grandi. Vivere accanto al fiume è un’ispirazione infinita, con la luce, il livello dell’acqua, le albe e i tramonti. È un’area molto bella per me.
In Estonia la montagna, o meglio, la collina più alta che abbiamo supera di poco i 300 metri. Qui invece le montagne sono così imponenti che ogni giorno mi stupisco: dalla mia finestra, quando le vedo, sono così grata. Sono così belle, verdi d’estate e bianche d’inverno: il luogo rimane lo stesso, eppure le montagne sembrano così diverse. E la foresta, com’è verde e ricca d’estate mentre è tranquilla e calma d’inverno con la brina. Il fiume è sempre il posto dove vado, d’inverno quando intorno c’è il ghiaccio, o d’estate quando fa troppo caldo e ci si può quindi rilassare sulle sue sponde.
Certi giorni l’acqua è limpidissima, mentre diventa blu profondo durante l’inverno.
L’opera che ha concluso sarà visibile al pubblico? Dove verrà esposta? Verrà affiancata in futuro dalle successive opere del ciclo pittorico?
Sì, la mia prima opera, il dipinto da cui è partito tutto: “Tanaro”, ovvero un dipinto precedente di 95×95 cm, è già esposta presso La Fabbrica del Cotone, il ristorante situato nel vecchio cotonificio di Garessio. Invece, le prime tre opere del nuovo ciclo saranno esposte nella mia prima personale «Piccolo Sole», che sarà visitabile presso l’ufficio turistico di Garessio dal 20 al 23 agosto. I dodici dipinti del ciclo pittorico hanno senso soprattutto insieme: l’idea sarà quella di esporre infatti l’intero ciclo riunito quando sarà concluso, ovvero a maggio 2027. Il luogo è ancora da definire, ma io non vedo l’ora di vederli tutti insieme. Sul mio sito www.keilimajorartist.com, la pagina dedicata a questo progetto, “Anno Tanaro”, è sempre aggiornata.
L’artista estone Keili Major racconta il fiume Tanaro e la sua valle attraverso il ciclo pittorico “Anno Tanaro”
27 giugno 2026
Cuneo
Keili Major, artista di origine estone, vive a Garessio da alcuni anni dove tiene lezioni private di pittura e accetta commissioni personalizzate dal suo atelier in regione Sparvaira.
L’artista ha da poco ultimato “Tanaro I”, la prima opera del ciclo pittorico “Anno Tanaro”, progetto artistico che la terrà occupata per i prossimi dodici mesi, da giugno 2026 a maggio 2027.
Come nasce la sua passione per la pittura?
La mia passione è iniziata nell’infanzia, più o meno tra gli otto e i dodici anni, quando mi sono scoperta a disegnare con le matite. Mi piaceva davvero farlo e ho continuato sperimentando con gli acrilici, da cui poi sono passata ai colori a olio. Dopo le superiori, per un certo periodo ho smesso, finché non mi sono trasferita in Australia nel 2015, dove ho riscoperto l’arte e ho cominciato a prendere lezioni di pittura dal maestro Bill Mackay. Con lui ho studiato fino alla fine del 2021, quando ho lasciato l’Australia.
Come nasce l’idea del progetto “Anno Tanaro”?
L’idea di questo progetto mi è venuta l’inverno scorso, dopo la grande nevicata che abbiamo avuto.
In quell’occasione sono andata a fare una passeggiata per vedere com’era la natura dopo quella bella nevicata. Ho camminato lungo il fiume, sulla strada, e c’era questo bel punto davanti a me. Mi ha subito colpito quella vista d’insieme sul fiume. Non mi ero mai presa davvero un momento per scendere lì e fare una foto, e quando l’ho fatto mi sono detta: devo dipingere questo luogo. Perché era bellissimo, per l’ombra che quella montagna creava sul fiume, e lo faceva sembrare così blu profondo. Allo stesso tempo il cielo era di un azzurro gelido bellissimo e c’era la neve sugli alberi e sul lato del fiume.
Era una giornata davvero bella, di sole, eppure così fredda e ho semplicemente capito che dovevo dipingere quel luogo. Mi è rimasto dentro il mio primo dipinto del Tanaro e mi ha fatto pensare: e se facessi più dipinti di questo soggetto? Perché la zona è così meravigliosa e con le stagioni ci sono così tanti cambiamenti che coinvolgono la luce, gli alberi, il livello dell’acqua e perfino il colore del fiume, che valeva la pena raccontarli tutti.
Come ha influito il paesaggio piemontese e, in particolare, il fiume Tanaro sulla sua estetica?
Il paesaggio piemontese in sé è semplicemente meraviglioso, con le montagne e la foresta così grandi. Vivere accanto al fiume è un’ispirazione infinita, con la luce, il livello dell’acqua, le albe e i tramonti. È un’area molto bella per me.
In Estonia la montagna, o meglio, la collina più alta che abbiamo supera di poco i 300 metri. Qui invece le montagne sono così imponenti che ogni giorno mi stupisco: dalla mia finestra, quando le vedo, sono così grata. Sono così belle, verdi d’estate e bianche d’inverno: il luogo rimane lo stesso, eppure le montagne sembrano così diverse. E la foresta, com’è verde e ricca d’estate mentre è tranquilla e calma d’inverno con la brina. Il fiume è sempre il posto dove vado, d’inverno quando intorno c’è il ghiaccio, o d’estate quando fa troppo caldo e ci si può quindi rilassare sulle sue sponde.
Certi giorni l’acqua è limpidissima, mentre diventa blu profondo durante l’inverno.
L’opera che ha concluso sarà visibile al pubblico? Dove verrà esposta? Verrà affiancata in futuro dalle successive opere del ciclo pittorico?
Sì, la mia prima opera, il dipinto da cui è partito tutto: “Tanaro”, ovvero un dipinto precedente di 95×95 cm, è già esposta presso La Fabbrica del Cotone, il ristorante situato nel vecchio cotonificio di Garessio. Invece, le prime tre opere del nuovo ciclo saranno esposte nella mia prima personale «Piccolo Sole», che sarà visitabile presso l’ufficio turistico di Garessio dal 20 al 23 agosto. I dodici dipinti del ciclo pittorico hanno senso soprattutto insieme: l’idea sarà quella di esporre infatti l’intero ciclo riunito quando sarà concluso, ovvero a maggio 2027. Il luogo è ancora da definire, ma io non vedo l’ora di vederli tutti insieme. Sul mio sito www.keilimajorartist.com, la pagina dedicata a questo progetto, “Anno Tanaro”, è sempre aggiornata.