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Un ritorno al passato

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Jourde torna nel villaggio montano dell’Alvernia in cui ha trascorso la sua infanzia

Redazione 24 agosto 2026

Cuneo


Jourde torna nel villaggio montano dell’Alvernia in cui ha passato la sua infanzia. E qui senza sconti né riserve racconta la montagna tutta, in tutte le sue sfaccettature, con quanto ha di rassicurante e di sconvolgente. È un ritorno difficile, spigoloso, talvolta persino ostile, verso un mondo che si rivela contemporaneamente remoto e familiare, vivo e sotterrato sembra per sempre.


Jourde osserva la sua comunità di origine, un pugno di case sparse tra i pascoli, una popolazione che vive secondo abitudini dure, scandite da cicli agricoli e rapporti sociali minimi, con uno sguardo che alterna tenerezza e crudeltà. Non idealizza la vita rurale, non costruisce un mito della semplicità: al contrario, mostra quanto quel mondo fosse segnato da diffidenze, miserie, silenzi invincibili. Eppure, proprio nel modo implacabile con cui ne descrive i tratti emerge una forma di amore e di attaccamento. E in questo rapporto complesso non si limita a raccontare un ritorno ma costruisce una riflessione ampia sul rapporto tra identità e territorio. La montagna è un microcosmo che custodisce una cultura destinata a scomparire, e che proprio per questo assume un valore quasi archeologico.


Un libro che fa riflettere scritto in modo preciso con un ritmo che avvolge, e che trasforma un piccolo villaggio dell’Alvernia in un luogo universale, riconoscibile da chiunque abbia conosciuto la sensazione di un passato che non smette di parlare e di ispirare. Un liche che è capace di scavare grazie alla potenza narrativa dei luoghi.

Dalla montagna perduta

di Pierre Jourde

Preihistorica

euro 17


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