
La presenza di barriere architettoniche che impediscono o rendono difficile l’accesso a mezzi, spazi e edifici pubblici e privati a persone con disabilità è una tematica che continua ad essere discussa a livello locale. Come segnalato da Federico Valinotto in una lettera inviata al direttore e pubblicata sul numero de La Guida del 21 maggio, la situazione nel cuneese in quanto ad accessibilità degli spazi urbani presenta ancora molteplici lacune.
“Io vivo a Borgo San Dalmazzo dove, da qualche mese, sono in corso alcuni lavori stradali che interessano la zona di largo Argentera - ha raccontato Valinotto -. Per andare a Cuneo solitamente prendo l’autobus dalla fermata di fronte al locale Bombardier ma, a causa dei lavori in corso, al momento la stessa non è agibile e quindi mi devo spostare di quasi un chilometro percorrendo una strada con molte buche per raggiungere la fermata successiva. Chi come me deve fare uso della sedia a rotelle, incontra quotidianamente molte difficoltà nello spostamento non solo a Borgo, ma anche a Cuneo, dove molte fermate dell’autobus sono poco agibili a causa di barriere architettoniche e altri impedimenti fisici. Ad esempio, la fermata in piazza Galimberti in entrambe le direzioni presenta un gradino dell’altezza di circa dieci centimetri che rende molto difficile la salita sugli autobus soprattutto nel caso in cui mancano gli scivoli e, come spesso succede, i montascale e le pedane ribaltabili dei bus non funzionano. Nel capoluogo ci sono altre fermate di difficile accesso per le carrozzine come quella dalla rotonda della Croce Rossa e quella successiva in piazza d’Armi, le quali si trovano peraltro vicino alla sede dell’Asl in corso Francia dove sono presenti le commissioni dell’invalidità. Anche le due fermate dell’autobus di fronte all’Itis e al liceo artistico, da un lato non dispongono dello scivolo necessario per le carrozzine e, in questo specifico caso, mi domando come facciano gli studenti con disabilità ad arrivare a scuola ogni mattina in maniera autonoma. Poi ancora, la fermata di fronte a piazza Santa Croce, quella in piazza Torino e le tre consecutive dallo Sferisterio aggiungono al problema del gradino alto e della mancanza di scivolo un’ulteriore difficoltà, ovvero il fatto che sono spesso coperte da ghiaia, che rende molto difficile il transito agli utenti con carrozzina o altre difficoltà motorie”.
Come segnala Valinotto, i problemi di accessibilità non riguardano solamente gli autobus e le relative fermate, ma anche numerosi edifici pubblici e spazi del territorio, “passeggiando in corso IV Novembre, ad esempio - ha continuato Valinotto -, nella zona tra la stazione e il liceo artistico la strada sembra in terra battuta ed è sempre coperta da ghiaia e io, e chi come me si sposta con la sedia a rotelle, rischio spesso di rimanere bloccato.” Oltre a corso IV Novembre, ha continuato Valinotto, nel centro cittadino sono presenti altre strade che non vengono mantenute in condizioni ottimali e, a volte, dispongono di parcheggi riservati ai disabili che non garantiscono lo spazio necessario agli utenti muniti di sedia a rotelle di scendere dalla propria vettura in sicurezza e avere diretto accesso a rampe o montascale.
“Un altro episodio che mi ha coinvolto nel corso degli ultimi anni riguarda uno studio medico in centro Cuneo. Lo stesso si trova all’interno di un palazzo dotato di ascensore ma, per raggiungerlo, è necessario salire tre gradini – ha spiegato Valinotto – il che, per persone con le mie difficoltà, è molto complicato. È strano pensare che l’Asl abbia potuto permettere uno studio medico in un edificio non consono alle esigenze di tutti.
Per la mia patologia io ho necessità di usare in alcuni momenti la sedia a rotelle, mentre in altri la bicicletta elettrica apposita mi è sufficiente e per me quest’ultima è molto più agevole, soprattutto per quanto riguarda il superamento di gradini e altre barriere architettoniche. Ad oggi, questa bicicletta elettrica è acquistabile con una detrazione per chi beneficia della legge 104, ma il problema è che mi viene impedito di portarla sui mezzi pubblici. Ho chiesto il perchè al difensore civico, il quale mi ha risposto che le stesse hanno un motore che potrebbe esplodere, e che quindi non può essere trasportato sui mezzi. Ho anche chiamato una compagnia di autobus per chiedere se la bicicletta elettrica, una volta salito sul bus, potesse eventualmente essere posizionata nello spazio dedicato a carrozzine e passeggini, ma in questo caso mi è stato contestato il fatto che la bici non dispone di freni e che quindi potrebbe muoversi colpendo le persone. Inoltre, al momento, per quanto riguarda la tessera di libera circolazione rilasciata dalla regione Piemonte, i possessori di invalidità sono tenuti a pagare 3.50 euro di supplemento bicicletta e penso che questo sia ingiusto. Mi dispiace perchè so che in altri Paesi, come ad esempio in Svizzera, c’è la possibilità di richiedere un “pass bici” dietro certificato medico che permette di trasportare la propria bicicletta gratuitamente su tutti i mezzi, senza la necessità di pagare. Poi, nei Paesi Bassi ci sono parcheggi riservati ai ciclisti con disabilità, nei quali, oltre a non esserci barriere architettoniche, viene garantito il diritto ad usufruire di ausili per la mobilità”.
La speranza di Valinotto è che presto si possano raggiungere livelli di inclusività simili a quelli presenti in altri Paesi, e che le richieste presentate dalle persone con disabilità vengano trattate con più cura.“Io chiedo più attenzione sul tema nel futuro - ha concluso Valinotto - Per me è impensabile che tutt’ora non si possa fruire di una vera inclusività e che la stessa venga impedita, oltre che nei locali pubblici, anche dai privati: spesso mi capita di non riuscire ad accedere ai servizi igienici in bar e locali in quanto non disponibili ascensori o pedane di accesso.
Ci terrei infine a sottolineare che non tutte le disabilità sono visibili e, proprio per questo, approcciare le persone con più empatia può cambiare il modo in cui tutti viviamo.
Spesso capita che le persone con cui mi interfaccio, siccome la mia disabilità è meno visibile di altre, percepiscano le mie richieste come una pretesa, senza comprendere che invece possano essere necessità. Per questo motivo ho registrato e depositato come marchio un pittogramma che recita lo slogan “non tutte le disabilità sono visibili”: mi piacerebbe, se venisse approvato, presentarlo ad aziende ed enti pubblici, così che possa venire eventualmente utilizzato come alternativa all’attuale segnaletica presente nei parcheggi e nelle altre zone pubbliche. Vorrei concludere parafrasando la famosa frase pronunciata da Neil Armstrong: riconoscere e tutelare tutti è un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo d’umanità”.