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Patatouc, le baite ristrutturate di borgata Matlas e i semi di un nuovo turismo sostenibile

27 giugno 2026

Cuneo

Anja e Valter Ci sono persone che vedono più lungo che altre, o perlomeno che credono da tempo che il turismo in montagna non sia solo sci di pista e innevamento artificiale con inverni sempre più secchi e temperature altalenanti, ma ci sia sempre più spazio per un turismo più dolce e sostenibile, fatto di passeggiate estive, trekking e, d’inverno, di passeggiate con le ciastre e scialpinismo. Questa visione della montagna è quella di Valter e Anja che hanno ristrutturato sapientemente alcune baite della borgata Matlasa 15 minuti a piedi di Limonetto. Le baite, due in partenza, sono state restaurate anche col loro lavoro e questo li ha impegnati per mesi, questi due anni. Anja, nata a Berlino e vissuta fino a 12 anni a Monaco, così racconta la sua esperienza di apprendista di restauro: “Non ero certo pratica di restauro mobili prima. Mi sono impratichita col flessibile, sverniciavo e pulivo antichi arredi tutto il giorno, cercando di recuperare più che potevo (mostra i bastoni per le tende, recuperati, e le scale del fienile diventate appendiabiti per la stanza uso rifugio). Un tormento a volte: anche i bei tavoli che avevamo prima nel nostro bar precedente: sai, una volta erano di moda tutti i mobili in legno scuro, ora invece quelli di colore naturale. Quindi, ho dovuto faticare con la smerigliatrice e mi sono persino dovuta operare per un’infiammazione al polso. Ma ne valeva la pena, fare le cose con le proprie mani è impagabile.” In effetti vedere il grande tavolo riportato al naturale, ma anche i bagni in cui sono state recuperate vecchie mensole delle baite precedenti o i pavimenti di legno messi da loro, suggerisce l’idea di un lusso affabile, una bellezza curata ma non troppo “spatuss” con una grande camera con la stufa a legna, i bagni perfetti, ma anche il tavolo da pranzo in cui le persone ospitate (una decina al massimo) mangiano sedute accanto. Anja, tedesca ormai da 40 anni italiana, e parlante un italiano perfetto, si è impratichita di cucina con un corso offerto dal Parco e ci offre un menu di sapori originali, che non sa solo di montagna: se non possono mancare i ravioli al formaggio della Val Gesso, l’insalata marocchina di lenticchie insaporita dalle erbe che coltiva nel suo orto è indimenticabile. L’idea, credo, anche in cucina, è di divertirsi e sperimentare. “Nella nostra attività precedente il cuoco era Valter e io non avevo realizzato che mi potesse piacere cucinare, ma ora, pensando di curare la cucina per poche persone e sperimentare appunto varie cose diverse, davvero mi diverto. Cerco su internet qualche ricetta che mi ispira, la provo e la sperimento. Non dimentico certo la tradizione. L’altra sera ho cucinato per dolce una tipica torta bavarese con le prugne: avevamo un ospite tedesco che si è commosso nell’assaggiare il dolce di casa sua, lo zwe-tschgendatschi. Una torta lievitata di susine, che non credeva certo di assaggiare nelle montagne delle Alpi Marittime.” Dopo l’ammirazione per il loro nuovo nido (che ha aperto circa un anno fa) mi interesso alla loro storia. Valter, cuneese inquieto, dopo il diploma di maturità scientifica (che gli ha lasciato un grande interesse per la meteorologia) ed esperienze eclettiche e interessanti (è stato fra i fondatori di Radio Piemonte Sound) ha iniziato a lavorare nel settore turistico, all’Alpitour. È lì che ha conosciuto Anja. Il loro rapporto è iniziato quindi fra vacanze classiche di organizzazione di soggiorni marini alla  Canarie o alle Baleari. Poi hanno deciso di provarci da soli e hanno gestito per anni una baita con ristorante sulle piste di Limonetto. La decisione di cambiare attività si è sviluppata negli anni, a causa degli inverni sempre più imprevedibili, e soprattutto notando i profondi cambiamenti nel turismo sia invernale che estivo. Nel 2021, dopo aver chiuso la precedente attività, fecero un’offerta alla proprietaria di una cascina a Tetti Matlas ed acquistarono la tenuta. Lasciarono persino parte del grande appezzamento di terreno che le circonda ai pastori attualmente residenti nella zona, non potendo usarli, iniziando così una pratica di buona convivenza che non sempre è facile fra residenti e operatori turistici in montagna. “Specialmente dopo l’epidemia di Covid - spiega Walter - c’è stato un aumento esponenziale di frequentatori della montagna sia in estate che in inverno, ma si tratta di persone che desiderano silenzio, contatto con la natura, autenticità. Può esistere un altro tipo di turismo: Limonetto si trova sulla GTA, sul Sentiero Italia, sulla Via Alpina rossa, già in precedenza eravamo posto tappa per gli escursionisti (in gran parte stranieri) che percorrono la tratta da Entracque/Palanfrè, dai rifugi Garelli e Don Barbera o da Casterino. Patatouc è l’evoluzione finale di questo punto di accoglienza. Organizziamo anche un servizio di trasporto per il colle di Tenda e per la stazione ferroviaria ed aiutiamo a prenotare le altre tappe del trekking. Abbiamo anche ospiti italiani, ma per molti pare che fare 15 minuti a piedi dal parcheggio sia un’impresa insormontabile, mentre in realtà è ciò che dà valore alla nostra struttura, lontana dai mezzi a motore. La maggior parte degli ospiti è di passaggio solo per una notte, ma speriamo che, col tempo, sempre più persone abbiano voglia di fermarsi di più e conoscere le numerose passeggiate della zona.” Tutto parla di un lavoro artigianale, fatto con amore e cura, e di un’intenzione di riappropriarsi del proprio tempo, con un lavoro che dia soddisfazione. Molti progetti infatti sono in attesa di essere realizzati: fare un orto, ingrandire lo spazio all’aperto dove d’estate si può fermarsi a leggere e riposare. Mentre parliamo, vicino a noi, un turista innamorato delle belle baite di borgata Matlas, sta facendo levare con una gru proprio oggi il brutto tetto di lamiera su quella che ha acquistato, e posando sulle travi annerite dell’ex stalla, un bel tetto di pietra. Piccoli germi di nuovo turismo sostenibile.  
Limonetto Valter