
Ritratto (XVIII secolo) di Giannetto (Guarnerio) de Pozzolo (sullo sfondo, l'ospedale di Santa Croce con un malato davanti alla porta)
I primi ospedali medievali
Oggi alla parola “ospedale” colleghiamo l’idea di un grande fabbricato che accoglie centinaia di degenti e dove lavorano centinaia o migliaia di operatori sanitari;
nel Medioevo, invece, l’ospedale consisteva di pochi locali, ed era gestito da una confraternita religiosa o da un’istituzione ecclesiale. L’ospedale medievale era destinato all’accoglienza temporanea (
ospedale = ospitalità) di poveri, pellegrini e malati.
Verso la
fine del 13° secolo, a Cuneo vi erano tre piccoli ospedali:
- l’
ospedale dei Disciplinati di San Giacomo, nei pressi della porta di Boves (nell’area oggi all’incrocio di contrada Mondovì con Lungogesso Giovanni XXIII);
- l’
ospedale detto “di Cuneo”, della Società dei Raccomandati della Beata Vergine Maria, nei pressi della porta di Borgo, nella zona meridionale della città;
- l’
ospedale dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che si trovava fuori delle mura, in modo da poter accogliere i viandanti anche di notte, quando le porte della città erano chiuse.
La donazione di Guarnerio de Pozzolo
Il
16 maggio 1319 il cuneese
Guarnerio (o Giannetto) de Pozzolo, terziario francescano e membro della Società dei Raccomandati della Beata Vergine Maria, istituì con atto notarile un
ospedale per accogliere gratuitamente tutti gli infermi, poveri e pellegrini bisognosi di ospitalità, in locali di sua proprietà presso la porta dei Frati di San Francesco, all’angolo delle attuali vie Santa Maria e Santa Croce, con l’impegno di gestirlo personalmente quale
ospitaliere vita natural durante; due giorni dopo, il vescovo di Asti, Guido Valperga, nella cui diocesi si trovava Cuneo, confermò e ratificò la donazione.
L’atto notarile (scritto in latino) dice, tra l’altro: “Sappiano tutti coloro che il presente pubblico strumento guarderanno che Giannetto de Pozzolo di Cuneo, per onore di Dio e dell’individua Trinità e della Beata sempre Vergine Maria, diede e trasmise certa sua casa con cortile e con gli edifici presso la porta dei Frati affinché per questo nella medesima casa sia edificato un Ospedale per ricevere e ospitare tutti gli infermi, i poveri e i pellegrini di qualunque parte nel detto Ospedale (“ad recipiendum et hospitandum omnes infirmos, pauperes et peregrinos undecumque in dicto Hospitali”), richiedendo altresì al predetto Signor Vescovo di rimettergli il detto Ospedale a governare e per esercitare in esso l’ospitalità, finché egli sarebbe vissuto”.
A questo ospedale, il vescovo diede il nome di
“Ospedale dei Raccomandati della Beata Maria Vergine di Cuneo”.
Il documento di fondazione è conservato nell’archivio storico dell’Ospedale Santa Croce e fu riprodotto in fotografia nel volume scritto nel 1919, per incarico dell’Amministrazione dell’Ospedale, da Giuseppe Guglielmone e Bartolomeo Galimberti, intitolato “600 Anni di Vita dell’Ospedale di Santa Croce di Cuneo ed annesso Monte di Pietà”.
Il ritratto di Guarnerio de Pozzolo
L’ospedale di Guarnerio de Pozzolo non diventò direttamente l’ospedale di Santa Croce, ma
la data del 16 maggio 1319 rimase per ricordare la fondazione di questo ospedale, che il
18 febbraio 1437 il vescovo di Asti, Alberto Guttuario,
incorporò nell’Ospedale della Disciplina, “volgarmente chiamato della Crosata” (cioè della Confraternita di Santa Croce).
Quando nella seconda metà del Settecento la Confraternita di Santa Croce cominciò a far eseguire
i ritratti dei benefattori insigni dell’ospedale, fece anche quello di
Guarnerio (Giannetto) de Pozzolo, riconocendolo quale fondatore.
La Confraternita dei Battuti (Flagellanti o Disciplinati) di Santa Croce
Il 25 agosto
1338, Raimondo, cardinale diacono di Santa Maria Nova, scrisse da Avignone “ai suoi diletti in Cristo della
Congregazione e Università dei Verberanti e Flagellanti in onore della Passione del Signore nella città di Cuneo” (il verbo latino “verberare” significa “battere, percuotere”); cinque giorni prima, con atto notarile, lo stesso cardinale prese sotto la sua protezione la Congregazione dei Flagellanti di Cuneo e aveva nominato i suoi procuratori con il mandato di libera amministrazione dei beni della Congregazione, al fine di
costruire un oratorio nel quale
“i confratelli preghino, si flagellino e compiano le altre opere di pietà che ispirerà loro il Signore”.
La principale opera di carità della Fraternità dei Disciplinati di Santa Croce era l’ospedale denominato
“Ospedale dei poveri di Cuneo”, che il 7 aprile
1340, da Avignone,
papa Benedetto 12° prese sotto la sua protezione: “Hospitalis pauperum de Cuneo quod de Fraternitate Disciplinatorum vulgariter appelatur” (“Ospedale dei poveri di Cuneo che comunemente è chiamato della Confraternita dei Disciplinati”), ed è proprio l’
Ospedale dei poveri di Cuneo che diventerà l’
Ospedale di Santa Croce.

Documento del 16 maggio 1319 di fondazione dell'ospedale.
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