cronaca
Udienza preliminare per la tragedia del Bioparco rimandata al 24 settembre
16 giugno 2026
Cuneo
Avrebbe dovuto svolgersi oggi l’udienza preliminare dell’inchiesta sulla morte di Anisa Murati, la bambina deceduta per affogamento al Bioparco il 17 luglio del 2024 mentre si trovava insieme al gruppo dell’estate ragazzi di Demonte.
L’udienza era fissata per decidere sul rinvio a giudizio chiesto dal pubblico ministero Alessia Rosati per le sei persone iscritte nel registro degli indagati nel corso delle indagini, ma a causa del legittimo impedimento di uno dei difensori l’udienza davanti al Gup Alberto Boetti è stata rinviata al 24 settembre. Oltre al gestore del bioparco erano indagati il parroco, due animatrici del gruppo e con loro il progettista della struttura e il responsabile dell’ufficio lavori pubblico del Comune. L’accusa contesta è quella di omicidio colposo, cui si aggiunge per il progettista e il responsabile dell’ufficio lavori pubblico del comune anche l’accusa di falso in atto pubblico poiché l’opera finale non corrisponderebbe in alcune parti al progetto originale. A tutti sono contestate una serie di condotte omissive dell’adeguato controllo e che avrebbero determinato le circostanze in cui si verificò l’annegamento della bimba di sette anni, a partire dal tipo di braccialetto che le era stato assegnato quando il gruppo arrivò al laghetto e che per lei che faceva parte del gruppo dei più piccoli che non sapevano nuotare avrebbe dovuto essere verde e non arancione come quello assegnato ai bambini che sapevano nuotare. Al responsabile della struttura sono invece state contestate tutta una serie di mancanze relative alla sicurezza a partire dalla mancanza di un pontile munito di scaletta per accedere all’acqua, una recinzione sulle sponde e la divisione con galleggianti fra la zona con l’acqua bassa (1,10 metri ) e quella con l’acqua più rifonda (3,75 metri) destinata a chi sapeva nuotare. Il prossimo 24 settembre il Gup si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura per tutti e sei gli indagati.