All’ultima udienza del processo che la vedeva imputata di rapina aggravata, la 37enne Stanka Batashka si è presentata per dire che era pentita di quello che aveva fatto, e che nell’arco di dieci giorni aveva completamente rovinato la propria vita per trovare i soldi che servivano al suo compagno nei guai con la giustizia, “prima di incontrare lui non avevo avuto nessun problema con la giustizia, ma ho fatto tutto questo per lui e ora sono pentita e chiedo scusa”.
I dieci giorni a cui si riferiva la donna erano quelli dal 9 al 19 settembre del 2023, nel corso dei quali la donna derubò un supermercato ad Asti, rapinò una donna in una cascina e appiccò un incendio in un negozio di Monticello in cui morì il gestore 36enne. Processata al tribunale di Asti, la donna venne condannata a 8 anni di reclusione che sta scontando in carcere a Torino. In questi dieci giorni, l’11 settembre del 2023, si colloca il fatto per cui la donna era a giudizio al tribunale di Cuneo. La Batashka si era recata a casa della vittima, una donna conosciuta qualche settimana prima in piscina a Savigliano, e dopo averla sedata con una massiccia dose di benzodiazepine, le aveva svaligiato la casa portando via gioielli e borse. Quando in seguito alla denuncia della signora i carabinieri si recarono a casa sua per la perquisizione, la donna era già stata arrestata; nel suo appartamento le forze dell’ordine trovarono tutta la refurtiva denunciata dalla vittima e la Batashka venne rinviata a giudizio anche per questo reato.
Nel corso dell’istruttoria la vittima aveva raccontato di quell’amicizia fatta il girono di ferragosto in piscina, poi proseguita con due cene e qualche telefonata, “ero in piscina con il mio ex marito e lei col suo compagno. Dopo alcuni giorni li inviammo a cena da noi e poi loro ricambiarono l’invito. Quel giorno di settembre non mi sentivo bene e pensavo di avere il Covid, lei si offrì di venire da me a farmi un tampone. Quando arrivò però iniziò a lamentarsi di come l’aveva guardata mio marito, poi mi disse di farmi una doccia calda e che lei che mi avrebbe dato delle vitamine”. A trovarla svenuta a letto coperta dal lenzuolo, furono le vicine di casa che si erano insospettite vedendo la porta di casa socchiusa e nessun rumore all’interno; entrando nell’alloggio lo trovarono completamente sottosopra. Trasportata d’urgenza in ospedale la donna si riprese solo qualche ora dopo e impiegò alcuni giorni a mettere a fuoco quello che era avvenuto per sporgere denuncia. Nel frattempo la Batashka aveva dato fuoco al negozio di Monticello ed era stata arrestata.
A conclusione dell’istruttoria il pubblico ministero Alberto Braghin ha ricostruito tutti gli elementi emersi nel corso dell’indagine e confermati in istruttoria, fra i quali anche il riconoscimento dell’imputata da parte di un vicino che la vide allontanarsi dal palazzo con un sacco della spazzatura pieno, chiedendo per l’imputata la condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione. Da parte sua il difensore ha chiesto il minimo della pena e il riconoscimento della continuazione fra questo reato e quelli già giudicati al tribunale di Asti che le aveva concesso le attenuanti generiche. Attenuanti generiche riconosciute anche dal collegio dei giudici di Cuneo da cui è stata però condannata a 7 anni di reclusione e 2500 euro di multa.