cronaca
Coppia a processo per circonvenzione d’incapace e violenza sessuale
11 giugno 2026
Cuneo
Avrebbero approfittato dello stato di fragilità di una loro amica per farle sottoscrivere un finanziamento da 2.500 euro per l’acquisto di un set di pentole da utilizzare nella loro osteria in valle Maira: un finanziamento che a loro non era stato concesso in quanto insolvibili e che la donna avrebbe ripagato con una rata mensile da 118 euro prelevata dalla pensione d’invalidità che le era stata concessa dopo la morte della madre e il suo collocamento in una struttura a Peveragno. Con l’accusa di circonvenzione d’incapace sono quindi stati rinviati a giudizio M. I. e R. S., una coppia che avrebbe conosciuto la presunta vittima anni addietro, quando ancora la donna viveva con la madre. A carico di R. S. c’è anche l’accusa di violenza sessuale relativamente a quanto che avvenne nell’estate 2023 quando la donna si sarebbe allontanata per alcuni giorni dalla residenza che la ospitava per alloggiare proprio dalla coppia. Di quella strana amicizia aveva riferito in aula l’amministratrice di sostegno che prese la donna in carico a inizio 2022, raccontando anche della sua insofferenza a stare in casa di riposo e del fatto che per qualche tempo era stata ospitata dalla coppia: “Lo psichiatra che la seguiva mi manifestò la sua preoccupazione riguardo quell’amicizia e anche io ero preoccupata perché la signora doveva assumere quotidianamente una terapia farmacologica ma loro non si erano informati su queste incombenze e i miei tentativi di contattarli furono tutti vani”. A luglio di quell’anno finalmente la signora si presentò davanti al giudice tutelare con M. I., che assunse l’impegno a ospitarla e occuparsi di lei, ma già la sera stessa i due la riportarono a Cuneo dalla sorella. Nel frattempo l’amministratrice scoprì il finanziamento, che venne prontamente bloccato e annullato: “Mi disse che si sentiva in debito nei loro confronti perché la ospitavano e che quando stava da loro li aiutava con l’osteria. Non capivo se si riferiva a un debito di tipo affettivo o pecuniario, ma non si era resa conto che quel prestito le stava risucchiando quasi tutta la pensione”. Nei primi mesi del 2023 la signora manifestò di nuovo il desiderio di recarsi dagli amici, mostrando una chat di whatsapp in cui R. S. si impegnava ad essere presente per lei. “Oltre a quel messaggio però c’erano anche conversazioni a chiaro sfondo sessuale; cercammo di farle capire che quel signore aveva già un’altra relazione e cercammo invano al telefono anche R. S. per chiarire quella situazione”, ha riferito ancora l’amministratrice alla giudice. Nel mese di luglio, approfittando del suo impegno di volontariato a Cuneo, la donna scomparve per alcuni giorni, per poi ripresentarsi da sola ai Carabinieri di Barge. “Era scossa - ha riferito in aula il direttore della struttura che andò a prenderla insieme alla sorella di lei -, parlò di percosse e della sua fuga, disse che era stato un brutto periodo. Le avevo visto un livido sul braccio”. Fu proprio la donna in seguito a chiedere un controllo ginecologico non consenziente e a raccontare dei rapporti intimi che aveva subito. Il processo è stato rinviato a settembre per la conclusione dell’istruttoria.