editoriale

Rivoluzione Fisco: la stretta sul POS fa volare gli scontrini

31 maggio 2026

Cuneo

Pos (foto Pixabay) Pos (foto Pixabay) Nel mese di aprile 2026, in Italia sono stati emessi 100 milioni di scontrini fiscali in più rispetto allo stesso mese del 2025 (+ 40%). Fornito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e certificato dalla Corte dei Conti, il dato non lascia spazio alla libera interpretazione. Ed è un dato clamoroso che fa emergere oltre 5 miliardi di euro di ricavi (in un mese soltanto!) precedentemente non dichiarati, rendendo evidente l’enormità dell’evasione fiscale nel nostro Paese e segnando una svolta storica nella lotta contro l’evasione stessa. Ma cosa è stato a scatenare questo boom improvviso di scontrini? Non è frutto di un improvviso aumento dei consumi ma dall’entrata in vigore di una delle riforme più incisive del PNNR: l’obbligo del collegamento diretto e bidirezionale tra il POS, la macchinetta elettronica per il pagamento con carte di credito o di debito e il Registratore Telematico, un tempo registratore di cassa, che memorizza elettronicamente tutti i dati delle vendite giornaliere e li trasmette automaticamente all’Agenzia delle Entrate. La norma, pienamente operativa da aprile, elimina così ogni discrezionalità dell’esercente. Fino a ieri, infatti, era tecnicamente possibile accettare un pagamento con carta di credito o bancomat “dimenticandosi” di battere il relativo scontrino fiscale. Ora non è più possibile: i sistemi informatici del Fisco incrociano i dati dei circuiti bancari con i corrispettivi inviati dalle casse. Se un POS registra un pagamento a cui non corrisponde un documento commerciale emesso nello stesso istante, scatta subito un allarme che fa partire controlli mirati e automatici. I rilevamenti effettuati, documentano anche quali sono le categorie più interessate: Ristorazione e Bar: storicamente tra i settori a più alto tasso di micro-evasione sui piccoli importi; Commercio al dettaglio e Abbigliamento: negozi di prossimità che, pur accettando i pagamenti elettronici, non sempre allineavano la contabilità fiscale; Servizi alla persona: parrucchieri, centri estetici e artigiani, dove la digitalizzazione dei corrispettivi ha subito l’accelerazione più netta, registrando in alcune sotto-categorie picchi di aumento degli scontrini elettronici vicini al +40%. Ma il fenomeno riguarda tutte le categorie, comprese quelle artigiane e le professioni. Il nuovo sistema sta facendo emergere quella fetta dell’economia sommersa legata ai pagamenti tracciabili. Al fisco potranno ancora sfuggire le transazioni in contanti senza emissione di scontrino. Ma la spinta psicologica della digitalizzazione, che è in costante aumento, sta riducendo anche questo modalità. Per lo Stato i 5 miliardi di euro emersi in un solo mese, ma così accadrà anche per i mesi successivi, si tradurranno in un massiccio aumento del gettito Iva e delle imposte sui redditi (Irpef/Ires). Come e per che cosa verrà utilizzato il maggior gettito, ovviamente, è un’altra storia. A scriverla saranno come sempre quelli che noi cittadini liberamente scegliamo per  governarli.
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