“La Guida. Settimanale cattolico”
In Europa la tremenda seconda guerra mondiale era terminata da appena quattro mesi, con la sconfitta del nazismo e del fascismo, quando il
25 agosto del 1945 uscì il primo numero de “
La Guida. Settimanale cattolico”. Il
Vescovo di Cuneo, Giacomo Rosso, benedisse “ben volentieri il nuovo giornale diocesano”, pregando “il Signore che gli conceda lunga vita e gli dia modo di
compiere un ampio e profondo apostolato di bene in mezzo alle nostre popolazioni”.
Oggi,ogni numero del nostro settimanale è di una settantina di pagine; allora, invece, era stampato su
un unico foglio di due pagine, ma riusciva già a svolgere la missione che il Vescovo gli aveva affidato. Usciva al sabato e ogni copia costava 4 lire; direttore responsabile era il Canonico
don Stefano Pellegrino e la redazione aveva sede nella Casa delle Opere diocesane di Azione Cattolica, in Via Emanuele Filiberto n. 6.
Il doppio appuntamento elettorale del 2 giugno 1946
Dopo le prime libere elezioni comunali, che si erano svolte il 31 marzo 1946, dove per la prima volta
anche le donne erano state chiamate a votare, il nuovo appuntamento elettorale era stato fissato per
domenica 2 giugno, con il
Referendum istituzionale (con la scelta tra
Repubblica o Monarchia) e l’elezione dei
556 deputati per l’Assemblea Costituente.
Questa tornata elettorale fu indetta dal primo
Governo presieduto dal democristiano Alcide De Gasperi (in carica dal 10/12/1945 al 25/6/1946), ed era un
esecutivo di larga coalizione, i cui ministri erano stati indicati da Democrazia Cristiana, Partito Socialista di Unità Proletaria, Partito Comunista Italiano, Partito Liberale Italiano, Partito d’Azione e Partito Democratico del Lavoro; inoltre, il Governo poteva contare sull’appoggio esterno di Concentrazione Democratica Repubblicana, Partito dei Contadini d’Italia, Partito Cristiano Sociale e Fronte Democratico Progressista Repubblicano.
“La scuola che noi vogliamo”
Pensando al lavoro della futura Assemblea Costituente,
La Guida dell’11 maggio titolava a tutta pagina: “
Problemi cattolici alla Costituente. La scuola che noi vogliamo”, scrivendo che “
Due minacce pendono sul futuro dell’educazione cristiana del popolo.
1°)
il monopolio di Stato, eredità dei sistemi totalitari, negazione dei diritti della Chiesa, della famiglia, avvilimento della persona umana, strada alla peggiore delle tirannie.
2°)
la scuola senza Dio, cioè senza istruzione religiosa, che pochi giorni fa il Santo Padre (era Papa Pio XII) additava come uno dei più grandi pericoli moderni. La dottrina cattolica rivendica contro tali errori
la libertà della scuola e il diritto e dovere della istruzione religiosa”.
Una giornata di preghiera in tutte le parrocchie
Nella stessa data, “
Per implorare la benedizione di Dio sulla nostra Patria col patrocinio di Maria Santissima”, la rubrica “Vita Cuneese” de La Guida invitava tutti i fedeli cattolici per
domenica 19 maggio ad una “particolare
giornata di preghiera per ottenere la divina protezione sulla nomina della Costituente del 2 giugno prossimo. In tutte le parrocchie si tengano funzioni particolari con la maggior partecipazione dei fedeli (ore di adorazione, pellegrinaggi a qualche santuario della Madonna, ecc.)”.
Le relazioni tra Chiesa e Stato
Il titolo a tutta pagina de La Guida del
18 maggio era il seguente:
“A Popolo Cristiano Stato Cristiano”.
Il tema era quello delle corrette relazioni tra Chiesa e Stato, scrivendo (tra l’altro) che: “In questa cooperazione
Chiesa e Stato conservano, ognuno, la propria sovranità: tutto ciò che riguarda la salvezza eterna e il culto a Dio appartiene alla Chiesa; l’organizzazione politica, amministrativa, economica, giudiziaria, sociale è dello Stato e solo dello Stato, che in questa sfera è sovrano. Nel caso di materie (esempio matrimonio) che interessano Chiesa e Stato, i possibili conflitti vengono regolati con accordi concordatari nei quali la Chiesa si dimostra sempre materna.
La nuova Costituzione dovrà tenere conto che il popolo è cristiano e che la missione storica d’Italia è chiaramente segnata dalla presenza in Roma del Vicario di Cristo”.
Le direttive del Vescovo Giacomo Rosso
Avvicinandosi la data elettorale, La Guida del
25 maggio riportava le
Direttive del Vescovo al Clero ed ai Cattolici della Diocesi per il Referendum istituzionale, precisando che le
due opzioni, Repubblica o Monarchia, sono entrambe lecite: “Nell’occasione delle prossime elezioni i cittadini saranno anche invitati ad esprimere la loro preferenza sul problema istituzionale, a scegliere cioè o la Monarchia o la Repubblica.
La Chiesa non è contraria per principio ad alcuna forma istituzionale, purché sia rettamente ordinata al bene comune e riconosca in Dio la prima fonte della propria autorità e nella divina Legge la norma suprema dei propri istituti. Perciò la Chiesa, mentre
lascia liberi i suoi figli nella scelta preferenziale, esige da essi una vigile e cosciente elezione di alcune
garanzie per il cristiano avvenire del popolo italiano e, quindi, per il rispetto e la tutela degli inviolabili diritti della religione e della Chiesa”.
I facsimili delle schede elettorali
La Guida fece anche un utile servizio ai cittadini, pubblicando
i facsimili delle due schede elettorali, informando che: “
Dieci partiti nella nostra circoscrizione elettorale (Cuneo – Asti – Alessandria) presentano le loro liste di candidati
per la Costituente. Nella scheda essi sono semplicemente indicati da un emblema. Crediamo utile dare di ciascuno il nome corrispondente, secondo l’ordine dei numeri a fianco dei contrassegni:
1 – Partito Comunista
2 – Partito Socialista
3 – Partito dei Contadini
4 – Partito della Democrazia Cristiana
5 – Unione Democratica Nazionale (formata dal Partito Liberale con il Partito della Ricostruzione e il Partito Demo-laburista
6 – Partito Comunista inter nazionale
7 – Partito Repubblicano
8 – Concentrazione Repubblicana
9 – Partito d’Azione
10 – Partito dell’Uomo Qualunque.
La scheda non contiene nomi di candidati ma solo i contrassegni di lista. L’elettore può esprimere la sua
preferenza per 3 candidati. Possono essere preferiti solo i candidati compresi nella lista votata. Non è perciò consentito scrivere nominativi compresi in liste diverse da quella votata.
Insieme colla
scheda per la Costituente, l’elettore ne riceverà
una seconda per il Referendum, cioè per dichiarare la sua preferenza
fra repubblica e monarchia. Tracciando il solito segno nel quadretto vicino allo stemma sabaudo – cioè scudo con croce sormontato da corona – si sarà scelta la monarchia, tracciandolo nell’altro si sarà scelta la repubblica”.
L’ultimo appello per l’elezione della Costituente
Sabato
1° giugno, vigilia delle votazioni, La Guida pubblicò ancora in prima pagina un ultimo appello agli elettori, nel quale diceva: “Quando andrai a votare per la Costituente, se sei per il matrimonio sacramentale, per la libertà religiosa, per la proprietà familiare, per la pace e la prosperità della Chiesa:
vota unicamente per i candidati cattolici”.
I risultati del Referendum istituzionale
Nel
Referendum istituzionale la maggioranza dei voti fu a favore della
Repubblica: questi furono i risultati definitivi in
Italia e nel
Comune di Cuneo: (TABELLA1)
I risultati dell’Assemblea Costituente
Nell’elezione dei
556 Deputati dell’Assemblea Costituente si ebbero le medesime percentuali di votanti come nel Referendum. Il partito della
Democrazia Cristiana ebbe il miglior risultato, seguita dai Socialisti del PSIUP e dai Comunisti del PCI.
Questi furono
i risultati dei voti e dei seggi ottenuti in
Italia dalle 10 liste più votate:
(TABELLA2)
Questi furono
i risultati (numero di voti e percentuale) delle
10 liste presentate nel Comune di Cuneo:
(TABELLA3)
A Cuneo, la Democrazia Cristiana si affermò come
primo partito politico, con un risultato superiore a quello nazionale. Ebbero un risultato superiore a quello nazionale anche il Partito Socialista di Unità Proletaria, l’Unione Democratica Nazionale, il Partito d’Azione, la Concentrazione Democratica Repubblicana e il Partito dei Contadini d’Italia.
Ebbero invece un risultato inferiore a quello nazionale il Partito Comunista Italiano, il Fronte dell’Uomo Qualunque e il Partito Repubblicano Italiano.
I commenti de “La Guida” ai risultati elettorali
Sabato
8 giugno, in base ai
primi risultati parziali che facevano già vedere la vittoria della Democrazia Cristiana, nell’articolo di fondo,”
Il significato di una competizione”, La Guida scriveva, tra l’altro: “Questo è stato per i cattolici coscienti il senso profondo della competizione elettorale:
era in gioco la civiltà cristiana. (...) Si trattava di tener alta la bandiera di Cristo di cui la cresima ci aveva consacrati soldati, di procurare alle generazioni future il bene inestimabile di un ordine cristiano, di
scegliere fra l’essere apostoli o l’essere apostati. Per questo le forze cattoliche sono scese decisamente nell’arena, obbedendo all’esortazione dei loro pastori. Per questo i templi si sono affollati di fedeli venuti ad
effondere le più fervorose preghiere per il buon esito delle elezioni.
Ora il primo atto è compiuto: ma il più rimane da fare. È urgente dimostrare con le opere di assistenza sociale la vitalità della nostra dottrina. (...)
Si tratta ancora di salvare la civiltà cristiana, di farla penetrare quale linfa vitale nella società.
L’ideale battaglia continua! Generosi, ardenti, continuiamo ad esserne i soldati”.
L’impegno dei cattolici nella nuova Repubblica italiana
Infine, nell’articolo di fondo del
22 giugno, “Tramonto e alba”, La Guida scriveva: “
I cattolici vanno incontro alla nuova Repubblica senza paure e senza preconcetti, con un alto senso di responsabilità. (...) Sarà l’Assemblea Costituente a dare concretezza alla forma istituzionale scelta dalla maggioranza popolare. (...) Occorre quindi alla nascente Repubblica, oltre a
una Costituzione democratica, un’anima cristiana.
(...)
Salutando quindi la Repubblica che nasce, i cattolici formulano per essa il migliore degli auguri: che essa
sorga e viva sotto il segno di Cristo”.