cronaca

Tre rapine in pochi giorni, condannato un giovane cuneese

29 maggio 2026

Cuneo

Nel giro di pochi giorni, tra la fine di agosto e i primi di settembre 2025, aveva rapinato tre ragazzi, uno di loro anche sotto la minacci di un coltello. Il responsabile (S. P., 22enne cuneese), riconosciuto dalle vittime e individuato grazie alle immagini delle telecamere stradali, è attualmente ristretto al carcere di Alessandria per una tentata rapina e per lesioni ed è stato condannato dal tribunale di Cuneo a sei anni e otto mesi di reclusione. In aula ha dichiarato di non ricordare quello che aveva fatto all’epoca perché sotto l’effetto di psicofarmaci e di sostanze stupefacenti e di essere pentito per quello che aveva commesso. I fatti erano stati raccontati dalle tre vittime delle rapine, due giovani che furono aggrediti e derubati nella stessa sera, a distanza di pochi minuti, nelle vie del centro. Al primo, minacciato con un coltello, vennero rubati una catenina e un orologio: l’imputato gli ordinò di andare subito a casa e di non raccontare a nessuno quanto successo, facendogli intendere di sapere dove abitava. Mentre tornava a casa incontrò un coetaneo che aveva subìto la stessa rapina poco prima, e che poi riferì: “Pensai che a me era andata bene perché da quello che mi raccontò, con lui aveva tirato fuori il coltello”. Pochi giorni più tardi un altro giovane venne rapinato in via Negrelli mentre si trovava sotto il portone di casa a chiacchierare con due amici. Di fronte agli amici terrorizzati il ragazzo venne preso a calci e pugni e derubato di smartphone, denaro e una catenina d’oro. L’aggressore gli intimò anche di salire a casa a prendere altro denaro altrimenti avrebbe accoltellato i suoi amici, ma appena dentro il portone il giovane chiamò i soccorsi. Dalle telecamere stradali gli agenti della Polizia riconobbero l’imputato, e quando poche ore dopo lo trovarono in casa, nella perquisizione, aveva ancora addosso gli stessi abiti descritti dalla vittima e dagli amici. “Mi rendo conto della gravità dei fatti e della recidiva: questo fatto è stato commesso dopo un patteggiamento passato in giudicato per tentata rapina e lesioni e di un’altra sentenza per detenzione di stupefacenti, il tutto condito da altri procedimenti e carichi attuali. A fronte di questo l’unico gesto di resipiscenza dell’imputato è avvenuto oggi, purtroppo mi sembra poco”, ha concluso il pubblico ministero Mario Pesucci chiedendo la condanna dell’imputato a 12 anni e 6.000 euro di multa. “Non è mai troppo tardi per rendersi conto di ciò che si è fatto sotto l’influsso di sostanze stupefacenti”, ha ribadito il difensore, avvocata Alessandra Bruno, chiedendo l’assoluzione per due dei tre episodi per mancanza di prove certe e del riconoscimento delle attenuanti generiche. Il giudice ha accolto la richiesta del pubblico ministero contenendo la pena in sei anni e otto mesi.
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