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I tanti perchè del “no” dell’Ansfisa al prolungamento di vita tecnica degli skilift di Crissolo
29 maggio 2026
Cuneo
Quale sia l’esatta situazione in cui si trovano i due skilift di Crissolo con la vita tecnica scaduta nei giorni scorsi (il 13 maggio il "Granero Lungo" e il 19 maggio il "Ghincia Pastour") lo spiega al meglio la lettera inviata al Comune, alla loro proprietaria Sipre ed ai competenti uffici regionali dall’Agenzia Nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali ed autostradali (compresi gli impianti a fune) per comunicare “che in carenza dei requisiti tecnici ed amministrativi essenziali, questo Ufficio non può e non avrebbe potuto rilasciare alcun parere tecnico favorevole, in quanto la documentazione prodotta è risultata incompleta e non regolare, che la scadenza della vita tecnica dei due impianti ha comportato la contestuale decadenza dei relativi Nulla Osta Tecnici” e che “alla luce di quanto sopra ne consegue che l'ente amministrativo competente dovrà procedere alle relative operazioni di messa in sicurezza e di dismissione degli impianti”.
A spingere l’Ansfisa verso questa bocciatura, tra l’altro, il fatto che il 21 maggio 2024 il Comune avesse non solo “reso noto che in data 13 giugno 2022 la Società esercente Sipre aveva cessato unilateralmente la gestione degli impianti sciistici e quindi non avesse più il relativo titolo” ma anche “manifestato la carenza dei presupposti sia soggettivi che oggettivi per l'accoglimento delle istanze” della SiprE.
Ad agosto 2024 l’Ansfisa comunicava “che per poter dar seguito al parere di competenza sul programma revisionale in proposta, avrebbe dovuto preliminarmente conoscere, da parte del Comune di Crissolo, quale fosse la società titolare dell'esercizio dell'impianto” cui il Comune rispondeva comunicando “che questi due impianti in argomento risultano inattivi dal giugno 2022” trasmettendo al tempo stesso “una convenzione stipulata con la società esercente Rumm Club, interessata alla gestione di un altro impianto e non di quelli in argomento”.
Poi, come detto, a maggio 2025, la scadenza del termine di vita tecnica di 30 anni.
Poi ancora, il 18 dicembre 2025, la clamorosa retromarcia del Comune che manifesta all’Ansfisa “il venir meno delle proprie ragioni ostative al prolungamento di vita tecnica a suo tempo già respinta, riproponendo il progetto di revisione generale di cui sopra per gli impianti in argomento senza indicare quale fosse la nuova società esercente richiedente” cui fa seguito la trasmissione di “un accordo di cessione della proprietà delle sciovie in argomento dalla società Sipre al Comune, datato 4 luglio 2025”.
“Nel prendere atto che il Comune di Crissolo ha manifestato quindi la volontà di acquisire la proprietà dei due impianti in argomento dalla società Sipre - scrive l’Ansfisa - che nel frattempo aveva ed ha rinunciato a tutte le convenzioni stipulate a suo tempo per l'esercizio pubblico degli stessi, questo ufficio ha quindi appreso che oggigiorno il medesimo Comune di Crissolo ha definito come requisito per l'eventuale acquisizione della proprietà dei due impianti, l'ottenimento da parte di Ansfisa del giudizio favorevole al proseguimento dell'esercizio di vita tecnica”.
Per l’Ansfisa i due skilift risultano “inattivi da diversi anni e privi di un regolare esercizio da parte di una società esercente in attività e conseguentemente sono privi di valida documentazione attestante la regolare manutenzione e le prescritte periodiche ispezioni e revisioni annuali secondo la normativa vigente”. Non solo ma “facendo riferimento alla ‘Relazione di progetto definitivo di Revisione Generale per proseguimento vita tecnica’”, l’Ansfisa “rappresenta che la documentazione trasmessa non appare regolare in quanto non prodotta da una società Esercente in attività bensì redatta e sottoscritta da un professionista in qualità di ‘Assistente Tecnico’, privo di un regolare incarico vigente risulta carente e altresì incompleta, in relazione a quanto disposto dalla normativa vigente”.
Tanto basta per dire “no” alla revisione dei due skilift che andranno prima messi in sicurezza e poi dismessi. Con conseguente messa in discussione dei fondi del “Bando Neve”.