editoriale

Un tris di donne deciderà il futuro della politica italiana

26 aprile 2026

Cuneo

Elly Schlein a Borgo San Dalmazzo La politica italiana è sempre più nelle mani di un agguerrito tris di donne: Giorgia Meloni, Elly Schlein, Marina Berlusconi. Tre donne tre generazioni. Con storie, sensibilità e culture diverse e divergenti. Schlein, 40 anni (Millennial), nata a Lugano da genitori accademici, ha tripla cittadinanza, italiana, svizzera e statunitense, laureata in giurisprudenza, si è formata come attivista sociale su temi post-ideologici come diritti civili e clima. Meloni 49 anni (Generazione X/Xennials - cresciuti in un mondo analogico diventati adulti nell’era digitale), romana nata nel quartiere della Garbatella, diplomata al liceo linguistico, si è formata nei circoli giovanili della destra, ha una lunga esperienza parlamentare e quattro anni da premier. Marina Berlusconi 59 anni (Generazione X), diplomata al liceo classico, espressione della borghesia imprenditoriale milanese, alla guida di Finivest fin dal 2005, è erede dell’avventura politica del padre Silvio. Giunte alla politica per vie diverse, si ritrovano ora a incontrarsi e scontrarsi nell’intricato cantiere politico italiano. Ciascuna proiettata a plasmare uno schieramento che possa affrontare le elezioni politiche, fra un anno, con uomini e programmi credibili per meritarsi la guida del Paese. Giorgia Meloni, deve tenere insieme e rimotivare i partiti del centrodestra, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per Salvini, Noi Moderati. L’alleanza che l’ha portata al governo ma che appare logorata. Soprattutto dopo la sconfitta al referendum sulle carriere dei magistrati, la nascita, alla destra estrema, di Futuro Nazionale, il nuovo partito di Vannacci, la destrutturazione in corso di Forza Italia. Spiazzata dall’abbandono di Trump a cui si era molto legata, dalla caduta del suo modello sovranista Orbàn, costretta a riavvicinarsi all’Europa come unica strada per far fronte alle crisi internazionali, Meloni deve fare i conti con l’ulteriore estremizzazione della Lega di Salvini, scegliere come trattare Vannacci, includerlo nell’alleanza rischiando di perdere una fetta di elettori moderati o respingerlo? Elly Schlein, vuole costruire l’alternativa dando vita al “Campo Largo” con il Pd a perno di un’alleanza che aggreghi Cinquestelle, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Azione di Calenda, Italia Viva di Renzi, +Europa. Un cartello che ha funzionato a livello locale, ma che stenta a trovare un’identità comune a nazionale. Comporre le divergenze in politica estera tra Pd e Conte, contrario all’invio di armi all’Ucraina e accondiscendente verso Putin, trovare un’intesa sulle posizioni rispetto alla guerra in Medio Oriente, giungere a una sintesi sostenibile tra le politiche economiche e sociali della sinistra e le posizioni di Calenda, sarà un’impresa. Senza contare la battaglia, con o senza primarie, per scegliere  chi dovrà guidare la coalizione e candidarsi a presidente del consiglio. Marina Berlusconi è la vera regista di Forza Italia. Nonostante non ricopra cariche ufficiali né elettive, è lei a imporre le scelte del partito che finanzia, e vuole rinnovarlo. Senza troppi riguardi per il segretario e ministro Antonio Tajani, ha fatto dimettere i responsabili dei gruppi di Camera e Senato Gasparri e Barelli, sostituendoli con Stefania Craxi e Enrico Costa. Due nomi tutt’altro che nuovi, ma su posizioni più laiche e liberali. A Meloni conferma il sostegno, ma con dei distinguo importanti: riforma della giustizia da cercare con le intese non con gli scontri diretti, apertura sui diritti civili, critica agli estremismi della Lega e di Vannacci, europeismo convinto. Scelte che guardano ai voti dei moderati scontenti di Fratelli d’Italia e Lega che rischiano di spostarsi verso i moderati del centrosinistra. Due le incognite sulla discesa in campo della Berlusconi. La prima: si candiderà come fece il padre? Lei assicura di no, ma la sua partecipazione diretta alla vita del partito legittima il dubbio. La seconda: Forza Italia resterà nell’alleanza di centrodestra o, nel caso dell’ingresso di Vannacci, tratterà un’alleanza con il centrosinistra moderato europeista, Pd compreso? A garanzia, nella imminente riforma della legge elettorale, Forza Italia si schiera per un sistema proporzionale. Una soluzione che lascerebbe aperte maggiori possibilità a diverse future alleanze.
Politica Italia Giorgia meloni Elly Schlein marina berlusconi

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