cronaca

Prima una richiesta di amicizia, poi lo stalking con minacce

17 marzo 2026

Cuneo

Dalla richiesta di amicizia e di scambio dei numeri di telefono allo stalking con minacce e tentativi di lesioni: è questa la parabola subita da una signora di origine dominicana che per vari mesi nel corso del 2024 è stata seguita, minacciata e aggredita senza alcun motivo apparente da una connazionale, C. D. M. C., ora a processo al Tribunale di Cuneo. “Era prima dell’estate, ero uscita per fare la spesa e mi ero fermata al bar a prendere un caffè quando si avvicinò questa signora che mi chiese il mio Paese di origine, voleva chiaramente fare amicizia, mi chiese il numero di telefono ma io sono molto riservata su queste cose e un po’ sospettosa e non glielo diedi; da quel giorno me la ritrovavo ovunque andassi e mi faceva la linguaccia e altri gestacci”. Il disturbo però non si limitò agli insulti e ai pedinamenti: un primo scontro si verificò nel giorno della festa della mamma all’interno del bar dove la donna si era ritrovata con alcune amiche: “Continuava a farmi quei gesti, mi alzai e le chiesi perché si comportava così e lei si alzò con l’intento di darmi un pugno, la spinsi indietro sul divanetto dove era seduta, poi i camerieri la portarono fuori, però mi disse che lei era stata in carcere e che mi avrebbe trovata e ammazzata”. Il 2 luglio lo scontro fu più pericoloso perché la donna era armata. La vittima, costituita parte civile, in giudizio si era incontrata con una nipote ed erano entrate nel locale di kebab di via Pellico. Erano nel dehors quando l’attuale imputata si avvicinò, estrasse dalla sua borsa un bisturi e con quello cercò di ferire la signora che il padrone del locale fece subito entrare all’interno del ristorante in attesa dell’arrivo dei Carabinieri. “Continuò a fare gestacci verso di me e a minacciarmi anche davanti ai Carabinieri che la identificavano, tanto che anche loro si erano innervositi con lei”. A seguito di quell’episodio la donna sporse denuncia. Qualche settimana dopo, in un bar di corso De Gasperi dove stava festeggiando un compleanno con amici, si ritrovò l’imputata davanti che la minacciò dicendole che l’avrebbe aspettata fuori. “Mi ero alzata e lei mi spinse contro un muro, poi i dipendenti del bar la portarono fuori. Quello fu l’ultimo episodio perché mi è stato detto che ora si trova in Spagna ma io sto sempre attenta quando esco di casa”. Dopo la deposizione della parte offesa il processo proseguirà il 30 marzo con gli altri testimoni dell’accusa.
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