cronaca
Discoteca, multa di 900 euro per superamento della capienza
11 marzo 2026
Cuneo
In seguito al controllo eseguito la sera del 26 giugno 2022 da Carabinieri e Guardia di finanza in borghese, il titolare della discoteca Le Fonti di Garessio era stato rinviato a giudizio per aver violato i limiti di capienza del locale e per aver servito alcool a minorenni. L’indagine aveva preso avvio da una richiesta di accertamento sull’agibilità del locale e sulle licenze del gestore. Militari in borghese avevano atteso fuori dal locale calcolando con un contatore il numero di ingressi all’interno della discoteca: “Abbiamo contato fino a 400 ingressi poi abbiamo smesso, perché era stato superato il limite di capienza di 300 persone”, riferì in aula uno dei Carabinieri che avevano svolto l’accertamento. Nel locale altri militari in borghese avevano invece controllato se veniva servito alcool a minorenni. “Al bancone c’erano molti ragazzi che sembravano minorenni ma abbiamo atteso due ore per andare a colpo sicuro e abbiamo identificato un 14enne che aveva appena preso una bevanda alcolica”, ha spiegato ancora uno dei militari. Una circostanza su cui aveva però fornito una spiegazione una delle bariste in servizio quella sera: “Ai minorenni veniva fatto un timbro sul dorso della mano mentre ai maggiorenni veniva dato un braccialetto. Anche i biglietti di ingresso avevano colori diversi. Se poi un maggiorenne prendeva dell’alcool da dare a un amico minorenne non possiamo saperlo”. Su questa circostanza si è basata la difesa del gestore del locale A. A.: l’avvocato Pietro Jemina ha sottolineato il fatto che il suo assistito aveva messo in atto tutte le misure necessarie per prevenire la distribuzione di alcool a minorenni, dai braccialetti e timbri ai biglietti di ingresso di diversi colori, ai cartelli appesi proprio dietro il bancone bar e alle istruzioni date a tutti i dipendenti: “Il mio assistito ha fatto tutto quello che era necessario per evitare questi episodi che non possono essere imputati a lui ma ad altri”. L’avvocato ha anche rigettato l’accusa di aver superato i limiti di capienza del locale, contestando l’acquisizione del calcolo fatto attraverso un contatore che non era stato omologato e adottato ufficialmente. L’accusa dal canto suo aveva invece chiesto la condanna per entrambi i reati a tre mesi e dieci giorni di arresto e 300 euro di ammenda. Il giudice ha però accolto la richiesta di assoluzione avanzata dalla difesa e relativa alla distribuzione di alcool, mentre ha condannato l’uomo al pagamento di 900 euro di ammenda per aver superato il limite di capienza del locale.