Il ddl regionale n. 132 del 3 marzo 2026, intitolato “Interventi urgenti in materia sanitaria”, ha appena chiuso il disavanzo relativo al quarto trimestre del 2025: si ripiana il buco con 11,8 milioni di euro dall’iscrizione di extragettito Irpef; oltre 96,6 milioni da rientri da amministrazioni pubbliche; circa 76,1 milioni da riduzioni di spesa su capitoli del bilancio regionale; altri 18,3 milioni da ulteriori tagli di spesa. Il provvedimento prevede complessivamente oneri per circa 203 milioni nel 2026 e oltre 71 milioni nel 2027.
Il buco maggiore arriva dall'Asl Città di Torino con 152.900.000 di euro seguita ancora una volta dalla Città della Salute di Torino, che nonostante migliori notevolmente rispetto all'anno precedente fa segnare un meno 130 milioni. In provincia la peggiore è l'Asl Cn2 di Verduno con 43.500.000 euro di valori negativi, seguita dall'Asl Cn1 con 37.670.000 e dall'Aso Santa Croce e Carle (che però vanta crediti nei confronti delle Asl del territorio) per 30.900.000 euro. In Piemonte l'Asl To3 segna 29.800.000, Asl To4 49.900.000, Asl To5 34.650.000, Asl Città di Torino 152.900.000, Asl Vercelli 39.800.000, Asl Biella 35.200.000, Asl Novara 52.500.000, Asl Verbano-Cusio-Ossola 57.950.000, Asl Asti 32.700.000, Asl Alessandria 53.750.000, San Luigi di Orbassano 12.300.000, Ospedale Maggiore della Carità di Novara 27.900.000, Ospedale Santi Antonio e Biagio-Cesare Arrigo di Alessandria 9.900.000 e il Mauriziano 27.500.000.