cronaca
Botte a un giovane nel giorno del matrimonio, uomo a processo
03 marzo 2026
Cuneo
Prosegue al tribunale di Cuneo il processo per lesioni e danneggiamento a carico di I. R., lo sposo che concluse il giorno delle nozze, a settembre 2021, a suon di botte e minacce ai danni di un giovane che, secondo le accuse contestate dal pubblico ministero del tribunale di Cuneo, avrebbe avuto la sola colpa di dare un colpo di clacson al gruppetto di sposi e fotografi che stavano scattando foto ricordo all’interno della galleria che ha come sfondo il famoso santuario. Al colpo di clacson suonato dal giovane A., la cui auto era seguita da altre due con a bordo gli amici, lo sposo reagì mandando in frantumi lo specchietto dell’auto con un pugno deciso. Il giovane proseguì fino alla rotonda e poi tornò indietro a chiedere spiegazioni di quel gesto; a quel punto l’attuale imputato avrebbe perso la testa, complice l’evidente stato di ebbrezza (constatato anche dai Carabinieri intervenuti poco dopo), sferrando un altro pugno al giovane che era ancora dentro l’abitacolo e che si protesse aprendo lo sportello e allontanando solo momentaneamente l’aggressore. Quello infatti lo avrebbe poi afferrato spingendolo a terra e prendendolo a calci e pugni, aggiungendo all’aggressione anche insulti di tipo razziale e minacce di morte come “ti ammazzo marocchino di m..., il mondo è piccolo, ti ritrovo”, prima di venire allontanato. Fu proprio il calcio in pieno volto a far saltare un dente al giovane A. che, dopo essersi recato al pronto soccorso per il trauma al torace con prognosi di cinque giorni, dovette anche recarsi dal dentista per la ricostruzione dell’incisivo rotto e scoprendo che l’intervento sarebbe stato molto più costoso delle poche migliaia di euro offerte dall’imputato in cambio della remissione di querela. In aula dopo le deposizioni degli amici che assistettero all’aggressione, all’ultima udienza ha deposto anche uno dei Carabinieri intervenuti nella galleria, il quale ha riferito dello stato di ebbrezza non solo dello sposo ma anche di molti degli altri invitati che erano nel frattempo accorsi all’interno della galleria. Da ultimo ha deposto anche il perito della parte civile costituita in giudizio il quale ha riferito in merito al danno subìto dal giovane alla bocca, spiegando che la sostituzione del dente non sarebbe stata definitiva, poiché l’incisivo avrebbe cambiato colore nel tempo obbligando il giovane alla sua sostituzione all’incirca ogni cinque anni; un costo che secondo la parte civile giustificava la richiesta di risarcimento di varie decine di migliaia di euro contestate dalla difesa dell’imputato. Ascoltati testimoni di accusa e parte civile, l’udienza è stata rinviata al 25 settembre per le deposizioni dei testimoni della difesa.