cultura

San Dalmazzo, il primo evangelizzatore nel nostro territorio

28 febbraio 2026

Cuneo

1-Immagine di San Dalmazzo realizzata nel 2004 Immagine di San Dalmazzo realizzata nel 2004, per il 1750° anniversario del martirio. San Dalmazzo fu un laico cristiano, ed è unanimemente riconosciuto come il primo evangelizzatore nel nostro territorio (e anche oltre), nella prima metà del 3° secolo. Documenti antichi su San Dalmazzo Questi sono i primi documenti che hanno narrato la sua vita (anche se con alcune divergenze nei contenuti): - Omelia In Dedicatione Ecclesiae, scritta per la dedicazione della prima chiesa di San Dalmazzo a Pedona, un testo tramandato attraverso una copia del 16° secolo, in passato attribuito al vescovo Valeriano di Cimiez (Nizza) della metà del 5° secolo e oggi più prudentemente attribuito a un autore attivo tra 5° e 6° secolo; - Passio Ambrosiana, del 10° secolo, ispirata ad un testo del 6° secolo, conservata nella Biblioteca Ambrosiana di Milano; - Additio Moccensis alla Passio Ambrosiana, del 9° secolo, conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna (Moccensis indica la provenienza del manoscritto dalla Vallis Moccensis, la Valle dell’Ubayette); - Omelia del Codice di Avignone, del 9° - 10° secolo, conservato negli Archives Départementales di Avignone (che ha fatto di San Dalmazzo un martire della Legione Tebea!); - Passio Pedonensis, già pubblicata da mons. Riberi nel 1929. Nei secoli 11° e 12° furono fatte confluire in una nuova redazione, legata all’abbazia di Pedona, la biografia del santo e i racconti delle guarigioni miracolose. Walter Cesana, in “San Dalmazzo: vita e miracoli del martire di Pedona”, ha pubblicato il testo originale di questa omelia con la traduzione a fronte. La vita di San Dalmazzo È probabile che Dalmazzo (Dalmatius Cornelius Adamanus) sia nato nella prima metà del 3° secolo, forse a Forum Germanorum (San Lorenzo di Caraglio), figlio di un militare di carriera o di un funzionario imperiale. Dopo aver ricevuto un’ottima formazione scolastica e cristiana, decise di distribuire ai poveri tutto ciò che possedeva e dedicarsi completamente all’evangelizzazione: un servizio non privo di rischi, perché l’ambiente sociale era ancora pagano e le autorità civili non vedevano di buon occhio i cristiani. Nel (forse) 252 Dalmazzo cominciò a predicare la Buona Novella di Gesù ad Auriate (Roccavione) e a Pedona, ottenendo un gran numero di conversioni al cristianesimo; durante un breve esilio da Roma di Papa Cornelio (papa da marzo 251 a giugno 253) Dalmazzo lo incontrò e ottenne l’invio di alcuni sacerdoti a Pedona. Lungo le grandi strade romane, l’attività evangelizzatrice di questo giovane laico toccò Bene Vagienna, Alba, Pavia, Milano, l’Emilia, la Liguria e la Provenza, fino a Marsiglia, compiendo anche dei miracoli. 5 dicembre 254: martirio di San Dalmazzo dei suoi compagni Approfittando dell’assenza di Dalmazzo, due sacerdoti di Apollo cominciarono a spargere delle maldicenze sul suo conto tra la popolazione di Pedona e di Auriate, mettendo a rischio la fede dei convertiti. Allora alcuni messaggeri, da Pedona andarono ad avvisare Dalmazzo, chiedendogli di fare subito ritorno. Nella strada di ritorno, Dalmazzo era accompagnato da 29 compagni e quando erano giunti lungo il torrente Vermenagna, tra Castrum Auriatensium (Roccavione) e Pedona, furono assaliti e massacrati a colpi di spada da una banda di pagani mandati dai sacerdoti di Apollo. Su questo luogo, oggi c’è una cappella che sopra l’ingresso ha un affresco con la scena del martirio (ma San Dalmazzo è vestito da soldato della Legione Tebea!). Sul luogo dell’eccidio, giunse anche Cornelia Salonina, forse già cristiana, che in quei giorni si trovava in zona; era la moglie dell’imperatore Gallieno, che risiedeva a Milano. Cornelia organizzò la sepoltura di Dalmazzo e dei suoi compagni nella necropoli di Pedona, e probabilmente fu anche edificata una “cella memoriae”, un piccolo edificio sulla tomba di San Dalmazzo, divenuta in breve tempo meta di particolare venerazione e con miracoli (“mirabilia”). Mons. Piero Delbosco per San Dalmazzo Nel 2017 la Congregazione del Culto Divino ha confermato San Dalmazzo martire patrono secondario della nostra Diocesi. Nella prefazione ad un’altra pubblicazione di Walter Cesana, mons. Vescovo Piero Delbosco ha scritto: “Come ogni albero ha vita se poggia su delle buone basi, così la nostra Chiesa Cuneese può trovare in San Dalmazzo il primo vero evangelizzatore di questa terra benedetta da Dio, un giovane laico impegnato pienamente nell’annuncio del Vangelo agli abitanti di questa nostra terra e non solo. Sono passati tanti secoli, i tempi sono cambiati, ma rimane l’appello della Chiesa odierna ad essere testimoni coraggiosi del Vangelo, proclamandolo con le parole e con la vita”. Oggi la Parrocchia, il Museo dell’Abbazia e la Confraternita contribuiscono efficacemente a mantenere vive la memoria e la devozione a San Dalmazzo. 2-Affresco (17° secolo) del martirio di San Dalmazzo e compagni Affresco (17° secolo) del martirio di San Dalmazzo e compagni, nella cappella superiore della chiesa parrocchiale di Borgo San Dalmazzo (09 – continua)
San Dalmazzo Mosaico laico cristiano

Leggi anche

Acqua Sant’Anna celebra 30 anni di attività

Per l'occasione è stata lanciata un'edizione speciale della bottiglia in Tetra Pak