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Mario Pirra e le sue locomotive, una straordinaria galleria di artigianato e modellismo d’epoca

28 febbraio 2026

Cuneo

Mario Pirra1 Mario Pirra a fianco della sua locomotiva a vapore in scala 1:2 Mario Pirra, pensionato ed ex-artigiano fossanese classe 1946, è un grande appassionato di treni e di modellismo. Nella sua abitazione, situata in via Centallo, ha allestito un vero e proprio “museo”: un’esposizione di modellini di locomotive americane, spagnole e austriache da lui costruite negli anni, affiancate a disegni tecnici e manuali d’epoca, fanali, un pianoforte ottocentesco da lui aggiustato e molto altro. Una vera e propria “galleria” di artigianato e modellismo d’epoca, che riflette pienamente la personalità e gli interessi di Mario Pirra. Come è nata la sua passione per i treni e per il modellismo? La mia passione è nata quando avevo due anni: infatti, sono nato ed ho avuto la fortuna di crescere vicino ad una ferrovia, che mi ha permesso fin da subito di vedere quotidianamente e quindi di appassionarmi di quei mezzi che ogni giorno percorrevano la strada di fianco a casa mia. Negli anni dell’infanzia ho cambiato per tre volte abitazione, ma ho sempre vissuto nei pressi di una ferrovia. Quindi, reputo che fosse normale appassionarsi ai treni, perché da bambino, vedere quelle macchine a vapore era una cosa che attraeva molto. Da più grande, ho iniziato a lavorare come artigiano e il mio lavoro mi ha quindi permesso di imparare a fare questi modelli, che costruivo nel tempo libero. Ho realizzato il mio primo modello nel ’68, quando mi sono sposato: quell’anno ho costruito il modello di una locomotiva francese per la ferrovia spagnola, che è poi andato a finire in Austria. Nel 1974 ho costruito la mia seconda locomotiva; da quel momento in poi ho realizzato numerosi modelli, ho aggiustato molteplici macchine e macchinari e, infine, ho deciso di costruire la locomotiva a vapore in scala 1:2. Come nasce l’idea di costruire questa locomotiva? L’idea, in realtà, è nata in quanto vi era il progetto di costruire un parco divertimenti vicino a Fossano, a Cussanio. Lì, un contadino aveva deciso di costruire sul suo terreno un parco tematico e mi aveva quindi coinvolto per la realizzazione di una locomotiva funzionante da inserire nello stesso. Il comune gli aveva già concesso il permesso, ma purtroppo questo signore è venuto a mancare prima che il progetto venisse concluso. Io avevo già iniziato i lavori ma non ho più trovato nessuno a cui interessasse continuare con la progettazione di questo parco e quindi la macchina è rimasta nel mio giardino. È un peccato perché questa locomotiva è un vero gioiello: era già anche stata collaudata presso il museo di Savigliano, dove avevo montato 200 metri di binario: lì, la locomotiva è andata avanti e indietro, permettendo quindi che mi collaudassero la caldaia. La mia locomotiva può viaggiare ad una pressione di otto atmosfere, potrebbe fare i 30-40 chilometri all’ora, purtroppo però al momento può solo andare avanti e indietro di 10 metri, perché è lo spazio di cui dispongo nel cortile, nel quale ho costruito un piccolo binario. È una macchina nata negli Stati Uniti d’America durante la guerra civile americana, tra gli anni 1850 e 1870, ed è famosa perché viene fatta vedere molto anche nei film western. Ha costruito anche altri modelli?  Nel corso degli anni ho costruito diversi modelli di locomotive che traevano spunto da originali statunitensi, francesi, spagnole, italiane e tedesche. Alcune di queste sono riuscito a venderle, soprattutto all’estero. Inoltre, ho aggiustato anche molte macchine d’epoca di valore. Una di queste è andata a finire in Inghilterra, un’altra a Montecarlo. Qualche anno fa, poi, ho riparato una giostra. Si è fatto aiutare da qualcuno nella realizzazione di questi modelli?  I modelli più “piccoli” li ho costruiti quasi del tutto autonomamente; mentre, per altri lavori, specialmente per quanto riguarda la realizzazione delle locomotive più grandi, ho dovuto appoggiarmi a ditte esterne: ad esempio, per la locomotiva a vapore in scala 1:2 ho fatto io tutti i disegni tecnici, però avevo bisogno di avere delle macchine di lavorazione grosse, tipo torni, che potessero tagliare i pezzi. Quindi, mi sono fatto aiutare. Negli anni mi ha molto aiutatoBenvenuto Ferrero, un importante fabbro e scultore cuneese che, tra le altre cose, ha costruito la statua in rame esposta nel cortile del municipio di Cuneo. Lui aveva delle attrezzature ancora vecchie ma in grado di fare carpenteria pesante. Altre volte mi sono fatto aiutare da una ditta di Sant’Albano che disponeva di una grossa officina a cui io davo i disegni e loro mi facevano i pezzi. Alcuni suoi restauri sono esposti in musei? Sì, sia al museo di Torino che al museo di Savigliano ci sono stati e ci sono pezzi da me lavorati. Un esempio di qualcosa di mio che si può trovare nei musei è un cannone napoleonico che ho costruito da zero, partendo da due ruote di mio suocero. Lui, infatti, aveva delle ruote dell’800 per carichi pesanti, che quindi erano molto robuste. Quando è morto volevano buttarle via, ma io le ho tenute e ho deciso di costruirci questo cannone. La canna l’ho costruita dalle colonne ad acqua della ferrovia dello stato, che avevano una forma simile a quella di un cannone: così ho tagliato il basamento, ho fatto il pomello, il fusto e tutto il resto. Mi sono documentato con libri di disegno tecnico dell’epoca e, una volta costruito e testato provando a sparare dei coriandoli, l’ho dato al castello di Fossano che l’ha tenuto per cinque anni. Attualmente il cannone è in comodato d’uso alla cittadella di Alessandria e si può vedere all’ingresso della stessa. Qual è l’opera che ha impiegato di più a costruire? Sicuramente la locomotiva a vapore in scala 1:2, per la quale ho impiegato sette anni e mi è costato quasi l’equivalente di un alloggio. Per la costruzione abbiamo lavorato con macchine grandi e precise e questo è costato molto. Misura 8 metri di lunghezza per 1.80 metri di altezza. Ovviamente, viste le dimensione, è un mezzo massiccio. Ad esempio, i fanali sono molto pesanti e curati nel minimo dettaglio: è tutto ribattuto a mano e questo mi ha dato molto lavoro. Quando l’ho collaudata nel 2001, era la prima locomotiva a vapore al mondo di nuova costruzione.  Infine, qual è un ricordo che vuole condividere? Un momento che ricordo con piacere è quando è stata inaugurata la locomotiva Gr.640 che viaggiava lungo la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza. Il 6 ottobre 1979, giorno dell’inaugurazione, hanno fatto guidare a me il viaggio inaugurale nel tratto di Limone Piemonte. locomotiva di Mario Pirra Un modellino di locomotiva austriaca Locomotiva Mario Pirra2 Un modellino di locomotiva spagnola
Fossano Treni Modellismo mario pirra

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