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Simone e il “Bellismo” in movimento

07 febbraio 2026

Cuneo

SIMONE AVATANEO (foto Giorgio Bernardi) Simone Avataneo e Stella, sabato 31 gennaio, hanno lasciato Andonno per fare il giro del mondo. Simone ha messo radici in Valle Gesso un paio di anni fa, dopo un po’ di nomadismo in varie città italiane, perché “è la valle più bella che c’è, il luogo dove si sente di poter costruire una vita autentica”. Simone, 28 anni, è cuneese, ingegnere delle telecomunicazioni, Stella è la sua bicicletta gialla, d’acciaio, senza ammortizzatori, essenziale e quindi facile da riparare in ogni angolo del pianeta. L’avventura che ha cominciato è la realizzazione di un ideale e una personale prova di resistenza e allo stesso tempo un manifesto politico e poetico contro il bullismo con risvolti scientifici per la collaborazione con la Fondazione Carolina. L’ingegnere che ha scelto la lentezza La scelta di Simone è stata radicale: ha disdettato il contratto di affitto della sua casa ad Andonno, l’ha svuotata delle sue cose e ha rassegnato le dimissioni dal posto di lavoro per inseguire l’autenticità che solo il viaggio lento sa regalare. “L’idea è nata per raggiungere il Sud-est asiatico nel modo più vero possibile”, racconta. Ma una volta tracciata la rotta su una carta geografica gigante appesa in camera, il sogno si è espanso fino a coprire l’intero globo: circa 40.000 chilometri da percorrere con la sua Stella. L’itinerario e le tappe sono pianificate con la meticolosità dell’ingegnere ma con una certa dose di razionale elasticità. “Attraverso la Liguria - spiega - scenderò in Toscana, a Lucca, per salutare alcuni amici poi andrò verso l’Emilia Romagna, risalirò le coste dell’Adriatico e poi Veneto, Friuli, Slovenia…. Da lì proseguirò verso l’Oriente, il Sud-est asiatico per poi puntare al deserto australiano, al Sud America e infine all’Africa”. Qualche tratta, come l’attraversamento del Mar Caspio, dove tutti i confini sono bloccati per i conflitti e crisi, Simone salirà in aereo mentre per altre tratte utilizzerà la barca a vela, farà parte di equipaggi: “Mi sono iscritto ad alcuni siti internet per prendere informazioni ma i dettagli li definirò durante il viaggio: mi sono dato due o tre anni di tempo per affrontarlo. Le uniche scadenze da rispettare sono quelle per evitare le condizioni meteorologiche troppo difficili e quindi ho studiato di arrivare sul Pamir tra maggio e giugno, fare la Mongolia a luglio, nel sud est asiatico nell’inverno, poi l’Australia in inverno. La missione di questo viaggio non è di fare cose estreme”. La filosofia del “Ciclismo Zen”  Sulla sua pagina Instagram @ciclismo_zen, Simone condivide la visione della bici che trascende lo sport. Il progetto nasce da anni di meditazione e studio del buddismo. “In Asia cercherò ospitalità nei monasteri, farò dei corsi, mi prenderò dei momenti di pausa. La bici è da sempre il mio mezzo meditativo e mi aiuta a trasformarmi. Non c’è uscita dove io non torni diverso da quella da quella precedente”. Attraverso i social, Simone ha dato vita alla “Community del bivacco”, promuovendo uno stile di vita essenziale, fatto di notti in tenda e risvegli nella natura selvaggia. ”Come la bici, la tenda è il mezzo autentico per vivere le varie zone che attraverserò”. Non è facile partire, staccarsi da lavoro, amici e famiglia e per automotivarsi in casa, racconta. Simone ha iniziato a scrivere e seminare per casa dei cartelli, tra i tanti la frase di Jim Morrison: ‘Non ho chiesto di nascere, non so quando morirò, almeno lasciatemi vivere come voglio’. C’è uno studio che dice che se ti scrivi una cosa, ti fissi una data, hai il 67% in più di probabilità che questa si realizzi”. E prosegue: “Ho due paure: la nostalgia di casa e il timore di non finire il viaggio. Ma accetto la paura e lascio che scorra via”. In ogni caso confessa sui social: “Potrei interrompere il giro del mondo per qualsiasi motivo ma comunque ripartirò e lo concluderò”. Dal Bullismo al “Bellismo” con Fondazione Carolina Il cuore sociale dell’impresa è la collaborazione con la Fondazione Carolina, l’ente dedicato a Carolina Picchio, prima vittima accertata di cyberbullismo in Italia. Simone ha trasformato il suo passato di ragazzo “preso di mira” in una missione: sensibilizzare i giovani sulle dipendenze digitali e sulla prevaricazione. Con psicologi ed educatori, durante il viaggio, terrà dirette streaming, trasformando ogni tappa in un’aula virtuale dove parlare di rispetto e rinascita. Ha cominciato a farlo incontrando i bambini della scuola dell’infanzia di Andonno “Sono i miei tifosi Number One”, dice il ciclista. I piccoli con le loro insegnanti hanno realizzato uno striscione “No al bullismo, sì al bellismo” che resterà appeso sulla scuola finché lui non tornerà. “È un messaggio di luce e amore”, dice Simone che ha lasciato in classe una grande cartina del mondo (2,20x1,50 metri) perché possano seguire le sue tappe e studiare la geografia. I bambini in cambio gli hanno affidato un quadernetto intitolato “Aprimi quando sei triste” e dedicato una canzone: “Simone pedala dal cuore di Andonno, un sogno gigante in un casco giallo, la scuola ti guarda dal cancello aperto gli occhi dei bimbi in un cielo stretto stretto ti abbiamo disegnato su mille cartelloni con scritto basta prese in giro, basta brutte parole, Vai Simone gamba forte testa in sù ogni colpo di pedale parla già per tutti noi porta in giro la bontà, contro il bullismo la tua bici vincerà”. Vai Simone! Non solo social, il progetto di un libro Nonostante la presenza costante su Instagram e Facebook, Simone sente il bisogno di qualcosa di più duraturo. Di questa esperienza scriverà un libro. “Sui social i contenuti svaniscono rapidamente nel dimenticatoio. I libri restano. Raggiungono forse meno persone, ma permettono un’assimilazione più profonda”. Per Simone, la carta stampata è lo strumento ideale per aiutare qualcuno davvero: richiede tempo, silenzio e riflessione, favorendo quel distacco dalla tecnologia che è parte integrante della sua filosofia di vita. Un libro a cui si può “pensare su la notte”, capace di trasformare un’avventura individuale in un’ispirazione collettiva.
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