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Una scuola di montagna a San Bartolomeo di Chiusa Pesio

10 gennaio 2026

Cuneo

Maddalena Pecollo Maddalena Pecollo è una maestra, attualmente è la referente di plesso della scuola primaria in frazione San Bartolomeo, parte dell’Istituto comprensivo Chiusa di Pesio - Peveragno. È una scuola di valle particolare dove il legame con il territorio della valle Pesio, i suoi abitanti e le istituzioni è molto stretto. Un avamposto per scongiurare spopolamento e perdita delle tradizioni locali. Quali sono le caratteristiche di una scuola di valle come quella di San Bartolomeo? Prima di tutto un ambiente con una sua unicità. È una scuola di paese, inserita in un contesto naturale e comunitario forte, dove il senso di appartenenza è molto sentito. La nostra realtà è caratterizzata dalle pluriclassi, che spesso dall’esterno vengono viste come una difficoltà, ma che nella mia esperienza di insegnante, rappresentano invece una grande risorsa. I bambini imparano osservandosi, ascoltando anche ciò che viene spiegato ai compagni più grandi e collaborando in gruppi misti, quasi come essere in una grande famiglia. Una ricchezza questa che unisce anche dopo la fine della scuola. Com’è cambiato negli anni l’approccio da parte delle famiglie? Ho visto molti genitori sciogliere i loro dubbi dopo aver conosciuto la scuola: quando vedono l’ambiente, le insegnanti e soprattutto i loro figli sereni e già ambientati, capiscono il valore di questa esperienza. Anche molti docenti, soprattutto giovani, che hanno scelto di lavorare o fare tirocinio nella nostra scuola, ne hanno poi parlato come di un’esperienza molto positiva, dal punto di vista umano e professionale. Da sempre siete stati sempre pronti ad accogliere le novità? La scuola ha saputo stare al passo con i tempi: sicurezza, digitalizzazione, utilizzo di nuove tecnologie e sperimentazione di metodologie didattiche innovative sono una realtà concreta, anche grazie ai fondi e ai progetti attivati. Fondamentale è il lavoro di squadra tra docenti e la collaborazione con il territorio. Un lavoro molto dinamico, alle volte anche stancante, ma sicuramente che porta degli ottimi frutti.  Cosa porta con sé del 2025 e cosa si augura per la sua scuola per il 2026? Dal 2025 mi porto a casa molte soddisfazioni in ambito educativo: progetti importanti, come quelli realizzati con l’amministrazione comunale, e un forte legame con la comunità. La scuola di Valle non è una scuola “periferica”, ma una scuola del territorio e, in molti aspetti, anche una scuola del futuro: flessibile, inclusiva e profondamente connessa alla propria identità. Vanno ringraziate davvero tante persone che negli anni hanno saputo amare questo plesso. Guardando al 2026, mi auguro di continuare questo percorso di crescita, confronto e collaborazione, sempre mettendo al centro il benessere dei bambini e della comunità.
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