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Maria Grazia e La Casa di Freddy

10 gennaio 2026

Cuneo

Maria Grazie Morre
Maria Grazia Morre, con il suo inconfondibile sorriso, mi accoglie nel Canile: scritto volutamente con la “C” maiuscola per rendere omaggio a questa struttura lodevolmente curata. “La casa di Freddy” è una piccola oasi di pace che si trova in via Morra San Giovanni a Busca. Chi è Maria Grazia Morre? Sono nata nel 1962 e sono cresciuta nelle campagne di Caraglio, in una famiglia che con semplicità mi ha trasmesso l’amore per gli animali e le tradizioni. È stata un’infanzia spensierata. In seguito ho studiato giurisprudenza e, per un periodo, ho praticato come avvocato, poi ho insegnato alle superiori per venticinque anni. Amo dire che, dopo aver fatto l’avvocato e l’insegnante, ora faccio la “cagnara”! Come nasce “La casa di Freddy”? A gennaio del 2020 faccio la richiesta a scuola per avere un anno sabatico: in teoria avrei dovuto intraprendere un viaggio ma il destino vuole che, con l’emergenza Covid, tutto il mondo si fermi. Conoscevo in quel periodo un’educatrice cinofila che cercava una struttura per ospitare cani. Il mio desiderio era quello di aiutare i cani che nessuno voleva, magari anziani e malati, ma non solo: ambivo a sensibilizzare sul tema del trattamento animale i ragazzi delle scuole e la popolazione in generale. Per cui mi sono detta che era il momento di acquistare un posto adatto a realizzare i nostri sogni: sarei stata un buon supporto per lei. Individuo questa struttura in via Morra San Giovanni a Busca, fatiscente, malandata, con i tetti in eternit: è stato un investimento importante sia in termini di tempo che di denaro. Ottenuti tutti i permessi per iniziare, lei decise di non rimanere. È stato un colpo di testa, un atto istintivo, come la maggior parte delle cose belle che ho fatto nella mia vita. Io dico sempre: “Gli altri durante il Covid hanno preso un cane, io ho preso il canile!”. Perché ha chiamato il rifugio “La casa di Freddy”? Avevo fatto arrivare dal sud quattro cagnolini della stessa cucciolata; faticando molto, ero riuscita a trovare tre ottime famiglie. Il quarto, Freddy, era ancora con me nel momento in cui stavo per aprire il canile, pertanto avevamo deciso che sarebbe stata casa sua ma il caso volle che anche lui si sistemasse e, di per sé, la casa di Freddy non è mai stata abitata da Freddy. È ancora tornata ad insegnare? Dopo l’anno sabatico è seguito un anno di aspettativa ed infine la decisione di lasciare definitivamente il mondo della scuola e accudire il rifugio. Una frase che ho sempre amato e sento mi appartenga è: “Non siamo nati solo per noi”. Ho pensato che, a questo punto della mia vita, potevo dedicare un po’ di tempo agli altri. Avendo un ex marito generoso e attento, non avendo figli, considerata la mia età e trovandomi un po’ per caso coinvolta nell’avventura di questo rifugio, ho deciso di continuare. Quali suggerimenti pratici darebbe a chi vuole adottare un cane? Molte persone hanno poca consapevolezza, pertanto adottano con leggerezza per poi fare rinuncia di proprietà nel momento in cui si stancano dell’animale. Noi suggeriamo sempre di farsi consigliare prima di adottare un cane, facendo attenzione alle caratteristiche etologiche. Il cucciolo, crescendo, svilupperà i tratti che contraddistinguono la sua razza. Inoltre, in un’adozione responsabile si deve tener conto di avere la possibilità di mantenerlo e curarlo. Quali sono le peculiarità di questo canile? A differenza dei canili comunali o privati non abbiamo sovvenzioni di alcun genere se non le donazioni, che ovviamente accettiamo perché utilissime per il mantenimento e le cure dei nostri “ospiti”. I cani che accogliamo sono tolti da situazioni disagiate e il nostro intervento, in genere, aiuta ovviamente il cane ma non dimentica la persona. Una particolarità della “Casa di Freddy”, a cui io tengo molto ed è stato anche scritto nel nostro statuto, è che noi vogliamo aiutare gli animali, diffondere il messaggio del rispetto verso tutte le creature e l’ambiente, ma anche e soprattutto supportare le persone. Tante volte dietro a dei cani sofferenti ci sono famiglie con forti disagi: anziani, malati, a volte giovani che si trovano improvvisamente in difficoltà economiche. Spesso le rinunce di proprietà sono legate a situazioni drammatiche. Sono stati tanti i momenti di aiuto prestati in questi anni? Direi di sì. Ci è successo di dare un aiuto economico per prestare cure a dei cani oppure ospitarli presso il nostro rifugio nell’attesa che la persona risolvesse i suoi problemi. Poco tempo fa un’assistente sociale ci ha contattati perché un cane aveva necessità urgente di un’amputazione alla zampa e la famiglia era in gravi difficoltà: dopo esserci confrontati, abbiamo versato la somma alla clinica di riferimento che ha potuto procedere. Ad una mamma avevano tolto il bambino con problemi di disabilità, in quanto i cani presenti in casa risultavano pericolosi: noi ci siamo presi cura degli animali, trovando per loro buone adozioni. Ma la cosa bella è che il bimbo è tornato a vivere con la sua mamma grazie anche all’interesse di un avvocato della nostra associazione. “La casa di Freddy” è un mondo di volontariato? La Casa di Freddy è diventata anche nel suo interno una realtà coesa, dove le persone vengono sempre accolte nella loro unicità: spesso negli anni ha frequentato questa struttura chi aveva in quel momento necessità di sentirsi accolto ed ascoltato. Non solo: rendersi utile aiuta a superare le difficoltà personali e a trovare una propria identità. All’interno del canile abbiamo ricavato una camera dove condividere una tazza di caffè in un ambiente caldo: con l’aiuto dei volontari è stata arredata e ci è stata regalata una stufa da un signore che sapeva di dover a breve lasciare questo mondo; era suo desiderio rimanere in qualche modo fra noi. Con i volontari il rapporto è ottimo, sono sempre collaborativi, presenti e attenti. Ho incontrato tante belle persone. Si sono creati dei bei legami: condividiamo le nostre fragilità, le nostre gioie, i nostri momenti “no”, proprio come in famiglia. Quali sono le difficoltà maggiori? È difficile quando ti trovi di fronte a situazioni di cani maltrattati, a famiglie con disagi importanti. Inoltre questo dovrebbe essere solo un passaggio veloce, ma purtroppo ci troviamo a dover gestire dei cani che nessuno vuole, anziani, di grossa taglia, che hanno bisogno di tempo, cure e dedizione. Sono passati cinque anni. Un suo desiderio attuale? Dopo tanti anni sarebbe mio desiderio trovare qualcuno con cui condividere tutta la mole di lavoro, un co-gestore con la mia stessa filosofia per poter proseguire questa grande avventura insieme. Potesse tornare indietro, rifarebbe tutto daccapo? Sì, assolutamente sì! Spesso penso che non ha senso il mio operare, poi però quando vedo che siamo stati utili a qualcuno mi dico che forse un senso c’è. Non so se posso definirlo un atto egoistico; quello che so è che rendermi utile mi regala serenità. la casa di Freddy
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