cronaca
Sette anni di reclusione per aver accoltellato la moglie a Morozzo
07 gennaio 2026
Cuneo
Si è concluso con una condanna a sette anni di reclusione il processo celebrato con rito abbreviato a carico del 45enne elettricista che il 29 settembre del 2024 accoltellò ripetutamente la moglie nel garage della loro casa a Morozzo.
Nonostante le ferite al torace, alla schiena, le braccia e le mani, lesioni che il medico legale aveva giudicato come potenzialmente mortali, la donna riuscì a fuggire e a chiedere aiuto.
L’uomo fu arrestato e portato al carcere del Cerialdo dove da allora si trovava in custodia cautelare su disposizione del gip di Cuneo: a suo carico l’accusa formulata dal pubblico ministero Alessia Rosati, di tentato omicidio e maltrattamenti ai danni della moglie che aveva dichiarato l’intenzione di separarsi. Dopo una iniziale scelta di restare in silenzio, a marzo scorso l’uomo aveva deciso di rispondere alle domande del pubblico ministeto e di risarcire integralmente la vittima, “ha colto la gravità dei fatti e ha deciso di rispondere con dignità, senza sottrarsi” aveva commentato il suo legale Pier Mario Morra. A risarcimento avvenuto, la vittima ha scelto di rimettere la querela e l’uomo a settembre ha chiesto di accedere al rito abbreviato al termine del quale il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 10 anni di reclusione, chiedendo il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione. Pur riconoscendo la sussistenza di entrambi i reati contestati, il Gup Daniela Rita Tornesi non ha riconosciuto aggravante della premeditazione e ha condannato l’imputato alla pena di sette anni di reclusione con la concessione delle attenuanti generiche e del risarcimento, mentre si è riservata sulla concessione degli arresti domiciliari.