cuneo

Parcheggi zona ospedale, piazza dell’Inps e multipiano: scoppia il caso

23 dicembre 2025

Cuneo

Il Comune si trova per le mani una bella patata bollente, che avrà con molta probabilità come primo effetto collaterale, a questo punto difficilmente evitabile, l’aumento delle tariffe dei parcheggi blu nell’area dell’ospedale, val a dire il quadrilatero tra corso Monviso, corso Giolitti, via XX Settembre e corso Galileo Ferraris. Seconda possibile conseguenza piazzale Vittorio Veneto, di fronte all’Inps, interamente a pagamento. Tutto nasce da una vicenda che va avanti da vent’anni, complicandosi sempre di più, fino ad arrivare ad un punto che sembra ora essere quello del non ritorno. Il nocciolo della questione sta nel fatto che il parcheggio multipiano è stato costruito su un terreno dato in concessione dal Comune, che però a sua volta non l’aveva ancora avuto da RFI, che avrebbe regolarizzato solo anni dopo. Morale: nel frattempo il concessionario ha accumulato pesanti mancati ricavi che ora il Comune deve in qualche modo riappianare. All’origine della vicenda un accordo preliminare sottoscritto dal Comune con RFI nel 2004, che prevedeva il trasferimento del diritto di superficie trentennale su alcune aree ferroviarie, destinate a Movicentro e parcheggi. Al termine della concessione, le aree sarebbero dovute rientrare nella disponibilità di RFI, mentre l’attuazione degli interventi restava a carico dell’Amministrazione. La consegna delle aree avviene nel 2005 e il Comune attiva immediatamente la gara per un project financing per la costruzione di un parcheggio multipiano. La ditta Franco Barberis spa di Alba se ne aggiudica costruzione e gestione. I lavori iniziano nel 2010 e terminano nel 2011, ma nel frattempo RFI non ha mai formalizzato il passaggio del diritto di superficie al Comune. Nonostante i solleciti l’iter subisce dei ritardi e viene formalizzato solo nel 2013 - per altro con un atto notarile che ora lo studio legale che segue la vicenda per il Comune definisce “anomalo” - quando ormai il parcheggio è costruito e funzionante da quasi due anni. Così, la concessione firmata nel 2009 viene ridefinita a partire dal 2011, con durata di 30 anni, fino al 2041, per il parcheggio multipiano (550 posti), e 20 anni per i parcheggi in superficie (908), fino al 2031. Intanto la Barberis sigla un accordo con Apcoa, specializzata nella gestione dei parcheggi, e crea la Sipac (Sistema Parcheggi Cuneo), partecipata al 95% da Barberis e 5% da Apcoa. La convenzione prevede anche un canone annuo fisso di 80.000 € fino al raggiungimento di 900.000 € di incassi. Superata questa soglia, al Comune spetta una quota pari al 42% per gli incassi superiori ai 600.000 €. Quindi, con un incasso annuo di 1,1 milioni, la quota spettante al Comune è pari a 210.000 € (19% dell’incasso complessivo). La convenzione prevede inoltre che le tariffe della sosta siano indicizzate agli aumenti Istat e che venga concesso dal Comune il diritto di superficie su 117 posti auto nel multipiano, che, con la vendita a privati, dovrebbero garantire ricavi pari a 1.132.000 € già nel primo anno di apertura. Qui il primo grande intoppo: non essendo nella disponibilità del Comune ma ancora sempre (fino al 2013) di RFI, il diritto di superficie per quei 117 parcheggi che avrebbero fruttato più di un milione nel primo anno non viene concesso a Sipac, che deve così accendere mutui ben più alti del previsto per coprire le spese di gestione nella fase iniziale. A questo si aggiungono altri fattori di mercato e l’aumento delle tariffe che non è mai stato realmente applicato. Di qui la richiesta, già fin dal 2013, dal parte del concessionario di una revisione del piano economico finanziario, peraltro ora prevista anche dal Codice dei Contratti. Dalle analisi dei professionisti incaricati, infatti, dal 2011 ad oggi il disequilibrio ammonterebbe a 2,2 milioni di euro. Dopo numerosi incontri in questi mesi, ad inizio novembre Sipac ha fatto pervenire al Comune una proposta di accordo di riequilibrio economico finanziario, decisamente difficile da digerire per l’Amministrazione, che paga una errata gestione di mandati precedenti. Sipac chiede, per rientrare di quel disequilibrio di 2,2 milioni di euro, un incremento del numero dei parcheggi in superficie gestiti che passerebbero dai 1.000 attuali (già superiori ai 908 previsti inizialmente della convenzione) a 1.179. A farne le spese piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, di fronte all’Inps, con i suoi 179 posti che diventerebbero tutti blu. La proroga della concessione di parcheggi in superficie, inoltre, non scadrebbe più nel 2031 ma nel 2047. Infine, un aggio per il multipiano risibile: 20.000 € l’anno fino al milione, contro gli 80.000 attuali, e per gli incassi superiori il 35% anziché l’attuale 42%. Gli scenari All’Amministrazione la scelta. Può decidere di accettare la proposta di riequilibrio che, per quanto sembri molto dura per gli effetti sulla città, sia i legali incaricati dal Comune che lo stesso segretario comunale hanno spiegato essere la migliore delle ipotesi finora percorse, senza un immediato esborso da parte del Comune e in grado di chiudere la partita senza finire in giudizio. Se il Comune decidesse invece di non accettare quasi certamente l’unica strada sarebbe il contenzioso. Se Sipac chiedesse la risoluzione del contratto avrebbe diritto al valore delle opere già realizzate maggiorate degli oneri accessori e le penali eventualmente dovute in indennizzo. Qualora fosse il Comune a chiederla, il concessionario avrebbe diritto al pagamento del valore residuo dell’opera non ammortizzato, pari a circa 2,4 milioni di euro. Pagherebbe quindi dunque 2,4 milioni di euro subito, senza contare eventuali ulteriori oneri accessori e penali, per un’opera che rimane comunque su un terreno di RFI, che e a lei tornerebbe allo scadere della concessione. “Comunque vada da questa situazione non usciremo vincitori, ma in entrambi i casi sconfitti – ha detto l’assessore alla Mobilità Luca Pellegrino spiegando la situazione alla commissione consiliare, chiamata a prendere una decisione che poi ratificherà la Giunta -. Dobbiamo limitare i danni e capire cosa viene a costarci meno. In ogni caso temo non salveremo le tariffe perché possono aumentarle da concessione, indipendentemente da cosa diciamo noi. Anche già domattina e noi non potremo farci nulla. A peggiorare la situazione il fatto che stiamo parlando di un servizio cruciale che anche in caso di contenzioso dovremo garantire alla città”. Decisione che il Comune dovrebbe prendere entro il 31 dicembre, ma né i consiglieri presenti ieri sera né lo stesso assessore si sono sentiti di forzare la mano verso una scelta troppo delicata. “Abbiamo ricevuto la proposta a inizio novembre e ho spiegato subito che, dovendo condivide col Consiglio, non avrei potuto rispettare questi tempi. La società scrive che auspica che entro 31 dicembre il Comune possa approvare l’accordo, se no si riterrà libera di attivare anche un’azione giudiziaria. Inoltre ci comunicano dal 31 dicembre comunque aumenteranno le tariffe. Possono farlo. Però, loro ci chiedono dal 2031 al 2047 204 mesi di proroga: noi gli chiederemo un mese per decidere se accettare o o il piano di riequilibrio e dovranno accettare. Noi la buona volontà ce l’abbiamo messa” ha aggiunto Pellegrino. LA CRONISTORIA DELLA VICENDA
  • 2001: Regione Piemonte e RFI firmano un protocollo d’intesa per il potenziamento dei nodi di interscambio passeggeri e la riqualificazione delle stazioni. Cuneo rientra nel progetto con il futuro Movicentro.
  • 2004: il Comune di Cuneo aderisce formalmente all’iniziativa e sottoscrive con RFI un accordo preliminare. È previsto il trasferimento al Comune del diritto di superficie trentennale su diverse aree ferroviarie destinate alla realizzazione del Movicentro e dei parcheggi annessi. Al termine della concessione, le aree devono rientrare nella piena disponibilità di RFI, mentre l’attuazione degli interventi resta a carico dell’Amministrazione comunale.
  • 2005: RFI consegna al Comune le aree e i fabbricati dello scalo merci, consentendo l’avvio operativo del progetto.
  • 2006: il Comune bandisce una gara di project financing per la realizzazione e la gestione dei parcheggi a servizio del Movicentro.
  • 2006–2009: si svolgono le fasi di gara e progettazione; l’appalto viene aggiudicato alla società Franco Barberis S.p.A.
  • 2009: stipula della convenzione tra Comune e impresa Franco Barberis spa per la costruzione e gestione del parcheggio.
  • 2010: consegna delle aree all’impresa e avvio immediato dei lavori.
  • 2010: nonostante il Comune abbia versato il corrispettivo previsto, la formalizzazione degli atti subisce ritardi. RFI giustifica lo stallo con una riorganizzazione societaria: a ottobre le aree risultano ancora formalmente proprietà di RFI.
  • 2011: conclusione dei lavori di realizzazione dei parcheggi.
  • 2012: il Comune sollecita RFI a procedere con la stipula dell’atto pubblico.
  • 2013: con atto notarile vengono recepiti gli accordi del 2004 e RFI trasferisce il diritto di superficie al Comune. Dallo stesso anno Sipac (società concessionaria costituita da Barberis+Apcoa) chiede la revisione della convenzione lamentando mancati introiti.
  • 2015: Sipac chiede di sottoscrivere l’atto di trasferimento del diritto di superficie dei 117 parcheggi.
  • 2021: richiesto accordo bonario per a risoluzione delle controversie, si attiva una commissione ma senza arrivare ad un accordo.
  CONTENUTI DELLA PROPOSTA DI ACCORDO DI RIEQUILIBRIO DEL PFE
  • Gestione parcheggio in struttura (silos). Confermata la gestione di 577 posti auto fino al 31 luglio 2041, in linea con quanto previsto dalla concessione originaria.
  • Incremento dei parcheggi in superficie. I posti auto in superficie aumentano dagli attuali circa 1.000 (già superiori ai 908 previsti inizialmente dalla convenzione) a 1.179 complessivi, a seguito della richiesta di includere l’area di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, (179 nuovi stalli).
  • Proroga della gestione dei parcheggi in superficie. La concessione per la sosta in superficie viene prorogata di 16 anni, passando dal 31 luglio 2031 al 31 luglio 2047.
  • Canone annuo a favore del Comune. Fino al raggiungimento di un valore soglia di 1 milione di euro di incassi annui, la società concessionaria corrisponde al Comune un canone fisso di 20.000 € l’anno, in riduzione rispetto agli 80.000 € previsti originariamente fino alla soglia di 900.000.
  • Ripartizione degli incassi oltre la soglia. Per incassi superiori a 1 milione di euro annui, la quota spettante al Comune è fissata al 35% dell’eccedenza. Esempio: con un incasso di 1.100.000 €, l’introito comunale sarebbe pari a 55.000 € (contro i 210.000 atuali).
  • Tariffe di sosta. Previste nuove tariffe, aggiornate in base agli indici ISTAT.
Parcheggi piazza inps

Leggi anche

Acqua Sant’Anna celebra 30 anni di attività

Per l'occasione è stata lanciata un'edizione speciale della bottiglia in Tetra Pak