cronaca
Bagnolo, l’incidente mortale che costò la vita a una 25enne
15 dicembre 2025
Cuneo
Sta per concludersi al tribunale di Cuneo il processo per la morte della 25enne Samanta Pascuzzi, deceduta a causa dei traumi riportati nell’urto della Golf su cui viaggiava e che era condotta dal fidanzato, contro un pilone della provinciale 246 fuori da Bagnolo, dopo l’urto con una Citroen che svoltò a sinistra proprio mentre la Golf stava eseguendo il sorpasso. Il fidanzato della ragazza aveva da subito definito la propria posizione processuale con un patteggiamento; ora a processo si trova G. P., che la mattina del 18 luglio 2021 era al volante della Citroen. La Golf era alla testa di un gruppo di quattro auto con gli amici che la coppia era andata a prendere a Bagnolo, diretti a Montoso per trascorrere una giornata di festa a casa del fidanzato della vittima. Anche la Citroen era seguita dall’auto di alcuni amici, ma all’altezza di Villar, sul rettilineo che segue una curva pericolosa, G. P. si accorse di aver sbagliato strada e di dover tornare indietro. Secondo gli amici che lo seguivano, mise la freccia e alla velocità di 25 chilometri orari svoltò sulla sinistra all’altezza di uno slargo in corrispondenza di un capannone industriale. Di diverso avviso gli amici che si trovavano sulle auto che seguivano la Golf, che non videro nessuna freccia di segnalazione. In aula nel corso dell’ultima udienza si è svolto il confronto fra i consulenti di accusa e difesa. Per il consulente dell’accusa nel punto in cui avvenne l’urto c’era una linea continua a terra e per questo la Citroen avrebbe dovuto effettuare la svolta poco più avanti in corrispondenza della linea tratteggiata davanti all’entrata del capannone; svoltando qualche metro più avanti non ci sarebbe stato l’impatto con la Golf che era uscita in accelerazione dalla curva e nel punto d’urto viaggiava a 114 chilometri orari. Per il consulente della difesa però quella linea lunga 13 metri posta fra due linee tratteggiate, per il Codice della Strada non può essere considerata una linea continua perché dovrebbe misurare non meno di 30 metri: “Non era tratteggiata, ma per il Codice della Strada non era neanche continua - ha spiegato l’ingegner Petrillo -, era di una misura ambigua, ora è stata rifatta e misura più di 30 metri”. Alla domanda se l’urto fra le due auto si sarebbe verificato se la Citroen avesse girato proprio sulla linea tratteggiata, il consulente della difesa ha detto che forse la Golf sarebbe passata, ma probabilmente la Citroen avrebbe urtato contro la prima delle auto che seguivano e che aveva già iniziato la manovra di sorpasso. Si è anche discusso della possibilità per la Citroen di accostare a destra su uno slargo di circa due metri per poi effettuare il cambio di direzione in maggiore sicurezza, ma il consulente della difesa, sottolineando l’incongruenza della segnaletica orizzontale dell’epoca, ha riferito che sulla destra la linea era continua e le auto non potevano attraversala. Quel terreno era di proprietà della ditta e serviva ai camion per manovre di carico e scarico; anche loro però, a rigor di logica, non avrebbero potuto accostare a destra oltrepassando la linea continua. Conclusa l’istruttoria il processo verrà discusso il 7 aprile (immagine di repertorio).