cronaca
Spia e spaventa la vicina, un uomo a processo per stalking
13 dicembre 2025
Cuneo
Per alcuni anni, da quando lei si era trasferita in quell’alloggio vicino all’ospedale dove lavorava come infermiera, i rapporti col vicino che abitava sul suo stesso pianerottolo furono normali; poi però verso la fine del 2021 lui iniziò ad assumere atteggiamenti e a fare cose che le provocarono un tale stato d’ansia e paura da indurla a trasferirsi nuovamente. Lui è G. C., professore che aveva morso sul braccio un proprio alunno e che dall’accusa di lesioni aggravate fu assolto perché il suo gesto fu considerato come legittima difesa, ora imputato dell’accusa di stalking alla sua vicina di casa. Una sera tornando dal lavoro, la giovane trovò un biglietto infilato sotto la porta di casa: “Frasi sconnesse, riferimenti a malattie. Non ne capivo la ragione e soprattutto da chi potesse venire dato che sul campanello non avevo messo il mio nome”, ha raccontato la donna costituita parte civile al processo. Un mistero svelato quella sera stessa quando le arrivò su Messanger, dal profilo riconducibile al suo vicino, un messaggio con nuove accuse di aver parlato male di lui con le colleghe: “Non ne capivo la ragione, non era neanche stato mio paziente in ospedale”. Da quel giorno però si infittirono gli episodi inquietanti che gettarono la giovane in uno stato di profonda apprensione. L’uomo infatti aveva iniziato a uscire sul pianerottolo subito dopo che lei rincasava e a urlare frasi sconnesse. Aveva anche continuato ad accusarla sul sito dell’ospedale tanto che poi l’ente bloccò il suo account. Un giorno uscendo di casa trovò sullo zerbino una scatola contenente della spazzatura, un’altra volta lo vide dallo spioncino mentre era chinato a fare qualcosa davanti alla porta di casa sua (“Quando uscii vidi che sotto lo zerbino c’erano tre pacchetti di cracker”). L’uomo aveva anche iniziato a spiarla mentre lei era in casa: “Lo vedevo dallo spioncino che teneva l’orecchio appoggiato alla porta per ascoltare”. Per paura di trovarsi faccia a faccia con l’uomo, la donna iniziò a fare videochiamate con i genitori o il fidanzato ogni volta che usciva o rientrava a casa. In una di queste occasioni, in videochiamata con la madre, lo sorprese proprio davanti casa mentre usciva: “Lei girò la videocamera e lo vidi che fece quattro salti indietro verso il suo appartamento; mia figlia gli chiese cosa volesse e lui iniziò a farfugliare cose senza senso, sul fatto che mia figlia aveva cambiato fidanzato e che lui l’aveva aiutata a fare il trasloco, cosa peraltro non vera. Lei chiamò i Carabinieri e lui scappò in casa”. Fu l’ultimo episodio di contatto fra i due perché la donna sporse denuncia e tornò a vivere con i suoi genitori per alcuni mesi, fino a quando, aiutata anche da un percorso terapeutico, non si sentì in grado di tornare a vivere da sola. In aula il padre e la madre hanno testimoniato lo stato di profonda apprensione vissuto dalla figlia in quei mesi, con conseguenze ancora per lungo tempo. L’istruttoria verrà conclusa il 27 marzo.