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Anche a Cuneo “Noi con Goel”, l’agricoltura che contrasta la ‘ndrangheta
13 dicembre 2025
Cuneo
L’iniziativa “Assieme per la costruzione del bene comune” 2025, con la prima edizione del Premio Cdv&m per il bene comune - Civic Brand” il 20 e il 21 novembre scorso a Cuneo, ha creato “ponti” tra realtà che vogliono guardare a nuovi modelli di sviluppo e di presenza sociale. Tra le iniziative, viene lanciato un collegamento per collaborare anche a distanza con la realtà che ha vinto quest’anno, ovvero il gruppo cooperativo Goel. Attivo da 22 anni in Calabria, conta oggi 46 realtà in tre province e si occupa soprattutto di agricoltura biologica, in un’ottica di etica efficace e di contrasto forte alla criminalità organizzata, per innescare percorsi di cambiamento e di riscatto in Calabria. A Cuneo Goel ha portato la sua testimonianza con Vincenzo Linarello (nella foto, con il microfono in mano); più in basso, una sintesi di quanto ha detto in municipio a Cuneo.
Attraverso il progetto “Noi con Goel” è possibile acquistare direttamente agrumi biologici e altri prodotti, commercializzati dalla cooperativa per conto degli agricoltori che non si piegano alle logiche mafiose. Il riferimento cuneese è quello del Cdv&m (Club dirigenti vendita e marketing della provincia di Cuneo), che ha organizzato gli incontri e il premio per il bene comune: scrivendo a club@cdvmcn.it oppure via whatsapp al numero 375-6179634 è possibile avere informazioni e partecipare all’ordine collettivo (minimo 56 cassette per ogni spedizione, le cui spese sono comprese). A partire da 20 euro, si possono scegliere cassette da 9 chili di singoli prodotti (arancia, clementina, bergamotto, kiwi giallo o verde, limone, mandarino, tutti biologici) oppure con soluzioni miste, o ancora altri prodotti (crema di peperoncino, vellutata, succhi e marmellate). E così, anche per le feste di fine anno, certi sapori potranno essere ancora più buoni.
La testimonianza a nome di Goel, il 21 novembre scorso a Cuneo
“Noi viviamo in una terra di guerra, perché la mafia è una guerra intestina continua. La ‘ndrangheta oggi è un mostro economico da 60-70 miliardi l’anno, con un’infiltrazione pesante, anche al Nord: prima sul piano economico, con quel mare di soldi, poi politico-amministrativo, fino al controllo fisico del territorio. L’obiettivo di Goel è anche politico-culturale, e siamo partiti da un’idea: un popolo disilluso, quello per cui ‘non cambierà mai niente’, non lo puoi più muovere con le parole ma ci vogliono i fatti. Non potevamo limitarci alla delegittimazione morale, a dire che la mafia fa schifo: dovevamo agire e creare opportunità concrete. Tanto che oggi siamo in 500 persone che lavorano in modo continuativo. Anche agli agricoltori che si sono ribellati alla ‘ndrangheta dovevamo dare una risposta in termini di etica efficace: estrarre un pensiero e una visione da concretizzare in azione, per attuare una vera teoria del cambiamento a partire dalla Locride (‘che cosa potrà mai venire di buono dalla Locride...’). Abbiamo dovuto unire il lavorare e il pensare, il riflettere e il fare, per dare un senso forte a tutto questo”.
La risposta è nata dopo uno dei tanti attentati subiti, il più grave, ottobre 2015. “Ci siamo ritrovati che non bastava più andare in tv con le facce corrucciate, perché eravamo amplificatori della depressione sociale, che è strumento potentissimo di controllo sociale. E allora ci siamo inventati la ‘festa della ripartenza’. Grazie alle donazioni abbiamo ricostruito, rifacendo meglio di prima, e pochi mesi dopo siamo tornati in tv, ma per lanciare un messaggio ai mafiosi: ‘Avete incendiato, ma abbiamo ricostruito più grande e più bello di prima’. E abbiamo fatto una festa, aperta a tutti, per far vedere quanto fatto dopo l’attentato. Perché le buone notizie hanno la potenza della speranza. Dopo tre feste come questa, la mafia più deleteria al mondo ha alzato bandiera bianca: da otto anni siamo liberi da attentati, e siamo anche diventati ‘scudo’ per altri”.
“Ora, tre richieste - ha concluso Linarello -: sostenerci con gli acquisti ‘Noi con Goel’, abbiamo il problema di vendere tutta la merce; venire a investire insieme a noi sui nostri territori, siamo una garanzia importante di libertà per la Calabria; coinvolgerci per i vostri territori, nella lotta alle infiltrazioni. Sappiamo come fermarli: mettiamoci insieme e rendiamo ‘inospitale’ il territorio, non lasciamoli vincere”.