Un patto di sangue tra compagni di classe che inizia con una cena della IIIA, il 22 luglio 1975, un anno e un giorno dopo l’esame di maturità. Il patto è di ritrovarsi ogni anno, tutti e trenta, lo stesso giorno e nello stesso ristorante, una cena come rito, con un po’ di nostalgia e di goliardia. A cui si aggiunge però un versamento annuale da parte di ogni ex compagno, a creare un piccolo patrimonio che cresce ogni anno, opportunamente investito. Un fondo comune dunque, un capitale di cui potranno godere solo gli ultimi tre a rimanere in vita, i superstiti della IIIA.
Sembra un gioco innocente ma non lo è così tanto. Anno dopo anno, le cene del 22 luglio misurano non solo il tempo che passa, ma anche le dinamiche collettive e la vita che ci mette prove di ogni genere. Finito il tempo dei brindisi, esauriti i momenti dei ricordi e i giochi da compagni di scuola, alla goliardia subentra la riflessione, poi l’ossessione, e infine la competizione. Il miraggio del premio, destinato a crescere con gli anni fino a cifre astronomiche, in grado di cambiare la vita dei tre rimasti, trasforma i compagni in concorrenti, dove la sfida è vivere, perché vincere significa non morire. Ogni cena diventa più complicata segnata dalle assenze, di chi è venuto a mancare, e morendo ha aumentato le possibilità di vittoria degli altri. È uno sguardo atroce ma anche divertito: ci si osserva scrutando possibili indizi di infermità. Un romanzo che è difficile da abbandonare, un racconto grottesco in cui il piccolo mondo della classe il microcosmo scolastico, diventa specchio dell’umanità intera dove i migliori sentimenti vengono affossati dalla competizione e dall’ambizione.
I convitati di pietra
di Michele Mari
Einaudi
euro 17,50
cronaca
Un patto di sangue tra compagni di classe che inizia con una cena della IIIA, il 22 luglio 1975, un anno e un giorno dopo l’esame di maturità. Il patto è di ritrovarsi ogni anno, tutti e trenta, lo stesso giorno e nello stesso ristorante, una cena come rito, con un po’ di nostalgia e di goliardia. A cui si aggiunge però un versamento annuale da parte di ogni ex compagno, a creare un piccolo patrimonio che cresce ogni anno, opportunamente investito. Un fondo comune dunque, un capitale di cui potranno godere solo gli ultimi tre a rimanere in vita, i superstiti della IIIA.
Sembra un gioco innocente ma non lo è così tanto. Anno dopo anno, le cene del 22 luglio misurano non solo il tempo che passa, ma anche le dinamiche collettive e la vita che ci mette prove di ogni genere. Finito il tempo dei brindisi, esauriti i momenti dei ricordi e i giochi da compagni di scuola, alla goliardia subentra la riflessione, poi l’ossessione, e infine la competizione. Il miraggio del premio, destinato a crescere con gli anni fino a cifre astronomiche, in grado di cambiare la vita dei tre rimasti, trasforma i compagni in concorrenti, dove la sfida è vivere, perché vincere significa non morire. Ogni cena diventa più complicata segnata dalle assenze, di chi è venuto a mancare, e morendo ha aumentato le possibilità di vittoria degli altri. È uno sguardo atroce ma anche divertito: ci si osserva scrutando possibili indizi di infermità. Un romanzo che è difficile da abbandonare, un racconto grottesco in cui il piccolo mondo della classe il microcosmo scolastico, diventa specchio dell’umanità intera dove i migliori sentimenti vengono affossati dalla competizione e dall’ambizione.
I convitati di pietra
di Michele Mari
Einaudi
euro 17,50
Un gioco non così tanto innocente
29 novembre 2025
Cuneo
Un patto di sangue tra compagni di classe che inizia con una cena della IIIA, il 22 luglio 1975, un anno e un giorno dopo l’esame di maturità. Il patto è di ritrovarsi ogni anno, tutti e trenta, lo stesso giorno e nello stesso ristorante, una cena come rito, con un po’ di nostalgia e di goliardia. A cui si aggiunge però un versamento annuale da parte di ogni ex compagno, a creare un piccolo patrimonio che cresce ogni anno, opportunamente investito. Un fondo comune dunque, un capitale di cui potranno godere solo gli ultimi tre a rimanere in vita, i superstiti della IIIA.
Sembra un gioco innocente ma non lo è così tanto. Anno dopo anno, le cene del 22 luglio misurano non solo il tempo che passa, ma anche le dinamiche collettive e la vita che ci mette prove di ogni genere. Finito il tempo dei brindisi, esauriti i momenti dei ricordi e i giochi da compagni di scuola, alla goliardia subentra la riflessione, poi l’ossessione, e infine la competizione. Il miraggio del premio, destinato a crescere con gli anni fino a cifre astronomiche, in grado di cambiare la vita dei tre rimasti, trasforma i compagni in concorrenti, dove la sfida è vivere, perché vincere significa non morire. Ogni cena diventa più complicata segnata dalle assenze, di chi è venuto a mancare, e morendo ha aumentato le possibilità di vittoria degli altri. È uno sguardo atroce ma anche divertito: ci si osserva scrutando possibili indizi di infermità. Un romanzo che è difficile da abbandonare, un racconto grottesco in cui il piccolo mondo della classe il microcosmo scolastico, diventa specchio dell’umanità intera dove i migliori sentimenti vengono affossati dalla competizione e dall’ambizione.
I convitati di pietra
di Michele Mari
Einaudi
euro 17,50