cronaca

Accusato di non aver soccorso l’amico per paura di perdere l’alloggio: assolto

27 novembre 2025

Cuneo

Aula di tribunale vuota
Un incidente domestico si è trasformato in una denuncia per omissione di soccorso a carico di A.F., rifugiato di origine africana, ospite con la sua famiglia in un alloggio della cooperativa Valdocco a Mondovì; a procurarsi alcune ferite in seguito ad una caduta contro una porta a vetri, era stato un suo connazionale che però non avrebbe dovuto trovarsi lì. Le regole abitative imponevano di non ospitare persone al di fuori del nucleo familiare ed è stata la paura di perdere quell’alloggio, secondo l’accusa, il motivo per cui A.F. avrebbe mandato via di casa l’amico senza prestargli soccorso. Quel 29 giugno del 2021, M.H., la vittima dell’incidente, percorse alcune centinaia di metri dall’appartamento di corso Statuto per poi essere soccorso dall’ambulanza allertata da alcuni passanti; in ospedale le sue ferite vennero giudicate guaribili in dieci giorni. In aula l’imputato ha rigettato l’accusa sostenendo di aver chiesto all’amico di fermarsi ma l’altro, che si era presentato a casa un po’ alticcio, se ne era andato subito. L’uomo ha anche riferito di essersi dovuto trattenere in casa per eliminare i pezzi di vetro che avrebbero potuto ferire il figlio piccolo e di avere dovuto aspettare che la moglie rientrasse a casa prima di uscire per cercare l’amico. Per il Pubblico Ministero Gianluigi Datta, invece, l’uomo si era preoccupato principalmente delle conseguenze di quell’accoglienza vietata dal regolamento e nel timore di perdere il diritto all’alloggio non aveva soccorso l’amico ferito, concludendo la requisitoria con la richiesta di condanna a 2 mesi di reclusione. Conclusione a cui si è associato l’avvocato di parte civile Fabrizio Di Vito, sottolineando il fatto che l’imputato era a conoscenza delle problematiche a livello mentale dell’amico e a maggior ragione avrebbe dovuto soccorrerlo. Sulle conseguenze immediate di quell’incidente domestico si è, invece, soffermato l’avvocato di difesa Alessandro Galia: “si è trovato in una circostanza in cui doveva soccorrere l’amico e al tempo stesso evitare che il figlio di un anno e mezzo si facesse male con i vetri, con in più la paura di perdere l’appartamento per aver consentito all’amico di entrare in casa. Quando è sceso lo ha cercato senza trovarlo; perchè lo avrebbe fatto, se l’obiettivo era solo quello di allontanarlo da casa?” Una interpretazione dei fatti che si è conclusa con la richiesta di assoluzione per insussistenza del fatto che è stata accolta dal giudice.
Mondovì Tribunale di Cuneo Omissione di soccorso Processo

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