
cronaca
“Cuneo tranquilla, ma la percezione di insicurezza è forte”
24 novembre 2025
Cuneo
"Questa è una provincia sicura, lo attestano tutti gli indici di delittuosi. Eppure non è ancora così, o comunque non abbastanza, nella percezione dei cittadini. Per questo è opportuno insistere sulla prevenzione e sulla presenza delle forze dell'ordine". Ha sintetizzato così nella mattinata di oggi (lunedì 24 novembre), in uno dei suoi momenti di saluto alla Granda, il Questore Carmine Rocco Grassi, che nel fine settimana lascia Cuneo, dopo due anni e mesi, per prendere servizio a Parma; nel suo incarico subentra, da lunedì 1° dicembre, Rosanna Minucci.
Il Questore uscente ha ricordato e ringraziato tutte le istituzioni locali, in particolare la Prefettura per la vicinanza territorio, insieme con tutte le altre forze dell'ordine, ribadendo che su ordine pubblico e sicurezza "con tutti c’è stato un rapporto di totale collaborazione e simbiosi per il bene del territorio".
Anche l'andamento dell'indice di delittuosità risulta migliorato con la provincia di Cuneo al 98° posto tra le province; un numero che però, pur ponendoci in coda a livello nazionale, non convince tutti, anzi contrasta con la "percezione di insicurezza che si diffonde in diverse aree urbane, del capoluogo e in altri centri". Non reati, bensì "condotte di devianza che non costituiscono reato ma creano allarme (bivacchi, molestie, ubriachezza, stupefacenti) e che quindi vanno affrontati con l’aiuto di tutti. Occorre lavorare, c'è molto da fare sulla percezione di sicurezza, nonostante il calo continuo dell'indice di delittuosità".
Grassi ha poi citato, oltre al Quadrilatero in zona stazione e corso Giolitti, ancora a Cuneo piazza Boves, dove "sono stati presi provvedimenti di pubblica sicurezza che hanno consentito di intervenire su situazioni prima che degenerassero"; i 14 provvedimenti di sospensione di locali, suddivisi a metà tra città e provincia; l'aumento dell'attività di controllo, con più pattuglie; il recupero di parchi cittadini e spazi pubblici; e poi ancora l'impegno contro il caporalato, la violenza di genere ("Gli ammonimenti hanno un'efficacia molto significativa, per ridurre rischio di recidiva, e in alcuni casi nemmeno si passa alla fase formale perché il soggetto capisce") e l'abuso di sostanze stupefacenti, fino al controllo dei cittadini in stato di clandestinità. "Il tessuto è sicuramente sano, ma proprio per questo serve far emergere i dati critici", ha ribadito il Questore Grassi, nell'augurare i migliori successi a chi gli succede.

