cronaca

Cooperativa sociale “Per mano”, Dodero: “Le cose non venivano fatte come dovevano essere fatte”

06 novembre 2025

Cuneo

“È la seconda volta che ci occupiamo della cooperativa sociale Per Mano, la quale ha in corso convenzioni con enti pubblici per la cura e la custodia di persone in particolare stato di vulnerabilità e nei confronti della quale è già in corso un processo al tribunale di Cuneo; a seguito delle serrate indagini avviate a novembre del 2024 e che sono durate circa sei mesi, si è reso necessario e urgente intervenire”. Così il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Cuneo Onelio Dodero ha spiegato l’origine del secondo fascicolo a carico della responsabile, della coordinatrice e di alcuni dipendenti della cooperativa, accusati a vario titolo di maltrattamenti, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata ai danni degli ospiti loro affidati. A questi reati, già oggetto delle contestazioni contenute nel primo fascicolo, si è aggiunta ora anche la frode in pubbliche forniture e responsabilità amministrativa per i servizi fatturati agli enti pubblici con cui era in corso la convenzione. L’indagine ha preso avvio dalla segnalazione del parente di uno degli ospiti, un racconto confermato anche da una parte del personale interno. Ventuno le persone indagate, 17 le misure cautelari eseguite nella giornata del 24 ottobre. La misura in carcere è scattata per la direttrice (Emanuela Bernardis) e la coordinatrice (Marilena Cescon), mentre quattro operatori sono stati posti agli arresti domiciliari e per altri sette è stato disposto il divieto di avvicinamento e comunicazione con le persone offese. Misure confermate dal giudice delle indagini preliminari a seguito degli interrogatori di garanzia per tutti gli indagati, a eccezione di due persone a cui in un caso è stato revocato il divieto di avvicinamento ed esercizio della professione e un altro in cui è stato revocato solo il divieto di avvicinamento. Sono inoltre state eseguite 18 perquisizioni e sequestrati tutti i beni riconducibili alla cooperativa tra cui immobili, la struttura e conti correnti bancari. “Le cose non venivano fatte come dovevano essere fatte”, ha spiegato poi il procuratore Dodero, ricalcando le accuse che già fanno parte dell’altro fascicolo, vale a dire un turn over eccessivo di personale non idoneo, incapace di gestire correttamente i comportamenti problematici degli ospiti che venivano quindi maltrattati per essere contenuti, oltre all’utilizzo improprio di terapie farmacologiche somministrate allo scopo di tenerli tranquilli durante il giorno, picchiati e rinchiusi in luoghi angusti a scopo punitivo. Una indagine cui è seguito un intervento estremamente delicato e complesso, descritto dal tenente Claudio Gramaglia (comandante del Nucleo operativo della Compagnia di Cuneo), per non causare ulteriore stress negli ospiti e per fornire loro un contestuale inserimento in altra struttura. E così mentre 70 Carabinieri operavano in diversi Comuni della provincia, all’interno della struttura sono intervenuti Carabinieri dei Nas di Alessandria e del Nucleo ispettorato del lavoro di Cuneo. Da parte sua l’Asl Cn 1 ha fornito personale specializzato per l’assistenza e il ricollocamento degli ospiti, eseguito tra il 24 ottobre e il 3 novembre, in strutture idonee. “Queste condotte non devono accadere”, ha sottolineato il colonnello Marco Piras, comandante provinciale dei Carabinieri, invitando le persone che sono vittime di tali abusi a denunciare. I due fascicoli ora seguiranno strade diverse, poiché il primo, dopo il rinvio a giudizio di 12 persone, arriverà in aula per la prima udienza il prossimo 16 dicembre, mentre per quest’altro si è solo conclusa la prima fase dell’indagine che vede come parti offese i 18 ospiti della struttura, tra cui alcuni molto giovani.
Cuneo Maltrattamenti cooperativa sociale per mano

Leggi anche

Acqua Sant’Anna celebra 30 anni di attività

Per l'occasione è stata lanciata un'edizione speciale della bottiglia in Tetra Pak