editoriale

In relazione

18 ottobre 2025

Cuneo

Giorno/Notte (foto Pixabay) (foto Pixabay) Ogni cosa che esiste, dall’atomo all’essere umano, vive grazie a un equilibrio di relazioni. Nulla è isolato: la materia stessa si manifesta come rete di energie in dialogo costante. Anche l’Io, che spesso immaginiamo come un centro stabile e autonomo, è in realtà un intreccio dinamico di connessioni - biologiche, psichiche, affettive. La vita si regge sulla qualità di queste relazioni, sulla loro capacità di generare ordine invece che caos, equilibrio invece che conflitto. Eppure la cultura occidentale ha costruito per secoli modelli fondati sulla separazione, sul dominio, sul culto della vittoria, sulla politica del massacro: maschile contro femminile, spirito contro corpo, uomo contro natura, amici contro nemici. La vera domanda invece non è chi prevale su chi, ma come le parti possano entrare in relazione in modo fecondo, restando differenti senza escludersi. L’abitudine, culturalmente indotta, a ragionare per opposti ha prodotto la frammentazione della coscienza, vale a dire il nostro modo di sentirci separati. “Essendo guidato dalla visione interiore di un mondo frammentato, l’uomo agisce in modo da rompere sé stesso e il mondo, così che tutto sembri corrispondere al suo modo di pensare”, scrive il fisico David Bohm. Allontanarsi da questa visione significa mettere in discussione l’archetipo della lotta, il paradigma di opposizione, che sta alla base della nostra eredità storica e mitologica, ma non appartiene alla natura delle cose. Quello che servirebbe ora è sperimentare in modo nuovo quello che di solito separiamo: vale a dire non come sistema di opposti in conflitto, ma come complementi in relazione e valutare ogni problema che sorge non per stabilire chi vince e chi perde, ma per scoprire la relazione nuova e appropriata tra loro, che inevitabilmente rimanda alla loro unità di fondo: come accade per luce e buio, giorno e notte, maschile e femminile, estate e inverno, separati solo dalle definizioni linguistiche, ma uniti se considerati come aspetti della nostra esperienza.
Relazione Opposizione Separazione cultura occidentale