editoriale

Cuneesi pacifisti per Costituzione e per il Vangelo

28 settembre 2025

Cuneo

Peveragno Carovana della Pace C’è tanta sete di pace e di giustizia Carovana come quella di domenica, molto partecipata, gioiosa nel canto e composta da persone consapevoli e con voglia di attivarsi, danno speranza. Piazze come quella di domenica pomeriggio a Boves - sulle 5.000 presenze - ridanno fiducia. Tutti protagonisti, ma in particolare quest’anno sono stati i più piccoli, numerosissimi con i genitori, con gli educatori Sscout, le loro e i loro insegnanti. Sul palco i ragazzi della scuola media di Chiusa Pesio ci hanno ricordato con un flash mob sull’articolo 11 che siamo ‘pacifisti per Costituzione’! E io aggiungo per il vangelo. Tutti con nel cuore i bambini morti nelle guerre, a Gaza, spesso ricordati dagli interventi e con un minuto di silenzio che ha unito i presenti al mondo intero.   C’è tanta sete di verità Le parole contano. Cosa si deve aspettare di ancora più tragico per dare il nome di ‘genocidio’ a ciò che sta succedendo a Gaza? Come non definire anche ‘genocidio’ il conflitto in Congo che ha mietuto 10 milioni di vittime? L’indignazione dell’attivista congolese John Mpaliza ha creato maggiore consapevolezza sulle cause delle tante guerre e conflitti, spesso dimenticati, che tormentano popoli interi. E consapevolezza delle nostre responsabilità e di quelle di politici e governanti corrotti a servizio di una “economia che uccide”. Tutti i relatori hanno condiviso la meraviglia per una folla che, nonostante il cammino fatto, pur in piedi perché i posti a sedere erano già tutti occupati, ascoltava con un’attenzione e un silenzio notevoli. Segno di un vero desiderio di capire la complessità del mondo di oggi e di abitarlo con responsabilità. C’è tanta sete di riconciliazione Sono state poste domande fondamentali: “ma l’umanità oggi ha proprio perso la ragione”? Perché tanti nostri concittadini fanno fatica a stare umani? Qual è l’antidoto ai guerrafondai? Monsignor Gazzera ci ha parlato della forza del dialogo e dell’amore, condividendo il percorso fatto nell’affrontare, con coraggio e profezia, un grave conflitto tra bande criminali nella sua missione. Un invito chiaro a disarmare prima i nostri cuori, le nostre menti. È stato importante la parola decisa e calda di un africano, John, chiedendo rispetto delle altre culture e degli altri popoli, umiltà nel non sentirsi come Europa l’ombelico del mondo, libertà per poter lasciare agli africani di essere sé stessi e costruirsi il proprio futuro. La sete profonda di riconciliazione l’abbiamo sentita nella testimonianza di Gad Lerner, che ha confidato la “lacerazione” che lo abita: “essere da ben prima del 7 ottobre, da quando avevo 20 anni, impegnato per il reciproco riconoscimento tra israeliani e palestinesi, per battermi come molti miei parenti che vivono, la gran parte della mia famiglia, in Israele, affinché cessi questa follia, questa barbarie per cui la classe dirigente israeliana rifiuta addirittura di ammettere e di riconoscere che esista una nazione palestinese”. C’è tanta sete di azione Ognuno di noi, nel nostro piccolo, può combattere le ingiustizie nel mondo con scelte quotidiane serie. Si è sottolineato l’importanza di investire nella cultura, nella scuola, nel vincere l’ignoranza e i pregiudizi, nel coltivare e tramandare la memoria, la giusta interpretazione della storia (Lerner). Riguardo al fermare il genocidio, si è ripetuto quanto sia necessario nei confronti del governo israeliano esercitare una pressione che non può essere solo quella della nostra protesta nelle nostre piazze, ma deve essere uno stop ai rifornimenti militari, un blocco degli accordi commerciali, anche per aiutare il dissenso che nella società israeliana sta crescendo. Agli amministratori presenti è stata consegnata una lettera che invitava ad aderire alla Campagna Ministero della Pace e a investire su un assessorato alla pace. Sarà una delle priorità. Riguardo alle comunità ecclesiali, sento che la gente e la realtà odierna ci chiedono di prendere sul serio ciò che Leone XIV ha chiesto ai vescovi italiani, che “ogni Diocesi possa promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro”. C’è tanta sete di partecipazione Quante iniziative - serate, film, mostre, etc. - abbiamo realizzato in questo tempo! Troppe? Se impariamo a lavorare insieme, no! È stato un percorso collettivo, e per questo fruttuoso. Grazie a tutte e tutti, ad ognuno che domenica ha partecipato. Forse il sentimento più grande che mi ha lasciato questa Carovana è proprio un senso forte di gratitudine per il lungo percorso fatto nel comitato organizzativo con tanti membri di associazioni e movimenti del territorio, con le scuole, con l’appoggio concreto e sincero della segreteria pastorale della diocesi, dei settimanali diocesani, con i comuni più coinvolti dalla storia partigiana - Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Boves, Chiusa Pesio, Peveragno - e tanti altri presenti in piazza con i loro sindaci. Mi ha dato una gioia speciale vedere la bella e numerosa presenza della comunità fossanese, camminando e riflettendo felici con gli amici cuneesi e tanti altri. Anche un bel segno per il nostro cammino diocesano appena all’inizio. Buona continuazione di cammino a tutti noi! 
Guerra Pace Conflitti Speranza Roncaglia