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L’estate 2025 che si è conclusa ieri: molto calda e poco piovosa

22 settembre 2025

Cuneo

e quelli del Monte Gelas, ridotti ai minimi storici all’inizio di settembre 2025. I ghiacciai del Monte Gelas, ridotti ai minimi storici all’inizio di settembre 2025. L’estate 2025? Sicuramente molto calda in tutto il Piemonte. Ma, in termini di piovosità, i tre mesi passati sono stati abbastanza nella norma, anche se con nette differenze a seconda delle zone regionali e con la provincia di Cuneo in deficit marcato. Con il 31 agosto si è chiuso il periodo che i meteorologi considerano estivo e che comprende i mesi di giugno, luglio e agosto. Dagli approfondimenti pubblicati dall’Arpa Piemonte  (https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/idro_mensile/) e dalla Società Meteorologica Italiana (https://www.nimbus.it/clima/2025/250905BilancioCaldoItaliaNW.htm) possiamo ricavare alcuni dati della stagione che ci lasciamo alle spalle. In sintesi, il mese di giugno è stato particolarmente caldo e secco, mentre a luglio abbiamo beneficiato di temperature più fresche e precipitazioni nella media. Agosto è stato di nuovo caratterizzato da temperature molto elevate, almeno nei primi venti giorni, e con precipitazioni oltre media. Come spesso succede negli ultimi anni, il responsabile dei periodi canicolari è stato l’anticiclone di origine nordafricana, che ha raggiunto la nostra regione per tre volte nel corso di questa estate. Il fatto che per buona parte di luglio le temperature siano state più vicine alla norma, pur in un contesto di “bel tempo”, deriva dal fatto che in quel periodo la stabilità atmosferica era garantita dall’anticiclone delle Azzorre. Circa 1,4° in più rispetto alla media Ne consegue che a livello piemontese l’estate 2025 sia la quinta più calda mai osservata, con circa 1,4° in più rispetto alla media del (già caldo) periodo 1990-2020. Se questa è la media del trimestre, a livello mensile ci sono differenze significative: giugno ha avuto un’anomalia termica positiva di ben 3,3° a livello regionale, mentre luglio è stato in linea con la media dell’ultimo trentennio e agosto ha avuto uno scarto positivo di poco meno di 1°. Le precipitazioni Sul fronte delle precipitazioni, giugno è stato a livello piemontese piuttosto secco, con uno scarto negativo del 46% rispetto alla media degli ultimi 30 anni, mentre luglio e agosto hanno fatto registrate scarti positivi rispettivamente del 10% e del 37%. La distribuzione delle piogge però non è stata omogenea su tutto il territorio regionale: gli apporti più significativi si sono registrati sul Piemonte settentrionale, mentre sulle vallate occidentali e meridionali le precipitazioni sono state ben inferiori. I bacini dal Po al Vermenagna a giugno hanno tutti fatto registrare deficit oltre il 60% (-41% sul bacino del Tanaro), mentre a luglio gli scarti sono stati dell’ordine di oltre -30% (-10% sul bacino del Tanaro). Agosto ha chiuso finalmente con scarti positivi anche sulle nostre zone (dal +43% per il bacino del Maira al +7% per quello del Tanaro). A fine agosto l’Arpa Piemonte calcola che l’anno, fino ad ora, sia ancora da considerare “normale” dal punto di vista della piovosità e questo grazie alle precipitazioni primaverili che, anche se non hanno raggiunto i livelli del 2024, sono state comunque abbondanti. Vedremo se l’autunno (statisticamente piuttosto piovoso ma negli ultimi anni spesso “sottotono”) consentirà di restare nella media. Le temperature Diverso il discorso delle temperature: tutta la regione ha fatto registrare temperature oltre media, vicine ai livelli record dell’estate 2003. La tendenza è all’aumento e anche il 2025 non fa eccezione. Per le vicine regioni d’Oltralpe Meteo France (https://meteofrance.com/actualites-et-dossiers/actualites/lete-2025-au-3-rang-des-etes-les-plus-chauds) evidenzia come, dal 1900 ad oggi, le 10 estati più calde siano tutte collocate dal 2003 in poi e ben otto dal 2015 in poi. Una tendenza che appare irreversibile, soprattutto perché il cambiamento climatico continua a non rappresentare a livello mondiale una priorità su cui almeno tentare di intervenire. Il ghiacciaio di Lourousa in Valle Gesso già estremamente ridotto alla fine di luglio 2025. Il ghiacciaio di Lourousa in Valle Gesso, già estremamente ridotto alla fine di luglio 2025.  
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