editoriale

Le meraviglie animate di Maria Antonietta Fares

05 luglio 2025

Cuneo

Maria Antonietta Fares A Maria Antonietta Fares, titolare e produttrice esecutiva della storica società “Lanterna magica”, oggi cittadina di Margarita, spetta il merito di avere favorito negli anni Ottanta la rinascita del cinema di animazione nazionale. La passione per questo cinema è nata dalla sua attività educativa nelle scuole di Torino. Maria Antonietta Fares, quali sono stati gli incontri e le esperienze che hanno segnato la sua vita? Fondamentale, all’inizio degli anni Settanta, è stata la mia esperienza nel sindacato CGIL Scuola per l’istituzione del tempo pieno a Torino. Come insegnante ho lavorato nella periferia di Torino, alle Vallette, nei primi anni Settanta. Ho collaborato con l’MCE (Movimento Cooperazione Educativa) e, successivamente, dall’attività educativa nella scuola sono passata ai prodotti per i bambini. “Lanterna magica” è stato il mio primo traguardo importante soprattutto perchè ha contribuito alla rinascita del cinema di animazione italiano.   Può raccontarci l’esperienza del cinema di animazione? Il film di animazione permette di riproporre lo sviluppo tipico della fiaba e di affrontare grandi temi. Il nostro primo film, uscito nelle sale nel 1996, è stato “La freccia azzurra”, ispirato a un libro di Gianni Rodari, con musiche originali di Paolo Conte e la voce del premio “Nobel” Dario Fo. Per realizzarlo impiegammo ben sei anni, un tempo particolarmente lungo soprattutto perchè serviva acquisire credibilità per trovare i finanziamenti per la sua produzione. Inizialmente i disegni furono realizzati a mano e colorati su acetati, fogli di celluloide trasparenti, ma proprio in quegli anni furono creati i primi software per la coloritura dei disegni al computer e il nostro fu il primo lungometraggio europeo che utilizzò questa nuova tecnica. Per me fu un “sogno di carta creato da mani che muovono i sogni”. Il successo del film contribuì allo sviluppo del cartone animato nazionale. Riuscimmo a vendere il film anche all’estero; per l’America i diritti furono acquisiti dalla Disney che ne stampò ben 3 milioni di copie VHS. Rita Rusich, allora moglie di Vittorio Cecchi Gori, lo vide, se ne innamorò e questo fece sì che suo marito diventasse il produttore economico del nostro secondo lungometraggio, “La gabbianella e il gatto”, tratto dal libro dello scrittore Luis Sepulveda. Il film ebbe un incredibile successo e la gabbianella prese il volo per moltissimi altri paesi. Successivamente, sempre per la Società di Cecchi Gori, realizzammo “Aida degli alberi”, cartoon nato dalle suggestioni e dalla forza dell’opera lirica, un racconto epico e una storia d’amore ostacolata dalla guerra. Il grande Ennio Morricone ne compose la colonna sonora e le canzoni. Lanterna Magica, prima di realizzare i suoi sei lungometraggi ed altrettante serie televisive di cinquantadue episodi ciascuna, aveva già prodotto una quarantina di cortometraggi con i bambini delle scuole di Torino ed alcune campagne di formazione e informazione (ad esempio sull’educazione stradale, sull’alimentazione, ecc.) e molti spot  di Pubblicità Progresso. Che cosa c’è dietro le quinte di un cartoon? Il disegno animato permette di immaginare e creare ogni fotogramma del film.  L’immagine è creata dal nulla ed è il risultato del lavoro di molti artisti. Siamo arrivati a coinvolgere circa trecento persone tra disegnatori e tecnici per ogni film. L’immagine può essere creata con strumenti assai diversi: dal pennello e la tempera alla modellazione con software 3D. Le fasi della pre-produzione e poi della produzione di un film a disegni animati sono molto complesse e laboriose per  il lavoro di intersezione  fra sviluppo narrativo, visuale e tecnico. Deve esserci sintonia tra il suono, l’immagine e il movimento. Occorre sempre trovare aspetti narrativi interessanti per un pubblico giovane e giovanissimo. Individuare le opere da produrre, ricercare i finanziamenti necessari, stabilire a che affidare i ruoli creativi ed esecutivi e  coniugare le esigenze dei creativi con quelle della produzione è stato il mio compito. Che impresa è trovare i volti per i personaggi dei cartoon? Un’impresa non facile. Compito he svolge il regista. Occorre trovare la linea che ne contenga la fisionomia e la personalità, che ne muova le espressioni, le emozioni e i gesti e che possa essere riprodotta e colorata da decine di artisti. Non si può contare su bravi attori in carne e ossa se non per le loro voci. Una collaborazione che per lei è stata importante? Posso citare Altan, conosciutissimo fumettista, vignettista ed autore satirico. Padre della popolare Pimpa, la cagnetta bianca a pois rossi della quale “La lanterna magica” ha realizzato una serie. Una carriera così piena ed appassionata le ha lasciato dei rimpianti?  Nessuno di noi ne è senza. Per me un grande rimpianto è il fallimento della “Lanterna magica”. Dopo il grande successo de “La gabbianella e il gatto”, io e il mio socio avemmo varie offerte da parte di società che volevano acquisire azioni di “Lanterna magica”, ma il mio socio fu contrario e, per farla corta, nel Duemila questo portò al fallimento della nostra società. Il marchio e le attrezzature furono acquisiti dalla Fininvest attraverso la propria casa di produzione “Medusa”. Tra disegnatori, coloritori ed addetti alla produzione, si contavano 54 dipendenti che operavano tra Torino, Milano e Terni. Trattando con Fininvest e con il curatore fallimentare della nostra società, riuscii a mantenere la struttura in termini di dipendenti, attrezzature e locali, permettendo così di proseguire le attività per un’altra quindicina di anni.  La vita che cosa le ha insegnato? Ho imparato a non arrendermi mai, a vedere nuove opportunità nelle sconfitte. Che cosa sente radicato in lei? Sento profondamente il senso di giustizia. Io ho partecipato attivamente al ‘68 ed è stata una esperienza unica. Mario Capanna, uno dei nostri leader studenteschi, ha smosso in me grandi sogni, ma soprattutto ideali di giustizia e di libertà. Credo molto nell’amicizia e nella condivisione. I suoi ricordi infantili? La mia infanzia è stata ricca di due fratelli con cui ho giocato moltissimo. Il nostro idolo era Zorro che noi avevamo soprannominato “frusta nera” e spesso amavamo fare piccoli spettacoli e giochi di magia. Io a dieci anni scrivevo poesie. Quando prova meraviglia e gioia? Quando sono con Federico, il mio adorato nipotino e dall’incontro con i bambini. Ultimi progetti ed attività? Sono stata da poco presidente della giuria del “Moscerine film festival”, primo ed unico festival cinematografico per bambini/e under 12. Si è svolto a Roma dal 5 all’11 maggio. Vi partecipano ogni anno sia scuole e associazioni che presentano i propri cortometraggi, sia bambini che realizzano da soli i propri film. Ultimamente ho collaborato con la Scuola primaria di Margarita e una bambina, con i suoi compagni di quarta, ha visto premiare al festival il proprio cortometraggio. Da Moncalieri, dove un tempo abitavo, mi sono trasferita in questo paese che vanta un caratteristico centro medioevale per stare vicina a mio figlio, a mia nuora e al mio nipotino. Qui mi trovo bene e vivo con un fratello con cui condivido i miei molteplici interessi.
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