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La nuova fontana di Rosbella

11 maggio 2025

Cuneo

Leo Gastinelli Una storia in cui il minimo comune denominatore è la parola “radici”. Una storia che abbraccia un arco temporale lungo più di un secolo e che trova la giusta ambientazione a Rosbella. Una storia che parla di uomini, di amore per la natura e per l’arte. Tutto parte da quando, nei mesi scorsi, nei boschi della più alta frazione bovesana un castagno cade sul terreno degli eredi di Giuseppe Baudino, per tutti “Bep du Truc”. Il destino vuole che, a “mettere gli occhi” sul tronco sia Leo Gastinelli, apprezzato cuoco della Rosbettola ma anche artista della realizzazione di sculture con la motosega. Come tutti gli artisti (e tutti in famiglia lo sono), il giovane, classe 2001, riesce a vedere “oltre” il pezzo di legno e già immagina la possibilità di dare nuova vita all’albero. Negli occhi e nella mente ha già idea di quella che diventa la nuova fontana all’ingresso della frazione; il manufatto che sostituisce la vecchia vasca, destinata a diventare fioriera. Se già con questi elementi il racconto assume veste romantica, altri ingredienti possono essere aggiunti. Leo è infatti l’ultimo bimbo battezzato a Rosbella mentre Bep du Truc è uno dei personaggi storici della frazione. Così conosciuto da essere più volte raccontato in libri, articoli e da comparire, insieme con la sua Lucia, sull’etichetta di un amaro. Classe 1910, Bep e sua moglie (originaria del Vallone Francia), hanno sempre vissuto e lavorato la terra in quella zona. “Una vita semplice e bucolica” la definisce il nipote Daniele Beraudo, particolarmente felice ed orgoglioso del ricordo del suo antenato. “Visto il tronco – racconta Leo – ho pensato immediatamente alla nuova fontana. Volevo un qualcosa che fosse bello, durevole e resistente. Mi sono lasciato trasportare dalla fantasia lasciando che il tronco “mi parlasse” e idealmente guidasse il mio lavoro con la motosega. Una tecnica che avevo appreso guardando le sculture del bovesano Matteo Giordano”. “La passione per la motosega è un mistero – racconta papà Sandro -. Un debole che già aveva da bambino. Gli regalammo un attrezzo giocattolo ma, raggiunti i 14 anni, volle esercitarsi direttamente con lo strumento”. E così l’arte di Leo prende forma in cucina, nell’attività di famiglia, ma anche nel tempo libero quando il giovane ama “succhiare il midollo della vita” e andare per i boschi (come scriveva Thoreau “andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto”) per lasciarsi ispirare. “Il primo lavoro che ho realizzato – racconta – è stata una civetta su tronco di castagno. Facevo IV superiore. Da lì ho iniziato a documentarmi e ho raccolto i suggerimenti di Matteo. E’ arrivato poi il leone, un lavoro complicato ma ottimo banco di prova. Successivamente ho avuto anche delle richieste da parte di gente che aveva visto le prime opere. Tuttavia, la scultura a cui sono più legato è sicuramente il cigno che riposa sul tronco. Lo realizzai nel 2022 dedicandolo alla mia amica Lucia. Il collo del cigno rappresenta la metà del cuore. Senza assilli di tempo, in attesa della giusta situazione o ispirazione, Leo Gastinelli impegna il suo tempo fra il lavoro (da mercoledì a domenica) e l’hobby della scultura. “Mi piace “ascoltare” il tronco in base alle venature, alla spaccature – conclude il giovane -. E’ bello dare nuova vita a un legno caduto naturalmente”. E così, anche attraverso la dedica impressa sulla fontana, Gastinelli ha dato nuova luce a uno di quei personaggi, “Bep du Truc” che insieme con altri uomini quasi leggendari, ha incarnato l’eroicità di chi ha tenuto duro vivendo la montagna anche quando sarebbe stato più facile fuggire. scultura di leo gastinelli (1) bep du truc e moglie Bep du Truc con la moglie
Boves Rosbella Fontana leo gastinelli Bep du Truc