La settimana scorsa due notizie hanno puntato i riflettori sul binomio scrittura e creatività. Le macchine da scrivere sono arrivate in classe in un istituto di Gaeta: 20 ore tra marzo e aprile, per recuperare il gesto dello scrivere, svincolandolo dall’uso dello smartphone. L’idea è di un giornalista, che parla di “tapis roulant per il pensiero”: la sfida è stimolare in modo coinvolgente alla produzione di contenuti originali, perché sganciati da quelli preconfezionati ed invasivi dei social. Niente correttore ortografico e taglia-incolla, quindi più concentrazione e attenzione a quello si fa. A Firenze, invece, lo scrittore Stefano Massini ha lanciato l’iniziativa «Liberamente», la scuola popolare di scrittura del Teatro della Toscana. All’invito a partecipare hanno risposto in più di 1.800. Si tratta di quattro incontri a ingresso libero sul tema della paura, dove i partecipanti potranno ascoltare e poi scrivere sul proprio quaderno pensieri e riflessioni, così da raccogliere cosa la città scrive di sé. “La cultura è un bisogno essenziale”, commenta Massini. E dai numeri sembrerebbe così.
Julia Cameron ha fatto della scrittura il cuore del suo metodo per sbloccare la creatività, come fonte di benessere e di consapevolezza. I suoi corsi e manuali propongono il recupero delle proprie energie creative, spesso dissipate in cose che non ci corrispondono. E tra gli strumenti di base ci sono le “pagine del mattino”: si tratta di scrivere tre pagine di getto, non appena si è svegli, senza giudizi, in piena libertà. E si scrive di quello che si vuole, anche se banale. “Le pagine del mattino sono lo strumento primario di una guarigione creativa”. Lo scopo è nutrire la propria creatività, imparando a nutrire sé stessi, riprendendo familiarità con il linguaggio creativo che è fatto di immagini e simboli. Il metodo ha una sola regola: comprare un quaderno per le pagine del mattino e gli altri esercizi, seguire le indicazioni per 12 settimane.
editoriale
La settimana scorsa due notizie hanno puntato i riflettori sul binomio scrittura e creatività. Le macchine da scrivere sono arrivate in classe in un istituto di Gaeta: 20 ore tra marzo e aprile, per recuperare il gesto dello scrivere, svincolandolo dall’uso dello smartphone. L’idea è di un giornalista, che parla di “tapis roulant per il pensiero”: la sfida è stimolare in modo coinvolgente alla produzione di contenuti originali, perché sganciati da quelli preconfezionati ed invasivi dei social. Niente correttore ortografico e taglia-incolla, quindi più concentrazione e attenzione a quello si fa. A Firenze, invece, lo scrittore Stefano Massini ha lanciato l’iniziativa «Liberamente», la scuola popolare di scrittura del Teatro della Toscana. All’invito a partecipare hanno risposto in più di 1.800. Si tratta di quattro incontri a ingresso libero sul tema della paura, dove i partecipanti potranno ascoltare e poi scrivere sul proprio quaderno pensieri e riflessioni, così da raccogliere cosa la città scrive di sé. “La cultura è un bisogno essenziale”, commenta Massini. E dai numeri sembrerebbe così.
Julia Cameron ha fatto della scrittura il cuore del suo metodo per sbloccare la creatività, come fonte di benessere e di consapevolezza. I suoi corsi e manuali propongono il recupero delle proprie energie creative, spesso dissipate in cose che non ci corrispondono. E tra gli strumenti di base ci sono le “pagine del mattino”: si tratta di scrivere tre pagine di getto, non appena si è svegli, senza giudizi, in piena libertà. E si scrive di quello che si vuole, anche se banale. “Le pagine del mattino sono lo strumento primario di una guarigione creativa”. Lo scopo è nutrire la propria creatività, imparando a nutrire sé stessi, riprendendo familiarità con il linguaggio creativo che è fatto di immagini e simboli. Il metodo ha una sola regola: comprare un quaderno per le pagine del mattino e gli altri esercizi, seguire le indicazioni per 12 settimane.
Scrittura e creatività
08 marzo 2025
Cuneo
La settimana scorsa due notizie hanno puntato i riflettori sul binomio scrittura e creatività. Le macchine da scrivere sono arrivate in classe in un istituto di Gaeta: 20 ore tra marzo e aprile, per recuperare il gesto dello scrivere, svincolandolo dall’uso dello smartphone. L’idea è di un giornalista, che parla di “tapis roulant per il pensiero”: la sfida è stimolare in modo coinvolgente alla produzione di contenuti originali, perché sganciati da quelli preconfezionati ed invasivi dei social. Niente correttore ortografico e taglia-incolla, quindi più concentrazione e attenzione a quello si fa. A Firenze, invece, lo scrittore Stefano Massini ha lanciato l’iniziativa «Liberamente», la scuola popolare di scrittura del Teatro della Toscana. All’invito a partecipare hanno risposto in più di 1.800. Si tratta di quattro incontri a ingresso libero sul tema della paura, dove i partecipanti potranno ascoltare e poi scrivere sul proprio quaderno pensieri e riflessioni, così da raccogliere cosa la città scrive di sé. “La cultura è un bisogno essenziale”, commenta Massini. E dai numeri sembrerebbe così.
Julia Cameron ha fatto della scrittura il cuore del suo metodo per sbloccare la creatività, come fonte di benessere e di consapevolezza. I suoi corsi e manuali propongono il recupero delle proprie energie creative, spesso dissipate in cose che non ci corrispondono. E tra gli strumenti di base ci sono le “pagine del mattino”: si tratta di scrivere tre pagine di getto, non appena si è svegli, senza giudizi, in piena libertà. E si scrive di quello che si vuole, anche se banale. “Le pagine del mattino sono lo strumento primario di una guarigione creativa”. Lo scopo è nutrire la propria creatività, imparando a nutrire sé stessi, riprendendo familiarità con il linguaggio creativo che è fatto di immagini e simboli. Il metodo ha una sola regola: comprare un quaderno per le pagine del mattino e gli altri esercizi, seguire le indicazioni per 12 settimane.